Olimpiadi di Tokyo con ferreo modus vivendi anticontagio
28 novembre 2020 #news
Con tutta la speranza e l’ottimismo del caso, dato il difficile periodo che la pandemia quest’anno ha imposto a tutto lo sport, pare proprio che tutti gli sportivi – ivi compresi, ovviamente, i cavalieri – i loro team e gli addetti ai lavori si recheranno a Tokyo il prossimo anno per i Giochi della XXXII Olimpiade, Giochi che, com’è noto, si sarebbero dovuti disputare quest’anno. Certo è che non sarà un evento “normale”, proprio a causa del virus SARS-CoV-2. Secondo più fonti, il comitato organizzatore e le autorità giapponesi “sveleranno” la prossima settimana le misure sanitarie imposte ai partecipanti ma sono già trapelate alcune prime indicazioni.
L’annuncio ufficiale circa le norme che verranno messe in atto a Tokyo è previsto con tutta probabilità per mercoledì prossimo, 2 dicembre, ma attenzione: secondo i più informati, andrà considerato “parziale”, un “punto di vista di medio termine”, ipotesi più che accettabile viste le incertezze che ancora gravano ad oggi sulla risoluzione alla pandemia del Covid 19. E infatti, nonostante come vedremo alcune prassi siano già in vigore attualmente, ad essere particolarmente importante è rilevare che anche a lungo termine per lo sport ed eventi di grande importanza il recupero o il ritorno ad una completa normalità non è contemplato, nemmeno tra parecchi mesi. Vaccino o meno, trovare regole che disciplinino nel modo più efficace la convivenza con il virus sembra essere la “lezione” che i comitati organizzatori stanno improntando per il futuro.
Le informazioni riguarderanno principalmente il modus vivendi che verrà imposto all’interno del villaggio olimpico, ovvero verranno definite una serie di misure sanitarie volte a prevenire la diffusione del virus all’interno dell’importante manifestazione. Secondo Kyodo News, questo “rapporto sui progressi” è stato dettagliato all’inizio di questo mese dal Comitato Organizzatore dei Giochi durante un incontro virtuale con il CIO e l’IPC.
Un primo provvedimento sembrerebbe essere piuttosto scontato, ovvero: la necessità di indossare sempre la mascherina. A quanto pare questa sarà obbligatoria in tutte le circostanze, tranne per gli atleti in gara, durante l’allenamento e durante i pasti. Sebbene questo non costituisca certamente uno scoop porta con sé un importante chiarimento: i così detti “schermi per il viso” – quelle sorta di visiera di plexigras che ultimamente imperversano – non saranno considerati un sostituto delle mascherine.
Un’altra precauzione: il distanziamento sociale. I giapponesi intendono renderlo obbligatorio, per quanto possibile in un evento delle dimensioni dei Giochi Olimpici. All’esterno verrà imposta una distanza di due metri, soprattutto durante le code. I giapponesi ritengono infatti che indossare una mascherina non sia sufficiente per evitare il rischio di contaminazione: dovrà essere accompagnato dal rispetto del distanziamento sociale, almeno un metro, idealmente due.
Il comitato organizzatore ha anche tirato fuori dal cilindro un concetto fino ad ora poco conosciuto, la cosiddetta regola delle “3C”, in inglese, “closed spaces, crowded places et close-contact settings” leggasi: spazi chiusi, luoghi affollati e ambienti a stretto contatto. Gli organizzatori nipponici faranno di tutto per rimuoverli dal sistema, o almeno per adattarli allo scopo di ridurre i rischi per la salute (ad esempio pare sarà previsto di ventilare i luoghi chiusi almeno una volta ogni 30 minuti).
Nel Villaggio Olimpico la vita quotidiana delle delegazioni, e quindi anche della nostra, promette quindi di essere pesantemente condizionata dalle misure predisposte dagli organizzatori. Gli atleti e il loro team non potranno rimanere più di 30 minuti nella caffetteria per la colazione; sarà possibile trattenersi per un’ora durante il pranzo e la cena.
Non poteva infine mancare una prevedibile “deriva tecnologica“: i giapponesi infatti hanno previsto di dotare gli smartphone degli ospiti del villaggio di una “app” che consentirà loro di consultare a distanza i menù giornalieri così da poter fare la loro scelta in anticipo. Questo al fine di ridurre l’attesa davanti ai piatti consentendo di rispettare il tempo a disposizione per i pasti.
Certo, non sarà una vita semplice e certamente alcuni aspetti ludici giocoforza scompariranno; tuttavia, questo potrebbe andare vantaggio di una maggior concentrazione sia in allenamento, sia in gara.
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