L’Italia e altri 22 Paesi si impegnano per i diritti umani nello sport
29 dicembre 2021 #news
Sono ventitré i Paesi europei, tra cui Italia, Francia, Germania, Belgio, Olanda e Spagna, ad aver firmato una dichiarazione congiunta volta a difendere “un modello sportivo più sano, più etico [e] più inclusivo“.
“I ministri dello sport firmatari chiedono maggiore trasparenza, democrazia e maggiore rispetto dei diritti umani nel lavoro delle federazioni sportive internazionali. Vogliamo sostenere le organizzazioni sportive a tutti i livelli e collaborare con loro per combattere la corruzione, la manipolazione [o anche] processi decisionali opachi e non democratici. […] Tali azioni minano i valori fondamentali dello sport e ne minacciano l’integrità. Un forte spirito democratico dovrebbe essere la pietra angolare delle nostre federazioni sportive, sia a livello nazionale che internazionale. Mentre molte federazioni sportive internazionali rispettano [i principi di] trasparenza e democrazia, molte non lo fanno. […] È arrivato il momento di agire. […] Sottolineiamo in particolare l’importanza della piena trasparenza nell’assegnazione e realizzazione degli eventi sportivi. […]
Esortiamo le federazioni sportive internazionali a prestare particolare attenzione al rispetto dei diritti umani e delle norme sul lavoro. Infine, invitiamo [le federazioni] a promuovere la non discriminazione e il rispetto di tutti i diritti umani, compresi quelli dei lavoratori migranti, dei bambini, delle minoranze e delle persone LGBT+, nonché la libertà di movimento.”espressione e incontro, nella preparazione e organizzazione di tutti gli eventi sportivi internazionali”.
Il gabinetto del ministro delegato allo Sport, Roxana Maracineanu, ha ricordato che si tratta della “seconda dichiarazione congiunta dei ministri europei dello sport che richiamano la richiesta che i diritti umani siano presi in maggiore considerazione nell’assegnazione delle competizioni sportive”.
I firmatari di questa dichiarazione sono ben 21 Ministri dello sport dell’Unione Europea (Germania, Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Spagna, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia), nonché i Ministri dello sport di Norvegia e Islanda.
Resta evidente che sotto il profilo equestre, questa dichiarazione potrebbe mettere in forse l’assegnazione dell’edizione 2024 della finale della Coppa del mondo di salto ostacoli FEI alla città di Riyadh (Arabia Saudita).
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