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NAS in azione: sotto sequestro centro ippico per doping

NAS in azione: sotto sequestro centro ippico per doping
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27 febbraio 2021 #news

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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La Dogonda, società ippica di Pinerolo, e stata posta sotto sequestro dai Carabinieri dei NAS di Torino a seguito di un’indagine partita lo scorso autunno e coordinata dal Procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo.

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Fu durante il Concorso Ippico Nazionale A3* presso la Scuola Nazionale di Equitazione di Abbadia Alpina che i militari dell’Arma avevano eseguito dei prelievi dei liquidi biologici ai cavalli vincitori dei quattro premi in palio, tutti riconducibili alla stessa scuderia. In quell’occasione furono rinvenuti all’interno e in prossimità dei box di stazionamento dei cavalli, alcuni dispositivi per l’inoculazione, nonché diversi medicinali ad uso veterinario, il cui solo possesso in occasione degli eventi agonistici è vietato dai regolamenti della Federazione Italiana Sport Equestri e dalla Federazione Equestre Internazionale.

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Gian Andrea Momo, che con il padre Giuseppe gestisce la realtà equestre, si dice allibito per il provvedimento di sequestro dei 60 cavalli. Respinge energicamente le accuse di aver somministrato sostanze dopanti ed ha dichiarato con amarezza a lastampa.it: «Hanno sequestrato tutti i cavalli, e li hanno affidati a noi in custodia: i proprietari non li possono spostare.
Le medicine che hanno sequestrato erano alcuni antinfiammatori e poi c’erano anche le pastiglie della pressione di mio padre, e un farmaco per il nostro cane che ha un tumore.
Aspettiamo le analisi di laboratorio per decidere in che modo agire. Noi non abbiamo dopato gli animali
».

Le analisi di laboratorio sui campioni prelevati hanno riscontrato la presenza di una estesa varietà di sostanze farmacologicamente attive (antinfiammatori, sedativi, antiipertensivi, diuretici) tutte somministrate agli animali in assenza di prescrizioni da parte di medici abilitati e di provenienza ignota, in assenza di patologie dichiarate ed esigenze terapeutiche, come previsto dalle disposizioni Fise e Fei.

I titolari del maneggio sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per maltrattamento di animali, esercizio abusivo della professione medica e frode in competizioni sportive. I NAS contestano «una varietà di farmaci veterinari vietati ritrovati e lo sfruttamento degli animali in modo inevitabilmente deleterio per la loro salute, per la finalità di lucro connessa con l’alterazione delle prestazioni agonistiche e il conseguente incremento della reputazione del maneggio stesso».

© A. Benna – riproduzione riservata; fonti principali dell’articolo: lastampa.it e torinotoday.it; foto in copertina © EqIn

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Redazione EQIN
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