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Le molteplici virtù dei semi di lino: come e perché utilizzarli

Le molteplici virtù dei semi di lino: come e perché utilizzarli
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Con l’irrigidirsi delle temperature, i pastoni caldi sono di fondamentale aiuto ai cavalli, sia per il mantenimento e la stimolazione del corretto transito intestinale, sia come alternativa alla consueta pietanza composta di cereali, specie laddove diminuisca il carico di lavoro e gli animali si vedano costretti in un’attività minore. I semi di lino sono tra i componenti essenziali di tutti i pastoni invernali: vediamo perché e come utilizzarli.

Le virtù dei semi di lino sono decantate da tutti gli ippiatri – e, peraltro, presenti anche in moltissimi alimenti palliativi a livello gastro-intestinale per cani e gatti: provate infatti a dare un’occhiata tra i componenti di qualsiasi marca di croccantini o altri cibi “gastrointestinal”: vi troverete i semi di lino. Sono inoltre consigliati anche per noi, visto che pure gli uomini con i semi di lino fanno il pieno di omega 3, in questo modo prendendosi cura del proprio corpo (contrastano la stitichezza, depurano, preservano la salute del cuore, mantengono in buona salute il cervello, prevengono le emorroidi).

Per ciò che riguarda lo specifico dei cavalli, sia che i pastoni si acquistino già fatti/pronti, sia che ci si cimenti in un semplice ed economico preparato casalingo, i semi di lino non devono mai mancare, soprattutto d’inverno: tuttavia, servono alcune accortezze nel loro utilizzo. Ecco quel che è davvero importante sapere:

Il seme di lino è prodotto dalla pianta di lino, comunemente coltivata in climi freddi e settentrionali, come il North Dakota e il Montana. Il Canada è il primo produttore di semi di lino grazie alle sue condizioni climatiche ideali. L’alimentazione del cavallo, basata essenzialmente sull’utilizzo di fieno e cereali, è ricca di omega 6, ma poverissima di omega 3. Anche se entrambi sono importantissimi per l’organismo, va detto che gli omega 3 svolgono un’azione antinfiammatoria indispensabile, anche per cavalli soggetti ad artrosi. Ma se non integrati in proporzioni adeguate rispetto agli omega 6, in qualsiasi organismo si crea uno squilibrio.

Cosa contiene il lino?
I semi di lino, piccoli grani di colore marrone scuro, contengono in media il 40% di grassi e sono tra le poche fonti vegetali di acidi grassi omega-3 (principalmente acido alfa-linolenico). Contengono anche circa il 30% di fibre altamente digeribili e il 20% di proteine. Tra i loro benefit:
stimolazione della funzione immunitaria;
integrità delle articolazioni e dei legamenti;
riduzione di allergie ai pollini stagionali e ipersensibilità ai Culicoides (dermatite estiva recidivante);
salute del cuore e dei vasi sanguigni;
benessere respiratorio;
funzione digestiva e salute gastrointestinale;
resistenza di crini, mantello e zoccoli;
incremento fabbisogno energetico per gli atleti;
calibratore nervosismo e comportamento;
riduttore della resistenza all’insulina.

Utilissimi a prevenire coliche o a garantire una corretta funzionalità del tratto gastro-intestinale dei cavalli anche convalescenti per le loro proprietà rinfrescanti ed emollienti, coadiuvanti anche per la buona salute a 360°, vanno però utilizzati in maniera adeguata se se ne vogliono mantenere le reali proprietà benefiche e, soprattutto, non incappare in spiacevoli problemi.

Devo usare semi di lino interi o lavorati?
Nel caso di pastoni preparati pronti all’uso contenenti semi di lino, basterà rifarsi a quanto indicato dal produttore. Tuttavia, i semi di lino, acquistabili in qualsiasi agraria, non devono mai essere somministrati “nature”, ossia interi, così come sono/si presentano all’acquisto; prima di tutto perché, a causa del loro rivestimento esterno duro, la digeribilità dei nutrienti, in particolare degli acidi grassi, sarà limitata ed inefficace (come accade per l’avena…). Inoltre, i semi di lino crudi, specie qualora vengano raccolti anzitempo, possono liberare linamarina, un glucoside cianogenico che può diventare velenoso una volta ingerito. Gli alimenti contenenti linamarina, come, appunto, i semi di lino, devono quindi essere trattati in modo speciale per ridurne ogni eventuale carica potenzialmente tossica e massimizzare i benefit.

Come e quanto cuocerli?
Sfatiamo il mito della messa in “ammollo tutta la notte” precedente alla somministrazione: immergere i semi di lino ore ed ore in acqua fredda senza cottura non garantisce il rilascio di tutte le sostanze davvero benefiche, e nemmeno di liberare/togliere l’eventuale carica tossica presente.

Il rapporto ideale di consumo di semi di lino da parte di un singolo cavallo non è stato ancora formalmente stabilito, e questo perché ovviamente il bilanciamento tra gli omega-3 forniti (se quotidianamente) andrebbe meticolosamente calibrato alla dieta ed al fabbisogno di ogni singolo cavallo, in rapporto all’attività e alle condizioni ambientali (che ovviamente è “a sé” per ogni caso). Vi riportiamo tuttavia la prassi che, come consuetudine, viene suggerita da molti nostri veterinari, a titolo di esempio: l’intervento / aggiunta da parte del proprietario (o chi per lui) così condotta, non sarà massimizzata al top ma nemmeno sortirà problemi; piuttosto, sarà solo un plus per la salute del cavallo, con modica spesa:

Per un solo cavallo: si calcoli circa 1 hg, 1,20 hg x un equide di grande mole; ai puledri all’incirca 50-80 grammi di semi di lino, messi in ammollo per 3/4 di una pentola da circa 4 litri e posti subito sul fuoco, quindi portati ad ebollizione. Dal momento dell’ebollizione segue circa mezz’ora, massimo 40 minuti di cottura a fuoco bassissimo. Durante la cottura vengono liberate tutte le sostanze, sia quelle benefiche, sia quelle eventualmente tossiche, scongiurando così ogni problema e massimizzando i profitti. Si formerà una massa appiccicosa / mucillagine, la quale, una volta poi ingerita dal cavallo, avrà tra i benefit quello di smuovere le feci pulendo il tratto intestinale (senza dare origini a diarree), esercitando solo una discreta azione emolliente; sarà calmante per stomaci irritati, oltre che, come già detto, importante riserva di omega-3. Al cavallo, il composto ottenuto andrà somministrato tiepido, mescolato anche a semplice crusca, una volta alla settimana. Si badi: per prevenire la rapida degradazione degli acidi grassi, evitare di bollire i semi di lino oltre al tempo qui indicato, poiché questo potrebbe alterare, se non addirittura distruggere, il profilo nutritivo.

(10/12/2021) © B.S..; riproduzione riservata; fonti altri articoli: thehorse.com; horsetalk.co.nz/; foto © EqIn

 

 

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