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La “Scuderia del Signor Chicco”: quando il cavallo giocattolo è protagonista

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15 agosto 2017 #focus

Sono ormai millenni che il cavallo accompagna l’uomo nelle sue attività. Guerra, lavoro, sport ma non solo… il cavallo da secoli è anche un gioco! Chi non ha mai visto, sentito nominare o desiderato nella più tenera età un “cavallo a dondolo”? La classica riproduzione dondolante del cavallo in legno, in pezza o in peluche ha infatti animato camerette e saloni di tutte le epoche. Il cavallo a dondolo con la sua diffusione in tutte le culture e in tutti i periodi storici non è più solo un gioco ma vera e propria tradizione e arte. Non è un caso, infatti, che siano davvero numerose le iniziative e le mostre che scelgono come protagonista questo meraviglioso gioco.

A lasciare a bocca aperta sicuramente la stupefacente “Scuderia del Signor Chicco” organizzata alla Triennale di Milano dove fino al 18 febbraio 2018 sarà possibile ammirare il “Museo del cavallo giocattolo” con cavalli diversi, di tutte le epoche e di tutte le latitudini. Ogni luogo e ogni tempo propone il suo esemplare: cambiano le forme, i materiali, i colori e lo stile ma lo scopo del cavallo a dondolo rimane sempre lo stesso: permettere ai più piccini di sognare l’ebrezza del galoppo e della libertà che solo il cavallo è in grado di regalare.

Cavalli diversi, di tutte le epoche, di tutte le latitudini, uniti da un’unica grande missione: far divertire i bimbi di ogni età e liberare la loro fantasia. Cavalli giocattolo di legno, di stoffa, di cartapesta, di metallo o terracotta. Nel Museo voluto dal cavaliere Pietro Catelli, scomparso nel 2006, il fondatore del Gruppo Artsana di cui è parte il noto marchio di prodotti per l’infanzia Chicco, ogni cavallo ha il proprio nome come nella reale tradizione equestre. Questa meravigliosa scuderia ha ben 770 “box pieni” di esemplari di cavalli giocattolo provenienti da tutto il mondo. Curata oggi da Giovanni Berera questa scuderia fiabesca si arricchisce di nuovi cavalli ogni anno, anche grazie alle donazioni spontanee.

La caratteristica più magica di questo oggetto ludico e, implicitamente, del cavallo in carne ed ossa, è il fatto che, dal I secolo d.C. (datazione del primo esemplare in terracotta della scuderia chicco al più moderno del XI secolo), non finisce mai di incantare grandi e bambini e di generare stupore, ammirazione e divertimento. Non c’è tecnologia che tenga: il cavallo a dondolo rimane sempre e comunque uno dei giochi più desiderati dai piccini di tutte le età.

A dimostrazione dell’interesse verso questo particolare gioco l’evento in programma a Ravenna il 9 e 10 settembre prossimi quando la città ospiterà il primo “Raduno Nazionale di Cavalli a Dondolo”. L’iniziativa nata da un’idea dell’artista Luigi Berardi unisce l’aspetto culturale e quello ludico-ricreativo con la finalità di promuovere la cultura del gioco valorizzandone i molteplici aspetti come quello educativo, emozionale, relazionale e inclusivo. Il cavallo, nonostante i cambiamenti di tendenza e le nuove mode nel mondo del divertimento infantile, continua a catturare i sogni dei bambini scatenando in loro il desiderio di libertà, di contatto con l’animale, la voglia di uscire dalle mura domestiche per andare verso la scoperta della natura, magari in sella.

Dal semplice dondolio controllato dal telaio dei nostri amici a dondolo può scaturire una passione grandissima, quella per l’equitazione e per il cavallo che, nell’era del videogioco, della realtà virtuale e della sedentarietà, può rappresentare un vero toccasana per corpo e spirito!

© D.M. – riproduzione riservata; fonte principale e foto © Museo del cavallo giocattolo;

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Redazione EQIN
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