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La belga Michelle Dejonghe squalificata dalla FEI per 3 anni

Olimpiadi di Tokyo, prolungati i tempi per le qualifiche
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03 febbraio 2024 #News

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Michelle Dejonghe è stata squalificata dalle gare per tre anni. L’amazzone belga ha tentato di partecipare alle Olimpiadi con documenti falsi.

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L’amazzone belga, registrata alla FEI per la disciplina del salto ostacoli dal 2009, lo scorso 12 febbraio 2024 ha chiesto alla FEI il cambio di nazionalità sportiva dal Belgio a Malta. Il 13 marzo 2024 la FEI avrebbe approvato questo cambio. Successivamente sono state eseguite delle indagini in merito. 

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Nel maggio 2024, la polizia belga ha contattato la FEI chiedendo se l’atleta fosse appunto registrata presso la FEI e se avesse intenzione di partecipare alle Olimpiadi di Parigi 2024 con la nazionalità sportiva maltese. La polizia belga ha inoltre inviato una copia di una lettera intitolata “Conferma FEI per evento equestre ai Giochi Olimpici”. L’8 maggio 2024, la FEI ha inviato un’e-mail alla polizia belga affermando che il documento in questione non era stato rilasciato dalla FEI perché la FEI non rilascia questo tipo di documenti. 

Nel suddetto documento la FEI “avrebbe certificato” che l’atleta era idonea a partecipare ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, nonostante non avesse partecipato ad alcuna competizione FEI dopo la sua registrazione. Il 2 agosto 2024, la FEI è stata informata dalla Federazione Equestre di Malta che tutti i documenti governativi ufficiali presentati dall’imputata prima alla Federazione Equestre di Malta e poi alla FEI al fine di ottenere un cambio di nazionalità sportiva erano stati anch’essi falsificati, e non ha la cittadinanza maltese né vi risiede. Tutti i documenti, passaporto e autorizzazione a montare sono stati manomessi e falsificati. 

Lo scorso settembre La FEI ha scritto due volte all’amazzone informandola delle accuse e aspettandosi una dichiarazione, ma non ha ricevuto alcuna risposta. Infine, il Presidente del Tribunale FEI ha chiesto alla Federazione belga di inoltrare la corrispondenza pertinente al convenuto. Il 29 ottobre 2024, l’imputata ha risposto all’e-mail della Federazione Equestre Belga, confermando la ricezione della corrispondenza del Tribunale FEI e affermando che tutto era gestito dal suo avvocato. Inoltre, l’imputata ha dichiarato che era in corso un’indagine sull’autore che aveva utilizzato la sua identità per commettere una frode consistente nella vendita di cavalli inesistenti. 

Il Tribunale FEI ha ora raggiunto un verdetto che non sorprende più: “L’imputata ha intenzionalmente tratto in inganno la FEI e la Federazione Equestre di Malta falsificando il documento FEI e presentando documenti maltesi falsi al fine di ottenere l’approvazione per un cambio di nazionalità sportiva. Tali azioni sono considerate una grave violazione delle Norme FEI in quanto non sono in linea con i valori fondamentali del movimento sportivo olimpico né con i principi generali di condotta, fair play e sportività. Si è trattato di frode e di atto criminale. I reati sono stati commessi intenzionalmente: l’imputata ha consapevolmente e intenzionalmente falsificato un documento riguardante la sua idoneità a partecipare ai Giochi olimpici di Parigi 2024, nonché altri documenti, al fine di cambiare la sua nazionalità sportiva”. 

Il verdetto finale ha dunque sospeso l’amazzone Michelle Dejonghe per un periodo di tre (3) anni a partire dalla data di notifica della decisione. Ai sensi dell’articolo 164.6 delle GR, all’imputata è vietato partecipare in qualsiasi veste, anche come spettatrice, a qualsiasi gara o evento sanzionato o organizzato dalla FEI o da una Federazione nazionale per tutta la durata della sua sospensione. Dejonghe è stata inoltre condannata a pagare alla FEI una multa di seimila franchi svizzeri (6.000 CHF) entro 30 giorni dalla notifica della decisione e a versare un contributo alle spese procedurali sostenute dalla FEI nel presente procedimento pari a millecinquecento franchi svizzeri (CHF 1.500). Tale importo dovrà essere versato entro 30 giorni dalla notifica della decisione.

© Redaz. – Riproduzione Riservata; fonte: FEI: clicca qui; foto: © afp/repubblica

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