Le inaccettabili scuse del trainer irlandese seduto sul cavallo morto
05 marzo 2021 #news
Vi sono scuse che non bastano; vi sono atteggiamenti che non possono in nessun caso essere più giustificati, una volta che si sono manifestati; men che meno quando l’unica, banale autodifesa allo scatenarsi della legittima indignazione di tutti è ….”scusate, ero al telefono, sovrappensiero”. E’ pertanto finito in guai seri il trainer irlandese Gordon Elliott, fotografato seduto sul dorso di un cavallo morto, usato come “sedia” durante una telefonata. Nemmeno l’aver chiaramente visto che lo si stava fotografando lo ha ricondotto alla realtà della gravità di quel che stava facendo.
Un atteggiamento incomprensibile, inaccettabile. Una persona – se in tale categoria vuol rientrare – non deve essere irriguardosa nei confronti della morte di nessun essere vivente anche se, come in questo caso, evidentemente, soffre patologicamente di gravi deficit della capacità empatica nei confronti del prossimo… Un cadavere non dovrebbe mai essere “messo tra parentesi”, nemmeno per un momento, dalla considerazione di chi vi entra in contatto diretto. Da che mondo è mondo, il corpo – qualunque corpo – che giace senza vita a cielo aperto reclama per sé (l’ultima!) attenzione, sensibilità e rispetto. Ogni atteggiamento diverso nei confronti della morte equivale ad un irrispettoso atto di disprezzo, senza se e senza ma.
Come riferisce il fattoquotidiano.it, non si è fatta per fortuna attendere una punizione esemplare per il celebre preparatore di cavalli irlandese Gordon Elliott, tre volte vincitore della storica gara ippica Grand National di Liverpool e autore anche di questa “prodezza” (sic est!): dopo che la macabra immagine è finita sui social suscitando una marea di polemiche, il 42enne è stato sospeso a data da destinarsi da ogni gara in Gran Bretagna:
“Mi scuso profondamente per aver offeso qualcuno con questa foto. E’ stata scattata tempo fa dopo che un cavallo era morto per attacco cardiaco – ha spiegato Elliott – In quel momento triste, come sempre quando muore uno dei miei cavalli, la mia reazione iniziale è stata quella di occuparmi della rimozione. Ma poi ho ricevuto una telefonata e senza pensarci, mi sono seduto sull’animale”. Scuse che non sono parse sufficienti all’Irish Horseracing Regulatory Board che ha aperto un’inchiesta alcuni giorni fa a carico di Elliott.
Davide Turrini del “Fatto” riferisce che “venerdì prossimo l’allenatore verrà sentito in udienza per una difesa ufficiale“, ma intanto è stata l’omologa British Horseracing Authority a bandire Elliott da qualunque competizione in Gran Bretagna, in attesa dell’esito delle indagini. Zoe Williams sul Guardian ha sottolineato che “il caso Elliott dimostra come le corse ippiche non sono quella idilliaca storia d’amore tra animale e uomo”. Nella pagina sportiva della BBC si parla già di “ascesa e caduta” dell’asso dell’ippica“.
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