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Orienteering sulla mascalcia: a caldo o a freddo, con ferro, alluminio o gomma…

Orienteering ferratura: a caldo o a freddo, con ferro, alluminio o gomma...
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La necessità di proteggere il piede del cavallo dall’usura si avvertì sin dai tempi antichi, quando l’uomo scelse il cavallo come mezzo di locomozione e di lavoro: questa esigenza venne soddisfatta in principio con l’impiego di fibre vegetali (come la paglia di sparto), intrecciate a forma di scarpa e assicurate allo zoccolo con legacci annodati sul pastorale; ma facciamo insieme il punto della situazione, tra ieri e oggi, dato che sul piede del cavallo le tecniche e le conoscenze sono state ovviamente affinate.

Il sistema primordiale per proteggere lo zoccolo con fibre vegetali cui si accennava sopra (impiegato soprattutto dai popoli asiatici, ma anche dai greci), ovviamente si rivelò ben presto di scarso affidamento per la fragilità delle fibre stesse e venne quindi migliorato con l’impiego di materiali più resistenti, quali il bronzo ed il ferro che, opportunamente modellati, diedero origine alla “solea ferrea” degli antichi romani tenuta in sede con lacci ancorati alle pastoie.

Oggi i ferri che vengono utilizzati si possono distinguere in ferri metallici e non metallici, in base al materiale con cui vengono realizzati. Quelli metallici possono essere di: ferro, acciaio, alluminio, rame. Altresì i ferri non metallici  si distinguono in: gomma e plastica.

I ferri metallici, una volta modellati dalla stesso maniscalco, sono oggi disponibili in commercio, prestampati, di varie misure e caratteristiche adattabili alla maggior parte dei cavalli (al pari di quelli sintetici) e vengono adattati al piede del cavallo al momento della ferratura, ogni 40 giorni circa. Il materiale in assoluto più utilizzato è il ferro per le sue caratteristiche di resistenza, malleabilità ed economicità.  L’alluminio offre al contrario una maggior leggerezza, ma è più costoso, si usura in fretta ed è meno malleabile del ferro.

Le plastiche sono leggere ed economiche, ma scarsamente resistenti e devono essere rinnovate spesso: per ovviare agli inconvenienti che possono derivare dalla troppo frequente applicazione dei chiodi, talora si ricorre alla fissazione dei ferri sintetici con resine e collanti. Il ferro in gomma oggi è molto gettonato (nonostante i costi elevati) per le ottime capacità di resistenza e malleabilità alla struttura del piede del cavallo. Va da sé che solo il maniscalco, spesso affiancato dal veterinario, è in grado di stabilire quale ferratura sia più adatta al piede del cavallo trattato in base a molteplici varianti, connesse principalmente a 1) il tipo e la mole di lavoro che il cavallo deve svolgere 2) eventuali problemi di salute.

La ferratura dei cavalli viene effettuata secondo diverse fasi che, seguendo un ordine logico e temporale ben precisi, consentono di ottenere il miglior risultato nel minor tempo possibile, senza stancare l’animale e privilegiando in ogni caso la sicurezza del maniscalco e dell’animale stesso. Poiché ciascun cavallo rappresenta un caso a sé stante e ciascuno possiede la propria andatura, che è estremamente correlata alla conformazione, diventa ovvio che le pratiche di pareggio e ferratura devono essere adattate a seconda del caso.

In primo luogo è necessario effettuare l’esame del soggetto per evidenziarne:

– eventuali difetti di appiombo;

– eventuali difetti di rotazione dell’asse digitale;

– controllare forma e caratteristiche dello zoccolo.

L’esame del soggetto sarà effettuato dapprima sull’animale in stazione e poi con l’animale in movimento, al passo e al trotto, per controllarne difetti di andatura ed assicurarsi che non presenti segni di zoppia. Il pareggio e la ferratura possono essere classificati in: preventivi, correttivi e terapeutici.

Il pareggio e la ferratura hanno la finalità di bilanciare, supportare e proteggere lo zoccolo in modo da avere, come risultato a lungo termine, un piede sano e dalle performance atletiche ottimali. Completato il pareggio degli zoccoli, il maniscalco procederà alla scelta dei ferri da applicare in base alla dimensione e tipologia ritenuta idonea per quel determinato soggetto e per la tipologia di lavoro che andrà a svolgere. Il ferro non dovrà esercitare pressioni sulla suola se non in minima parte.

L’applicazione del ferro può effettuata sia a caldo che a freddo: nel primo caso si ottiene un perfetto adattamento del ferro sul piede del cavallo perché vengono bruciate le parti eccedenti di unghia, e questa pratica è di aiuto nel caso in cui non sia stato effettuato un pareggio accurato; prevede che il ferro venga scaldato nella fucina e poi posizionato brevemente sul piede per bruciare la parte della suola dove alla fine alloggerà.

Lo scopo è quello di creare una superficie di interfaccia liscia tra lo zoccolo e il ferro e di sigillare i tubuli del corno tagliati, rendendo meno probabile che si secchino in un clima arido o che assorbano umidità e si ammorbidiscano in un ambiente umido. “Il caldo intenso tende anche a uccidere tutti i funghi e i batteri che possono causare problemi allo zoccolo”, ha affermato Paul Goodness, che gestisce un team di mascalcia chiamato Forging Ahead a Round Hill, in Virginia. Goodness predilige la ferratura a caldo visto che in Virginia il clima è molto umido. La ferratura a caldo aiuta anche a stabilizzare il chiodi che fermano il ferro: infatti “brucia la base del chiodo nella parete dello zoccolo bloccandolo in posizione”, afferma Mitch Taylor della Kentucky Horseshoeing School. “Ci vuole un po’ più di tempo per ferrare un cavallo, ma il risultato è più adatto se lo fai correttamente.”

