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Intervista Agenparl a Filippo Bologni

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Filippo Bologni: un diario in video e un rap sul mondo dell’equitazione

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(AGENPARL) – Roma, 05 agosto ’16 – Giovanissimo, classe 1994, ma già pluridecorato campione di equitazione. Tanti sono i successi riportati da Filippo Bologni nel salto ad ostacoli negli ultimi anni. Ma questo vero atleta, nome indiscusso per il futuro di questa disciplina in Italia, è anche un ragazzo della sua età. Come tale ama i social network e mettersi in gioco anche per comunicare con i suoi fans. E da questa sua dinamicità nel mondo della comunicazione globale è nata una nuova esperienza: un videodiary pubblicato insieme a CavalDonato Communication, il suo ufficio stampa. Si tratta di un vero e proprio diario che viene pubblicato sulla pagina Facebook di Filippo Bologni e che, nel giro di poche ore, ha raggiunto un vero boom di visualizzazioni e di commenti. Non solo. Sta per arrivare anche una seconda canzone, un rap dedicato al mondo dell’equitazione che sarà diffusa tra un paio di settimane. Di questo, ma anche di Olimpiadi, con gli auguri ad Emanuele Gaudiano, l’atleta che rappresenterà l’Italia nel salto ad ostacoli a Rio, e del suo rapporto con il padre, il cavaliere Arnaldo Bologni, che ha partecipato per ben due volte ai Giochi, abbiamo parlato direttamente con lui.

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Filippo, come è nata l’idea del videodiary? E’ un nuovo modo per far conoscere l’equitazione che, almeno in Italia non ha molti appassionati e fans?

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Certamente. Penso che tra i vari motivi dell’impopolarità dell’equitazione in Italia ci sia anche il fatto che non c’è competizione diretta come, ad esempio nel calcio. Non ci sono due squadre che si fronteggiano. Alla partenza di un Gran Premio ci sono anche 50 binomi e solo alla fine si capisce, anche in maniera tecnica, chi ha vinto. E’ una disciplina che però da molta soddisfazione a chi la pratica, anche se, bisogna riconoscerlo, è uno sport costosissimo. Nulla toglie, però, che si possa anche seguire da semplici appassionati. Il senso del videodiary è anche un altro però. Il percorso dura pochissimo e chi non conosce a fondo questo sport non sa il lavoro che c’è dietro, lunghe ore di allenamento che devono esprimere in quella manciata di secondi rappresentata dalla gara vera e propria. Il videodiary serve anche a questo: a mostrare come si costruisce il rapporto con il cavallo, come nasce un binomio campione. Non bisogna dimenticare che l’equitazione e il salto ad ostacoli sono uno sport che si fa insieme ad una mente pensante, quella dell’animale, dalla quale devi farti capire e con la quale non puoi fare a meno di collaborare. Poi, c’è la mia passione per i social e per il comunicare con il mio pubblico, una cosa che non è diffusa nel mondo del salto. Alcuni dicono che mi atteggio più da artista che da sportivo ma mi piace davvero avere un rapporto con chi mi apprezza come cavaliere.

A proposito dell’essere artista, tu scrivi anche canzoni. Lo scorso anno è uscito un brano rap “Fino alla fine” e tra pochi giorni uscirà “DejaVu”, un altro pezzo nello stesso stile musicale…

Credo che i cantautori italiani siano i poeti del 2000, quelli che riescono a far passare un messaggio anche con i brani più commerciali, quelli che si ascoltano per radio e attraggono per il ritmo. Il rap è un emblema di questo nuovo modo di fare poesia. Appassionandomi al genere, che ho scoperto da poco, ho provato ad unire i miei due amori: la musica e i cavalli. E così sono nate le mie due canzoni. Quando ho scritto “Fino alla fine” ho cominciato a seguire gli autori emergenti su YouTube e, dopo averne contattati alcuni, è venuta fuori la canzone che mi ha aiutato ad imparare cose nuove, a fare nuove esperienze molto belle, come entrare per la prima volta in uno studio di registrazione e, soprattutto, a mettersi in gioco. Questa volta ho cercato un salto di qualità per continuare a migliorare e a crescere anche sotto questo profilo. Lunedì inizieranno le riprese del video di “DejaVu” insieme ad Emanuele Aloia, un rapper molto in gamba che ha realizzato un singolo che è uscito a giugno inseme a Scuolazoo. Contiamo di diffondere il brano tra un paio di settimane. Anche in questo caso è una canzone dedicata al mondo dei cavalli.

Sei figlio di un altro cavaliere importante, Arnaldo Bologni, che ha partecipato a due Olimpiadi, a Barcellona nel 1992 e ad Atlanta nel 1996. Che rapporto hai con tuo padre?

E’ un rapporto bello e conflittuale insieme. Si tratta, però, di un conflitto produttivo e non fine a sé stesso. Ormai ho maturato un’esperienza tale che mi permette di avere le mie idee e prendere iniziative personali ma cerchiamo di venirci incontro. Non mi metto mai in competizione con lui e non voglio confronti. Certo, bisogna riconoscere che sono stato fortunato perché papà mi ha trasmesso questa passione e mi ha permesso di imparare da piccolissimo le basi e gli elementi fondamentali per fare questo sport.

A proposito di Olimpiadi, qualche pronostico sulle medaglie nella tua disciplina?

Certo spero che Emanuele Gaudiano, l’unico cavaliere italiano presente a Rio per il salto ad ostacoli, abbia buoni risultati perché ci rappresenta. Ovviamente ci sono molti binomi che meritano molto anche se, proprio perché l’equitazione è uno sport che si fa in due, uomo e cavallo, ed entrambi devono essere in forma al 100%, è difficile fare un pronostico.

Quali saranno i tuoi prossimi impegni come cavaliere?

Parteciperò ai due Csi in programma a Montefalco al centro ippico Le Lame dal 18 al 28 agosto. Al momento sono in attesa di prendere accordi per alcuni concorsi all’estero per il mese di settembre.

Impegni per i quali, sicuramente, Filippo Bologni non mancherà di dare il massimo, come fa in ogni cosa: dall’esperienza del videodiary fino alla musica. Ovviamente, senza tralasciare la sua passione più grande: i cavalli e il grande lavoro necessario affinché si possa dare il massimo.

Lara Dell’Orea

© Riproduzione riservata Agenparl

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