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L’università di Padova rende obbligatoria la formazione in bioetica animale per i futuri medici veterinari

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20 dicembre 2018 #news

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E’ ufficiale: l’università di Padova, prima in Italia, ha definitivamente reso obbligatoria la formazione in bioetica animale per i futuri medici veterinari, ma anche per le figure professionali che si prenderanno cura degli animali da laboratorio o degli animali selvatici. E’ una notizia davvero importante, un passo in avanti fondamentale: infatti, è solo a partire dalla consapevolezza di una corretta relazione da stabilire con l’animale che un medico veterinario può svolgere al meglio il suo operato. Chi lavora in questi ambiti, oggi, ha sempre più bisogno di nuovi strumenti e di nuove conoscenze per far fronte adeguatamente al suo impegno.

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Le questioni di cui la bioetica si occupa spaziano dal dominio strettamente sanitario a quello ambientale (Il termine rimanda alla duplice componente della vita – bios – e dell’etica – ethos): dalla riflessione inerente al rapporto di cura, al significato di salute e malattia, alle questioni di inizio e fine vita, alle tematiche inerenti alla sperimentazione sull’uomo, all’ “ingegneria genetica” (test e analisi genetiche, terapie geniche, biotecnologie…), ai trapianti, per ampliare poi la prospettiva sino alle problematiche di etica ambientale ed animale (la cosiddetta “eco-etica“).

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Più volte abbiamo affrontato il tema della relazione uomo-animale, nello specifico del rapporto tra noi e i cavalli, che tra tutti gli animali sono coloro che con l’uomo condividono ancor oggi, in maniera attiva, un rapporto millenario (relazione che tuttavia non è affatto scontata: molte sono le persone che credono di avere a che fare semplicemente con un oggetto, non con un essere senziente, portatore di un’individualità e necessità/bisogni specificamente connessi alla sua specie). Come può la bioetica (od eco-etica) aiutare a gestire la complessa realtà che lega indissolubilmente uomini e animali? L’etica riguarda ciò che dovremmo fare: riguarda i principi e i valori in cui crediamo e che dovrebbero orientare le nostre scelte, le nostre valutazioni e la nostra condotta. Il veterinario formato in bioetica prima di tutto rifiuterà i concetti di dominanza e sottomissione degli animali, preferendo quello di relazione; sceglierà la strada della comunicazione attraverso la ricerca di un linguaggio comune condiviso, in opposizione a costrizione e coercizione; rispetterà ed accoglierà la libertà di espressione dell’altro, curando un approccio empatico; porrà sullo stesso piano i soggetti, umani ed animali, che partecipano al processo, respingendo una visione antropocentrica di sottomissione e subordinazione. Potrà infine entrare nei dettagli di una conoscenza più articolata del mondo animale, non legata esclusivamente alla medicina, aprendo le strade ad un viaggio entusiasmante e finalmente totalmente competente.

La bioetica sembra invitare l’uomo a rapportarsi con un atteggiamento di “responsabilità” di fronte al fenomeno della vita, ed è per questa ragione che la novità introdotta nel corso di studi universitari patavino è davvero importante. La situazione del presente indica un orizzonte di sfide e di scelte sempre più complesse e articolate. L’uomo può, anzi deve, giocare ancora un ruolo di attore responsabile in tale contesto. Ecco allora anche la bioetica animale diventa uno dei domini privilegiati dell’azione umana contemporanea entro cui effettuare la promozione della capacità etica dell’uomo.

© Redaz. – riproduzione riservata; fonte principale: ilbolive.unipd.it ; in copertina © A. Benna / EqIn

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Redazione EQIN
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