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La Liguria equestre riparte – fino al 4 maggio – ma serve somma attenzione

La Liguria equestre riparte fino al 4 maggio, ma serve somma attenzione
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27 aprile 2020 #news

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Per i residenti nella Regione Liguria, tra le attività motorie all’aria aperta consentite dalle h 6 alle 22, in forma individuale o con residenti nella stessa abitazione, vi sono da oggi la corsa, la bicicletta e le passeggiate, a piedi e a cavallo, così come la pesca sportiva lungo fiumi e foci di fiumi, nell’ambito del comune di residenza o abituale domicilio.

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E’ stata infatti firmata, in data 26 aprile, dal Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti l’Ordinanza 22/2020 che disciplina le attività consentite a partire da oggi, lunedì 27 aprile (vedi QUI copia pdf dell’Ordinanza Regione Liguria n. 22-2020). Una iniziativa similare è stata presa dalla provincia di Bolzano.

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Tra le varie attività consentite ai liguri vi è anche “l’allenamento e addestramento dei cavalli da svolgersi in maniera individuale da parte dei proprietari degli animali presso maneggi autorizzati all’interno del territorio regionale”.

Ci siamo tuttavia chiesti se un’ordinanza regionale precedente di qualche ora la conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – andata in onda ieri sera alle 20.30 e anticipante il nuovo DPCM, sempre datato e sottoscritto ieri, 26 aprile (testo consultabile a questo link – clicca qui) e operativa per la cosiddetta FASE 2 dal 4 maggio – fosse “superata” o dovesse a sua volta “adeguarsi” alle norme ivi indicate per le attività sportive individuali, misure del Governo secondo le quali “non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto” e parimenti è solamente permesso “svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o per le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per tutte le altre attività” (punto f, art. 1).

Sempre secondo il DPCM di ieri, “allo scopo di consentire la graduale ripresa delle attività sportive, nel rispetto di prioritarie esigenze di tutela della salute connesse al rischio di diffusione da COVID-19, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti – riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai Giochi Olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali – sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse, per gli atleti di discipline sportive individuali”. Il nuovo Decreto dispone, infatti, che “sono emanate apposite Linee-Guida, a cura dell’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta del CONI ovvero del CIP, sentita la Federazione Medico Sportiva Italiana, le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva”.

Pertanto, a fronte delle misure citate nel suddetto DPCM, vi è ancora piena legittimità dalle decisioni assunte dalla regione Liguria? Sì, perché il gap è temporale: l’ordinanza della Regione Liguria è attiva ed effettiva da oggi, 27 aprile sino al 4 maggio, ossia è iniziata prima della fine della FASE 1 e prima che si attivi la FASE 2 (che verrà regolamentata dal DPCM di ieri). Come afferma lo stesso Presidente Toti, essa ad oggi è “perfettamente legittima, nella forma e nella sostanza”. “I Territori hanno il diritto costituzionale di scegliere in molti campi il proprio destino. Nessuno strappo”, solo “principio di autonomia”, valevole però solo fino al 4 maggio.

Specificato ciò, urge commentare la situazione attuale per punti, prima di tutto perché 1) come equestrians, siamo tutti molti stanchi ed arrabbiati: ammettiamolo, abbiamo caricato di troppe aspettative la cosiddetta fase 2, dopo quasi due mesi di allontanamento forzato dai cavalli; 2) il fare “figli e figliastri” non piace ovviamente a nessuno… tutti vorrebbero ad oggi godere delle medesime possibilità e tornare dai propri cavalli. Per punti, ecco cosa possiamo ad oggi rilevare e discutere insieme a voi, prima che la Federazione Italiana Sport Equestri dia a tutti noi indicazioni precise in merito:

a) Ad eccezione della Liguria e della provincia di Bolzano, i Circoli ad oggi sono ancora chiusi, non è cambiato nulla. Siamo ancora nella FASE 1, e, come precisato dallo stesso Presidente Conte ieri sera, l’anticipazione delle nuove misure e/o modeste riaperture, che entreranno in vigore dal prossimo 4 maggio, serve, sta servendo, solo per consentire a tutti di elaborarle, piacciano o non piacciano. Va infatti anche detto che la cosiddetta fase 2 non è mai stata indicata come un “liberi tutti” nonostante le aspettative di molti, ma come l’inizio di una possibile e graduale, cauta riattivazione delle attività lavorative e personali dei cittadini.