Per un’interfaccia perfetta il ferro deve essere caldo quando viene poggiato sullo zoccolo, afferma Tia Nelson, DVM, veterinario e maniscalco a Helena, Mont. Questa pratica produce una cauterizzazione dei tessuti quindi il ferro va appena poggiato sul piede e poi tolto di nuovo e lavorato fino ad ottenere una coincidenza perfetta. Con la ferratura a caldo bisogna però fare attenzione a non danneggiare il piede: il pericolo di un’ustione è sempre in agguato. Gli errori possono produrre gravi piaghe e ascessi.

Ma la ferratura a caldo non è sempre necessaria. Il ferro caldo può aiutare un’interfaccia fluida, ma un buon lavoro di pareggio dovrebbe aver già raggiunto questo obiettivo. “Quello che fai al piede prima di aggiungere il ferro è più importante di quello che metti sul piede”, afferma Tia Nelson. Se il piede è stato modellato e preparato adeguatamente per la ferratura, il ferro non ha bisogno di essere caldo, aggiunge; se un piede non è equilibrato, la ferratura a caldo non risolverà il problema.

Con la ferratura a freddo, ovviamente, vengono saltati tutti quei passaggi che riguardano il riscaldamento del ferro e questo, una volta modellato opportunamente, viene applicato direttamente sull’unghia, riducendo significativamente le tempistiche di lavoro rispetto alla ferratura a caldo.
Il principale inconveniente della ferratura a freddo riguarda tuttavia il fatto che se il pareggio del piede non è più che accurato, inevitabilmente unghia e ferro non aderiranno nella maniera corretta rischiando che quest’ultimo si allenti dopo pochi giorni. È fondamentale che il maniscalco che usa la ferratura a freddo abbia basi conoscitive e manuali adeguate e che in caso di necessità sia in grado di lasciare una tecnica per adottare l’altra; saranno allora le diverse situazioni che si prospetteranno a fargli scegliere un tipo di tecnica piuttosto che un’altra.

Ci sono poi tutta una serie di ferri fatti con materiali diversi, già citati, come l’alluminio o leghe particolari che vengono applicati, proprio per la natura dei materiali stessi, esclusivamente a freddo; questi ferri sono particolarmente leggeri e malleabili, si adattano facilmente alle forme richieste, plasmandosi in breve tempo al piede.

In conclusione forniamo ai lettori alcune informazioni generali di riferimento sul piede del cavallo:

Lo zoccolo è una delle parti del dito, che inizia dal nodello (articolazione metacarpo/metatarso falangea) ed è costituito dalla 1^, 2^ e 3^ falange. Nel dito si distinguono: la regione pastorale o pastoia, la regione coronale o corona, ed il piede propriamente detto, o zoccolo.

Quest’ ultimo è costituito da due parti:

  • una parte interna sensibile o tuello: costituito da una base ossea, dal tessuto sottocutaneo, dal tessuto cheratogeno e dai sistemi circolatorio e nervoso;
  • una parte esterna insensibile : lo zoccolo formato da cheratina.

Il tessuto cheratogeno è la struttura più complessa ed interessante tra le varie costituenti il piede; è suddivisa in varie parti e la sua funzione è di produrre l’unghia necessaria alla protezione del dito e delle sue strutture interne. Questo si presenta come una membrana spessa, fibrosa, che avvolge tutte le parti del tuello e per questo prende anche il nome di “calza cheratogena” che funge inoltre da legamento tra tuello e zoccolo.

La base ossea dello zoccolo del cavallo è costituito dalla  parte terminale della 2^ falange, che ha forma cuboidale; la 3^ falange o osso triangolare che ha forma piramidale. L’osso sesamoideo distale o navicolare ha una forma allungata in senso trasversale e si articola con la faccia posteriore della seconda e terza falange con cui forma l’articolazione corono – navicolo triangolare.

A completare la base scheletrica dello zoccolo, si inseriscono ai lati della terza falange le cartilagini alari: costituite da due lamine elastiche, posizionate davanti ai glomi, che sporgono dallo zoccolo nella loro parte superiore.

Lo zoccolo è stato definito come la scatola cornea che, avvolgendo l’estremità distale dell’arto, contiene e protegge il vivo del piede.

Nello zoccolo si possono dividere e separare quattro parti: 1) parete o muraglia; 2) suola; 3) fettone o forchetta; 4) benda perioplica. Quest’ultima ha un colore leggermente più chiaro della muraglia sottostante e oltre a svolgere elemento di unione tra la pelle e lo zoccolo, ha funzione di:

  1. imporre un andamento parallelo e omogeneo dei tubuli della parete;
  2. impedire sia l’eccessiva evaporazione che l’eccessivo assorbimento di umidità da parte della muraglia.

Lo zoccolo è una struttura malleabile, molto complessa da un punto di vista anatomico e importantissima da un punto di vista biomeccanico, perciò il modo in cui viene pareggiato e ferrato può avere effetto rilevante sulla sanità e sulle capacità atletiche di ogni cavallo.

(22 aprile 2022) © S. Scatolini Modigliani.; riproduzione riservata; fonti principali: mascalcia.net; equusmagazine.com/; the horse.com; foto:© A.Benna / EqIn

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