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Osteopatia e fisioterapia applicate ai cavalli: facciamo chiarezza

Osteopatia e fisioterapia nei cavalli: facciamo chiarezza
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Ormai da diverso tempo per il cavallo atleta è subentrata la necessità, indicata dai veterinari stessi, di avvalersi anche delle figure dell’osteopata e del terapista specificamente dedicate all’animale: ma qual è nello specifico la loro funzione?

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Cos’è l’osteopatia? Con il termine osteopatia si intende un sistema di diagnosi e trattamento che, basandosi sulla conoscenza di scienze fondamentali quali l’anatomia e la fisiologia, utilizza manipolazioni e tecniche manuali per prevenire e trattare disturbi che possono interessare tutte le parti che compongono il corpo dell’animale. Interviene infatti sulla componente muscolo-scheletrica (dunque su tutto ciò che riguarda muscoli, ossa e articolazioni), sulla componente viscerale (organi e visceri) e sulle parti che riguardano il sistema nervoso centrale e periferico.

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Una differenza fondamentale di questa pratica, rispetto alla medicina tradizionale, è l’utilizzo esclusivo di manipolazioni, senza dover ricorrere a farmaci o alla chirurgia: l’osteopatia infatti è considerata una forma di medicina alternativa ed è complementare a quella classica. Lo scopo dell’esperto in osteopatia animale non è infatti la ricerca e/o l’eliminazione di un sintomo, bensì la considerazione di quest’ultimo come segnale intorno al quale indagare per ricercare la causa primaria della sua comparsa. In svariati casi, la causa del dolore può in effetti essere localizzata anche in zone diverse e ben distanti rispetto a dove la sofferenza viene a rendersi manifesta.

Lo scopo primario di una seduta osteopatica è quello di eliminare la disfunzione somatica, la quale non è altro che una restrizione di movimento che impedisce al corpo dell’animale di mettere in atto la sua capacità di autoregolazione e autoguarigione. Questa alterazione nel movimento può riguardare ossa, muscoli, articolazioni, ma anche visceri, organi, nervi: dunque tutte quelle parti che vanno a comporre una macchina perfetta, che altro non è che il corpo dell’animale.

Ora che abbiamo visto più da vicino che cos’è la pratica osteopatica, soffermiamoci su un altro aspetto fondamentale che spesso è causa di perplessità: che cosa la differenzia dalla fisioterapia? Beh, qualche aspetto è senza dubbio emerso da quanto riportato sopra, ma vale la pena entrare più nel dettaglio.

Per prima cosa l’osteopata lavora esclusivamente utilizzando le mani dello specialista, diversamente dal fisioterapista che spesso si avvale di dispositivi medicali quali ad esempio la tecarterapia, la laserterapia, gli ultrasuoni, le onde d’urto. L’approccio osteopatico è un approccio olistico, che dunque considera il soggetto da trattare nella sua globalità, come un sistema composto da parti tutte connesse tra loro. L’osteopatia considera come diminuzione di movimento non solo quella a livello articolare ma anche quella viscerale, quella neurologica e quella del cranio sacrale, le quali possono avere ripercussioni anche a livello comportamentale, rendendo l’animale meno sereno e disposto a collaborare con il proprietario. Va da sé che una pratica non esclude l’altra: il vostro cavallo potrebbe aver bisogno di un osteopata, tanto quanto di un terapista/fisioterapista. Quest’ultima figura professionale si occupa di sintomatologia a livello locale e lavora su patologie riscontrate; l’osteopata lavora su tutto il corpo del soggetto preso in esame. A riguardo è utile portare un esempio, nel caso di una problematica a livello del ginocchio: il fisioterapista si occuperà di movimentazione passiva, attiva e se necessario utilizzerà specifici dispositivi per eliminare dolore e infiammazione. L’osteopata molto probabilmente si concentrerà sul ginocchio solo a fine seduta, poiché inizialmente andrà a valutare tutte quelle strutture ad esso connesse, per verificare se vi può essere una zona primaria che tramite connessioni muscolari, articolari e innervazione arrivi ad influenzare la parte del corpo dove il sintomo si manifesta (in questo caso il ginocchio).

Compito primario del fisioterapista è quello di favorire il recupero di un paziente post intervento chirurgico o in seguito ad un grave trauma. Tuttavia, come l’osteopata, non si occupa soltanto di riabilitazione, ma entrambe le figure lavorano soprattutto in prevenzione, per eliminare tutte quelle situazioni disfunzionali che possono predisporre l’animale ad infortuni. E’ infatti auspicabile che entrambe queste figure professionali, di concerto con il medico veterinario, si trovino a collaborare. Nonostante le differenze sopra riportate l’obiettivo comune è quello di alleviare la sintomatologia e aiutare il corpo a ripristinare un perfetto equilibrio biodinamico.

(23/03/2021) © Nicole Grosso / Osteopatia animale; riproduzione riservata; foto © A.Benna / EqIn

 

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