Pentathlon moderno, sparirà l’equitazione? Le novità dopo i “fatti di Tokyo”
03 novembre 2021 #news
Il Pentathlon è uno sport concepito originariamente dal fondatore delle Olimpiadi moderne per aiutare i cavalieri a sviluppare le abilità necessarie per sopravvivere dietro le linee nemiche. Tuttavia, dopo 109 anni l’organo direttivo del Pentathlon moderno (rivela “The Guardian”) ha votato segretamente per rimuovere la prova di equitazione e sostituirla con il ciclismo.
Sempre secondo la famosa testata britannica, diverse fonti hanno affermato che la decisione è stata presa nei giorni scorsi dal Consiglio Direttivo dell’Union Internationale de Pentathlon Moderne (UIPM) ed è stata affrettata dalle scene angoscianti alle Olimpiadi di Tokyo e di cui vi avevamo parlato [+ info clicca qui] , quando un cavallo (Saint Boy) era stato preso a pugni da un allenatrice teutonica (Kim Reisner) dopo che si era rifiutato di saltare, facendo fare una figura fortemente impopolare all’atleta Annika Schleu, ridottasi in lacrime. Quelle immagini fecero il giro del Mondo e non stupisce che l’UIPM abbia agito per preservare il suo status alle Olimpiadi in vista dei Giochi di Parigi 2024.
Sebbene la decisione non sia stata ancora annunciata ufficialmente, sta già affrontando un contraccolpo da parte di alcuni Paesi che credono che perdere l’elemento dell’equitazione cambi radicalmente lo sport. Il pentathlon moderno è uno sport olimpico fondamentale dal 1912, quando fu inventato da Pierre de Coubertin – e mentre da allora è passato da un evento di cinque giorni a uno soltanto, ha sempre messo alla prova gli atleti nella scherma, nel nuoto, nel salto ostacoli, nel tiro con la pistola e nella corsa campestre.
Sempre secondo “The Guardian” l’UIPM non conferma né smentisce la notizia: “Non sono in grado di fornirti alcuna informazione in questo momento” è stata la risposta al cronista anglosassone.
Tuttavia, l’organizzazione ha rilasciato in seguito una dichiarazione che lascia trapelare che qualcosa stia effettivamente bollendo in pentola: “Come parte dell’impegno dell’UIPM a mantenere un profilo forte e dinamico per il pentathlon moderno, si stanno svolgendo una serie di incontri strategici. Questi incontri includeranno una prossima convocazione delle federazioni nazionali entro la fine della settimana. L’esito sarà dettagliato in un comunicato stampa che sarà pubblicato il 4 novembre”.
L’ex pentatleta moderna britannica Kate Allenby, che ha vinto un bronzo per il Team GB alle Olimpiadi di Sydney, ha dichiarato al Guardian che qualsiasi mossa per sostituire l’equitazione rappresenterebbe un autentico “disastro” per lo sport.
A quanto pare c’è anche chi la pensa diversamente, come un altro olimpionico britannico, Greg Whyte, che ha anche vinto una medaglia d’argento mondiale nel 1994, il quale ha dichiarato di poter capire il cambiamento. “Non penso che sia necessariamente una cosa negativa“, ed ha aggiunto: “In passato, la sola parte di scherma richiedeva 14 ore, mentre a Parigi l’intero evento durerà solo 90 minuti. Tutti gli sport si evolvono e nessuno sport è immune dal cambiamento nell’era contemporanea della TV”.
Non resta che attendere che l’organizzazione si esprima ufficialmente in merito; quella che si presenta certamente come una buona notizia non ci esime da una preoccupazione di base ovvero: che cosa ne sarà dei cavalli-atleti destinati al Pentathlon?
© Redaz. – riproduzione riservata; fonte principale dell’articolo theguardian.com; foto di copertina: tutta la disperazione nelle indimenticabili lacrime della rider tedesca Annika Schleu nel caldo agosto olimpico giapponese.



















