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Per “digerire” che non avremo gare di Coppa delle Nazioni…

Cavalli da guerra, cavalieri e FEI Jumping Nations Cup ™
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25 maggio 2020 #news

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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I riders e gli appassionati di sport di tutto il mondo si stanno struggendo per lo stop della FEI Jumping Nations Cup™ di quest’anno.

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Da quando è andata in scena per la prima volta nel 1909, la guerra è l’unico evento che abbia fermato questo grande torneo annuale a squadre; ed è oggi un altro tipo di guerra quella che sta interrompendo il Circuito attualmente sponsorizzato da Longines, mentre il mondo è alle prese con la pandemia da Coronavirus.

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Solo due degli 11 eventi di qualificazione sono stati completati in questa stagione, a Wellington (USA), dove i padroni di casa hanno lottato per la vittoria della Gran Bretagna in un emozionante balzo in avanti e ad Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti), a febbraio, dove la Nuova Zelanda ha riportato una storica doppia vittoria.

Tuttavia, la resilienza di questo particolare ramo dello sport equestre, così spesso descritto come il “gioiello nella corona FEI”, non è seconda a nessuno. È emerso da epiche battaglie sportive tra militari, e continua a mescolare il sangue negli spettatori oggi mentre ruggiscono e tifano per le proprie squadre nazionali, che da diversi anni includono ovviamente anche atleti di sesso femminile in molti dei più prestigiosi spettacoli ippici di tutto il mondo.
È il senso unico dell’orgoglio nazionale che dà aspettativa e tifo per quest’evento, con i cavalieri che parlano spesso di come i loro cavalli “combattono” per la bandiera mentre affrontano i difficili percorsi stabiliti da designer di classe mondiale. Un destriero con grande coraggio era ciò di cui avevano bisogno i vecchi cavalieri. E nella storia di due cavalli da guerra di epoche molto diverse della lunga storia militare, c’è un memento valevole per lo spirito combattivo che continua a distinguere il top, fino ai giorni nostri.

Nel parco del Royal Hospital di Kilmainham, Dublino (IRL), costruito nel 1680 e destinato ai soldati in pensione, ora sede del Museo irlandese di Arte Moderna, c’è una pietra tombale che segna l’ultimo luogo di riposo di Vonolel, un cavallo coraggioso e speciale.
Fu il destriero del decorato feldmaresciallo anglo-irlandese Frederick Sleigh Roberts, un generale dell’era vittoriana, uno dei comandanti militari britannici di maggior successo del suo tempo. Lord Roberts, alias “Bobs”, era alto solo 160 cm, una combinazione perfetta per un cavallo arabo di soli 148 cm al garrese.
Con un nome mutuato da un grande capo Lushai, il piccolo grigio fu acquistato a Bombay (ora Mumbai, IND) quando aveva cinque anni, e in seguito servì Roberts per i successivi 23. Vonolel ebbe un ruolo chiave nell’Assedio di Kandahar (AFG) e prese parte anche ad azioni in India, Birmania e Sudafrica. Il cavallo era già una leggenda ai suoi tempi, e fu ripetutamente decorato dalla regina Vittoria, ricevendo tra l’altro la medaglia di Kabul e la stella Kandahar per il coraggio in battaglia, entrambi indossati al collo in occasioni cerimoniali.
Ha viaggiato per circa 50.000 miglia durante la sua carriera senza mai fare un passo falso e quando è morì al Royal Hospital nel giugno 1899, Roberts si diceva che avesse il cuore spezzato dal dolore.

Vonolel fu sepolto nei roseti del Royal Hospital con il massimo degli onori militari ed esiste anche un suo dipinto, con “Bob” in sella, esposto alla Tate Gallery di Londra.

E’ questa tradizione di cavalli e cavalieri che combattono come parte di una squadra per conto del loro paese, anche se in tempo di pace e in uno spirito di sana competizione piuttosto che antagonismo, ad essere alla base della serie FEI Jumping Nations Cup ™ a tutt’oggi.

 

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Il Capitano Xavier Bizard con Honduras dopo aver vinto la King George V Gold Cup nel 1937

Il glorioso commiato di Vonolel sembra contrastare con quello di un castrone nero di 160 cm, di allevamento sconosciuto, non meno meritevole per una menzione d’onore. Si chiamava Honduras quando conquistò l’ambita Coppa d’Oro King George V sotto la sella del Capitano Xavier Bizard a Londra nel 1937. Il cavaliere della Scuola di francese di Saumur era all’epoca una star del salto ostacoli degli anni ’20 e ’30 e vantava un formidabile record di successi nella Coppa delle Nazioni squadre in sella a una grande varietà di cavalli.
Bizard rappresentò la parte francese vincente a Nizza (FRA) nel 1924, New York (USA) nel 1925 e Lucerna (SUI) e Roma (ITA) nel 1927. Tornò a Roma nel 1928 per segnare un’altra vittoria e l’anno successivo ottenne altri due primi posti in Coppa delle Nazioni a Napoli (ITA) e Dublino (IRL). Negli anni ’30 fece parte di tre squadre vincitrici a Londra, nonché a Nizza, Lucerna, Vienna (AUT), Roma e Riga (LAT). Con Apollan vinse la Coppa delle Nazioni nella capitale lettone nel 1937, e quello stesso anno ottenne il titolo di Re Giorgio V a Londra con Honduras.

Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale segnò una brusca e gelida battuta d’arresto per la sua attività. Ma ciò che affascina di questo cavallo non è tanto il suo successo nelle competizioni, ma il fatto che
fu catturato durante l’occupazione tedesca della Francia e riapparve a fine conflitto nelle fila della squadra di salto ostacoli dell’esercito americano; nel 1948 vinse le Coppe delle Nazioni a Londra e Dublino, in campo con il nome di “Nipper” e sotto la sella del Tenente Colonello Charles (Chuck) Symroski (Honduras aka Nipper).
Viaggiò parecchio in quella fase della sua vita perché, dopo essere stato catturato insieme al resto dei cavalli della squadra tedesca vicino alla città di Beyreuth in Baviera (GER) nel 1945, fu spedito negli Stati Uniti nell’agosto del 1946. In quello stesso anno gareggiò in America e in Canada e di nuovo nel 1947, prima di tornare in Europa nella primavera del 1948 per competere in una serie di eventi in vista dei Giochi Olimpici di Londra per i quali era stato selezionato come cavallo di riserva.
La vittoria della Coppa delle Nazioni a Dublino nel 1948 rimane storica: era la prima volta che una squadra americana alzava la cielo la Coppa Aga Khan, la prima volta che dei non europei conquistavano il titolo nonché l’ultima volta che una squadra ufficiale dell’esercito americano avrebbe sfilato al Royal Dublin Society Showgrounds.
Nipper e il Tenente Colonello Symroski furono raggiunti dal capitano JW Russell (su Airmail), dal Colonnello JF Wing (su Democrat) e dal Tenente Colonnello Anderson con Riem quando Eamon De Valera, nato a New York, poi Taoiseach (Primo ministro) e poi Presidente dell’Irlanda, presentarono l’ambito Trofeo Aga Khan.

Destino volle che Honduras / Nipper abbia incontrato ancora una volta il suo vecchio amico, il Capitano Bizard. Il loro ricongiungimento avvenne a Londra, o forse è stato dopo la vittoria della Coppa delle Nazioni, durante le Olimpiadi nella capitale inglese, visto che l’evento è stato ugualmente ricondotto ad entrambi i luoghi/momenti. Indipendentemente da dove ciò avvenne, non fatichiamo ad immaginare un momento di forte emozione quando il francese si imbatté accidentalmente nel suo ex-cavallo, che probabilmente pensava morto da tempo.
La storia narra che, quando il Capitano Bizard disse quanti anni aveva [in realtà] il cavallo, gli americani rimasero grandemente sorpresi.
A seguito dei Giochi, la squadra dell’esercito americano fu sciolta e sostituita da quella civile. Sebbene non confermato, si ritiene che l’Honduras / Nipper sia tornato in America per vivere il resto dei suoi giorni nella fattoria di famiglia del tre volte olimpionico Jimmy Wofford vicino a Fort Riley nel Kansas (USA); i genitori di Wofford peraltro accolsero tutti i cavalli, provvedendo al loro pensionamento, a seguito della meccanizzazione della cavalleria statunitense.
La vita di questo cavallo non è stata celebrata certo con lo sfarzo che segnò la scomparsa di Vonolel mezzo secolo prima, ma la sua storia vive come simbolo di sopravvivenza al distruttivo conflitto mondiale.

Anche la FEI Jumping Nations Cup™ è una sopravvissuta, attualmente in attesa dietro le quinte di un ritorno al centro della scena, non appena l’attuale crisi pandemica andrà via via risolvendosi.

Tuttavia, non è ancor detta l’ultima parola per questo 2020: ci sono motivate speranze in merito ad una Finale della Longines FEI Jumping Nations Cup™ da svolgersi nell’ottobre di quest’anno, ma in ogni caso nulla in futuro potrà ostacolare il procedere e il rinnovamento del circuito che ha coinvolto e deliziato gli spettatori per ben oltre un secolo, e che rimane ambasciatore dell’icona più amata per lo sport equestre.

E in merito ai tanto amati destrieri Vonolel e Honduras aka Nipper, questi non saranno mai da noi dimenticati. Adesso li vogliamo lasciare con le parole scolpite nella lapide di Dublino, dell’artista Jane Garland, che recitano:

There are men both good and wise
Who hold that in a future state
Dumb creatures we have cherished here below
Shall give us joyous greeting when
We pass the golden gate
Is it folly that I hope it may be so?”

[Jane Garland, artist; With special thanks to:
Olympian and coach Jimmy Wofford]

“Ci sono uomini buoni e saggi
Qualcuno sa cosa significherà domani
Creature taciturne che qui abbiamo adorato
Che ci saluteranno gioiosamente quando
Supereremo il cancello d’oro
È forse follia che io speri possa esser così?”

© trad. a cura di Alessandro Benna; riproduzione riservata; fonte principale: Comunicato Stampa FEI / Louise Parkes; foto di copertina: il team US in parata dopo la vittoria nell’Aga Khan Cup al Dublin Horse Shown del 1948 (da sinistra a destra): Col. JF Wing su Democrat, Ten. Col. Charles Symroski su Nipper, Ten. Col.CH Anderson su Riem e il Capitano JW Russell su Airmail © RDS Library & Archives.

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Redazione EQIN
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