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Isabell Werth sui giovani talenti del dressage: vita più difficile rispetto ai saltatori

Isabell Werth: Ecco perché è molto più difficile per aspiranti giovani cavalieri di dressage, rispetto ai saltatori
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29 novembre 2021 #news

Giovedì è iniziato l’Aachen Dressage Youngstars, uno spettacolo internazionale di dressage per aspiranti giovani cavalieri. A bordo anche i partecipanti all’attuale CHIO Aachen CAMPUS Program of Excellence, formati dall’Head Coach, Isabell Werth.

Abbiamo parlato con l’amazzone di maggior successo al mondo delle difficoltà che i giovani cavalieri incontrano durante il passaggio al circuito seniores.

Qual è la situazione in Germania per quanto riguarda gli aspiranti giovani talenti del dressage?

Isabell Werth: Abbiamo degli ottimi binomi giovanili. Il fattore decisivo è il modo in cui possono essere integrati anche nello sport a livello senior. Ad esempio, nell’ambito delle competizioni U25 e del Premio Piaffe, possiamo assicurarci che i rider siano ben preparati, ma la fase decisiva è introdurli successivamente nel circuito degli adulti.

Per raggiungere questo obiettivo, oltre ad un cavallo di punta, sono essenziali molte altre cose…

Werth: E’ vero. Una cosa è avere il cavallo giusto, ma qualcosa di completamente diverso è allenarlo per lo sport di livello.

E’ questo che rende così difficile per i giovani dressagisti passare a gareggiare con gli adulti? Semplicemente non è sufficiente essere “solo” essere bravi a montare?

Werth: Esatto. E’ proprio questo che lo rende [il passaggio n.d.t.] molto più difficile nel dressage rispetto al salto ostacoli. Un cavallo da salto di talento che è gareggia a livello Young Rider, tendenzialmente ha la prospettiva di riuscire a saltare più in alto in seguito. Nel dressage è diverso: il giovane cavaliere deve prima di tutto imparare a fare il piaffe e il passage con il suo cavallo – questo è un passo enorme. Il divario è semplicemente molto più ampio nel dressage che nel salto.

E cosa suggerirebbe la dressagista migliore e di maggior successo al mondo?

Werth: Non ho una soluzione, mi limito sempre a sottolineare il fatto che non basta solo imparare a eseguire gli esercizi, è l’addestramento del cavallo che è tutto, non c’è altro da aggiungere.

Cosa è successo nel suo caso allora?

Werth: All’età di 17 anni sono stato estremamente fortunata nell’essere allenata dal Dr. Schulten-Baumer, che è sempre stato interessato solo al Grand Prix, si è occupato esclusivamente dell’addestramento di giovani cavalli per lo sport di livello Grand Prix. Per lui non era affatto importante che io avessi preso parte allo Young Riders Tour con questo obiettivo, o meno. Ecco un breve esempio: Gigolo aveva sette anni all’epoca e avrebbe sicuramente potuto partecipare allo Young Riders Tour, ma il Dr. Schulten-Baumer ha detto subito: lo prepareremo per il livello del Grand Prix. Perché è quasi sempre troppo tardi se inizi a prepararti per l’U25 e il Gran Premio con un cavallo di dieci o undici anni.

Quindi un giovane atleta deve sempre essere anche un allenatore?

Werth: Esatto. I giovani aspiranti cavalieri del dressage idealmente hanno un cavallo esperto per i circuiti Junior e Young Rider al fine di acquisire esperienza e diventare esperti negli esercizi, e dunque imparare come funziona il tutto. Parallelamente a questo, però, dovrebbero essere formati su di un cavallo giovane e talentuoso per il Grand Prix.

Nonostante queste sfide, la Germania è La nazione del dressage. Come riesce a raggiungere questo obiettivo ancora e ancora?

Werth: Perché qui l’infrastruttura è eccezionale, dall’allevamento alla formazione. Ci sono binomi  forti, ma sono stati anche gli stessi nomi per molti anni, che hanno interiorizzato il principio di formazione: Dorothee Schneider è sulla scena da anni, così come la famiglia Rothenberger, Theodorescu, Linsenhoff, Capellmann/Lütkemeier. E quando qualcuno si unisce ai ranghi, come Jessica von Bredow-Werndl e Benjamin Werndl, allora è il risultato di un lungo, duro lavoro e formazione. Anche Helen Langehanenberg è un buon esempio. Ha raggiunto il suo successo dopo aver seguito un lungo e coerente percorso di formazione e lavoro. La gioia di introdurre continuamente cavalli allo sport ed addestrarli porta a trasmettere questo entusiasmo ai giovani ed è stato  decisivo per me assumere questo ruolo al CHIO Aachen CAMPUS.

In qualità di Head Coach Dressage del Programma di Eccellenza, sta attualmente trasmettendo questo credo anche ai candidati di quest’anno. Come si trovano i giovani cavalieri?

Werth: Siamo appena arrivati ​​a metà del Programma di Eccellenza. È un molto famoso mix internazionale di atleti di altissimo livello. Uno o due di loro intendono e saranno sicuramente in grado di iniziare a montare da professionisti ed hanno chiaramente fissato questo come loro scopo. Altri non si sono posti questo come obiettivo principale, ma sono comunque estremamente impegnati in questo sport e sono ad un ottimo livello. Poi ci sono altri, che sono sulla soglia di prendere una decisione: devo diventare un cavaliere professionista od iniziare un apprendistato dopo la scuola? Eccitante!

Il Programma di Eccellenza del CHIO Aachen CAMPUS non supporta i partecipanti solo negli aspetti sportivi.

Ci sono così tante aree che alla fine determinano se ce la fanno o se manca ancora qualcosa: oltre al talento, alla diligenza e all’ambizione, si tratta anche di fitness – fisico e mentale – gestione del cavallo e della scuderia, dieta, media coaching e molti altri aspetti. Una vasta gamma di esperti aiuta i partecipanti al Programma di Eccellenza nel loro percorso.

Tornando allo sport: quanto sono importanti per questo percorso spettacoli come l’Aachen Dressage Youngstars, che ha preso il via giovedì?

Werth: Molto importanti, perché gli atleti devono acquisire routine nell’eseguire riprese anche di alto livello e avere l’opportunità di misurarsi con i migliori. Questo è l’unico modo in cui possono imparare a far fronte a tutti i tipi di situazione e pressione. Ecco perché qui gareggiano diversi partecipanti al Programma di eccellenza CAMPUS.

Cosa, secondo lei, caratterizza gli Aachen Dressage Youngstars?

Werth: È un orientamento dello stato attuale delle cose alla fine della stagione, gli aspiranti giovani cavalieri possono competere di nuovo con i loro colleghi, soprattutto perché l’Aachen Dressage Youngstars è uno spettacolo internazionale. A questo si aggiunge, ovviamente, anche il mito di Aachen e il grande sogno del cavaliere di avere la possibilità di gareggiare un giorno nella porta accanto al Deutsche Bank Stadium. Aachen è Aachen, e rimarrà sempre uno spettacolo speciale.

 Comunicato Stampa CHIO Aachen CAMPUS – traduzione a cura di Redaz. – riproduzione riservata; foto di copertina: Isabell Werth al Dressage Youngstars di Aachen © CHIO Aachen CAMPUS/ Jansen

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