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Quando l’amore per i cavalli è cieco – fuori da ogni metafora

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06 agosto 2017 #focus

L’amore è cieco, si sa. Stavolta, fuor di metafora. Oggi vi raccontiamo una storia che ci ha particolarmente colpito, motivo per il quale desideriamo condividerla e metterla in luce.

La protagonista di questa vicenda è Galubé, una pony anziana (nata nel 1994), con gravissime problematiche di salute: l’età avanzata e un quadro clinico abbastanza complesso la vedono ovviamente a riposo. Il problema più grave di Galubé è che sta diventando totalmente cieca, ed ha serie difficoltà a stare con gli altri cavalli. Il primo gesto encomiabile si deve alla sua attuale proprietaria, Maria Teresa Manassero, che decide di impegnarsi per trovare una soluzione la più adeguata possibile per l’animale; Galubé è la pony sulla quale anche sua figlia ha appreso i primi rudimenti equestri, come tanti altri (chissà quanti!) bambini a cavalcioni sulla sua schiena. Una vecchia pony, con tante problematiche di salute, di cui una (la cecità ormai inevitabile), rende la sua impresa a dir poco titanica. Tuttavia, una coraggiosissima Maria Teresa prosegue fino in fondo con la sua buona azione (anzi, visti i tempi che corrono, in cui spesso gli equidi anziani si abbandonano, diciamo pure con un’azione eroica): oltre a provvedere alle spese per le cure veterinarie necessarie, non si darà pace finché non troverà una struttura adatta e disponibile ad accogliere e a badare all’anziana pony, o perlomeno anime affini con cui cercare di trovare una soluzione di vita adeguata e dignitosa per l’animale. Diversamente, solo l’eutanasia potrebbe portare sollievo alla sofferenza di Galubé, che non può stare insieme ad altri cavalli, è troppo debole e inerme, incespica e sbatte contro le pareti, ed appare quindi condannata alla solitudine di un box, al buio, fino alla fine dei suoi giorni.

Siamo venuti a conoscenza della vicenda di Galubé quando la storia era già nel suo “lieto fine”, pur con le ovvie difficoltà: Maria Teresa ha incontrato l’intelligenza, tutta l’empatia e la disponibilità del personale dell’Asd Il Mulino (Villalvernia – AL), in particolare nel primo responsabile della scuderia ed istruttore Paolo Venzano (nelle foto che seguono con Galubé), che non si è dato pace finché non ha trovato una soluzione a dir poco semplice e geniale, che qui presentiamo proprio perché, chissà, magari potrà essere di esempio, uno spunto utile per altre difficili situazioni simili: Galubé, la pony ventitreenne cieca, non poteva stare in un normale paddock, vicina agli altri cavalli e all’aperto, in piena libertà di movimento, perché o si feriva sbattendo contro le palizzate o, peggio, finiva sempre contro il filo elettrificato (cosa che ovviamente la terrorizzava). Senza corrente, si trovava poi involontariamente a vagare fuori dal paddock, esposta ad ogni pericolo, non vedendo nulla. Finalmente, ecco l’idea: costruire per lei un paddock delimitato da balloni di fieno. Semplice, ma geniale. Ora Galubé può stare all’aperto, può, pur con i limiti della sua età e della sua grave invalidità, vivere con dignità la fine dei suoi giorni. Non è raro oggi vederla rotolarsi a terra felice, o persino accennare un galoppino incerto nel suo piccolo paddock… il tutto, grazie all’amore e alla sensibilità di poche, diciamolo, troppo rare persone. Andava detto, andava evidenziato: fossero tutti così.

© B.S.; riproduzione riservata; foto © EqIn

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Redazione EQIN
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