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Ma quanto vale Unicka, la trottatrice rapita?

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10 marzo 2017

La settimana in corso è iniziata con una bruttissima notizia che ha scosso l’intero mondo equestre ed ha velocemente varcato anche i confini dell’interesse da parte di appassionati e addetti al settore, quella del rapimento dei trottatori Unicka e Vampire Dany, speranza dell’ippica italiana, eredi del mitico Varenne, dalla scuderia Wave, dei coniugi Gianluca e Giovanna Lami, imprenditori nel settore conciario con un grande amore per i cavalli, località Staffoli, a Santa Croce dell’Arno in provincia di Pisa (notte tra lunedì 6 e martedì 7 marzo).

E’ stato sostenuto dagli inquirenti l’assai probabile obiettivo di estorsione visto il grande valore di questi due cavalli. Unicka, in particolare, non è un cavallo qualsiasi, ma una vera e propria campionessa: 13 vittorie su 15 corse, al primo posto l’anno scorso nel Derby italiano di trotto a Roma e nel Gran premio Orsi Mangelli a Milano (è stata la prima femmina della storia a centrare questa doppietta), un montepremi vinto di 476mila euro – senza contare il suo valore futuro come fattrice in razza. 

> Guarda la vittoria di Unicka al Derby Italiano 2016 di trotto a Roma: clicca qui 

Enrico Tonali ha rivolto a Guido Berardelli (titolare della Casa d’Aste ITS e della Compagnia IBM di Intermediazione e Servizi con la Francia) tre domande sull’attuale valore economico di Unicka:

[E.T.]: Unicka rapita rimane sempre l’icona del trotto italiano attuale, una cavalla di grande caratura. Se l’avessi dovuta battere in una delle tue aste ITS da che cifra saresti partito?

[G.B.]: La bionda saura dei coniugi Lami è stata battuta alla nostra asta ITS Yearling Super Selezionata nel 2014 presso il Centro Ippico Etrea di Busto Arsizio (VA). A quel tempo, da puledra, realizzò la cifra di 20 mila euro e se l’assicurò la Scuderia Wave, alla quale è stata ora dolosamente sottratta. Il valore della cavalla è cresciuto corsa dopo corsa, soprattutto dopo i successi 2016 nel Derby e nel Gran Premio Orsi Mangelli. Oggi è un’ardua impresa stimarlo, essendo sicuramente una delle trottatrici di maggior pregio al mondo. Al di là di questo, credo che ai proprietari Lami, stante la passione che nutrono verso la cavalla e verso l’ippica, importi grandemente il valore affettivo, molto più di quello economico.

[E.T.]: Le aste sono un momento importante per l’ippica, sul volume di affari conclusi gli esperti intrecciano lunghe considerazioni. Possono essere considerate un termometro della salute ippica di un Paese?

[G.B.]: Purtroppo l’Italia è in uno stato febbrile preoccupante. Ormai vendiamo molto più all’estero la nostra produzione nazionale e questo mi addolora notevolmente. Vorrei che i cavalli, i pezzi più pregiati, rimanessero sempre a correre in Italia, ma purtroppo la precaria situazione ippica del nostro Paese è sotto gli occhi di tutti.

[E.T.]: La Francia, Nazione che tu come imprenditore conosci bene, è diventata la terra promessa dell’ippica italiana. Sono tutte rose e fiori al di là delle Alpi?

[G.B.] Assolutamente no. Vincere in Francia, anche nelle categorie più basse, è davvero difficile. Capire però bene il sistema di programmazione è un mio piccolo vanto ed infatti siamo riusciti in ogni occasione a difenderci. Il mercato comunque è particolarmente vivo, anche grazie alla concorrenza delle due case d’asta transalpine che lavorano molto sulla clientela asiatica, un settore che è in grande espansione nell’ippica internazionale.

[Guido Berardelli è nato a Roma nel 1972. Nipote e omonimo di un indimenticabile dirigente dell’UNIRE degli Anni Sessanta/Settanta, appartiene a una storica famiglia di ippici – Alessandro, Stefano, Mario – tutt’ora attivi. E’ titolare della Casa d’Aste ITS e della Compagnia IBM di Intermediazione e Servizi con la Francia].

Sappiamo di non esagerare sostenendo che l’intero mondo equestre è sconvolto da questo sequestro. Oltre alla vicinanza ai proprietari – al di là del valore economico di Unicka e Vampire Dany, è la tragedia affettiva che tutti noi comprendiamo a pieno – questo rapimento non fa altro che danneggiare ulteriormente il mondo dell’ippica italiana, già duramente colpito in passato dalla lunga storia di sequestri di cavalli da corsa – alcuni fortunatamente a lieto fine (ricordiamo quelli di Wayne Eden, Equinox B, Iglesias). #riportiamoliacasa.

© B.S. Riproduzione riservata – con la collaborazione di Enrico Tonali – Agenzia H2O – Ippica; foto di copertina: Unicka by ilgiornale.it

 

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Redazione EQIN
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