b) Appare dunque assai coraggiosa la scelta del Presidente Toti per la Liguria e quella similare della provincia di Bolzano per questi ultimi giorni di aprile/inizio maggio, ancora nella fase 1: tutte le riaperture degli sport saranno limitate comunque dal 4 al 18 maggio, perché, sempre ieri sera e col nuovo DPCM, è stato più volte messo in chiaro il carattere sperimentale di questi primi passi della nuova fase 2: se ci fosse anche solo un ritorno, ossia un lieve aumento dei numeri di contagio, il Presidente Conte ha evidenziato che subito verrà reimposto un lock down, a tutti i livelli. E’ dunque necessario che i numeri dei malati / positivi non tornino ad aumentare, per poter procedere con il graduale ritorno alla normalità. L’appello, ancora una volta, è alla responsabilità di ognuno, a fronte di un futuro migliore che stiamo cercando di costruire tutti insieme, con molti sacrifici. Naturalmente potrà accadere che come il sindaco di Imperia ed ex ministro Claudio Scajola altri sindaci ignorino l’ordinanza del Presidente della Regione Giovanni Toti attenendosi prudentemente alle restrizioni imposte dal Governo.

c) Le responsabilità e le difficoltà di chi in scuderia ha ad oggi comunque deciso di ricevere e pur far lavorare esterni (proprietari, affidatari, allievi ecc.), dopo due mesi di “quarantena”, è molto alta: nonostante le linee guida, termoscanner per la misurazione della temperatura in entrata e in uscita, mantenimento del distanziamento sociale ecc., sappiamo benissimo che è molto difficile rendere effettive e davvero funzionali queste regole, ovunque, non solo nei maneggi. Sappiamo anche che finora alcuni responsabili di scuderia non hanno mai reso del tutto operativa al 100% la quarantena, continuando a ricevere i soci in scuderia e a farli lavorare “come se non” ci fossero espliciti divieti in tal senso. Beh, il dubbio che un rallentamento, seppur modesto, della curva dei contagi verso il basso dipenda anche da loro – e dunque anche l’allontanarsi della data che per tutti vedrà un vero ritorno alla normalità – non ce lo toglie nessuno…

d)  Non dimentichiamo mai che non poter andare dal proprio cavallo – del quale comunque molti centri ippici si stanno occupando egregiamente, e non senza fatica – sebbene sia una sofferenza indescrivibile per ognuno di noi, non corrisponde minimamente alla tragedia di chi vive, ha vissuto o sta vivendo dei lutti per i numerosi affetti perduti per questa pandemia. Ci sono persone che han perso il padre o la madre, c’è chi ha perso entrambi i genitori in contemporanea, chi ha dovuto accettare di perdere il proprio amico/a, compagno/a o partner perché impiegato/a in prima linea a lottare contro questo cataclisma (sanitari, medici ecc.). Recuperiamo la giusta dimensione per la nostra rabbia da equestrians: sebbene legittima, pensiamo però a chi, ancora oggi, non ha davvero capito come sia stato possibile dover vivere certe morti improvvise, violente, senza tante spiegazioni, cure efficaci, saluti e vicinanza nella sofferenza dei propri cari; e nemmeno potendo piangerli ai funerali.

e) Continuiamo a sostenere i centri ippici, il nostro ed i tanti in difficoltà – specie quelli per i quali i 2/3 della sussistenza dipende dalle attività di scuola. Non subissiamoli di richieste, non possono ad oggi far nulla per consentirci la frequentazione dei nostri amati equidi. Quando siamo veramente esausti, proviamo a pensare ai tanti che stanno “letteralmente” per morire di fame, che ancora non han ricevuto la cassa integrazione e sono e restano a casa, che ancora non torneranno a lavorare, alcuni almeno fino al 1° giugno (parrucchieri, estetisti – cura della persona). Last but not least, ai molti addetti alla ristorazione, che, anche se ripartiranno col take away… inutile dirvelo, ci vorrà un bel po’, prima che si riattivino a pieno regime.

f) Un invito: ognuno di noi faccia del proprio meglio per se stesso ma anche e soprattutto per la comunità – non solo quella equestre. Dipende da noi, evitare l’ulteriore propagazione di questo virus. Anche se stiamo bene e abbiamo tutti tanta, tantissima voglia di tornare a vivere in tutto e per tutto.

© B. Scapolo; riproduzione riservata; foto © A. Benna / EqIn

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Redazione EQIN
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