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Equestrian Books EQUESTRIAN INSIGHTS

Rileggendo “Andature e sensazioni” di Pierre Chambry – con Equitare Casa Editrice

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#EquestrianInsights: “Se l’istruzione del cavaliere non si limitasse a far prendere confidenza, a mettere in sella e a insegnare gli aiuti, ma comportasse un quarto capitolo sull’apprendimento delle sensazioni, i progressi sarebbero più rapidi e più durevoli. Ci sarebbe un numero minore di disertori in quanto i giovani cavalieri si regalerebbero delle sensazioni piacevoli e indimenticabili. Un gran numero di coloro che sembrano accontentarsi della mediocrità passerebbe senza difficoltà la boa dell’equitazione di base, che poi porta all’equitazione sapiente” (Pierre Chambry)

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equitare“Tutto il cavallo è movimento, egli esiste solo per muoversi, camminare, correre, galoppare, saltare, girare, danzare, farsi bello”. La mitologica figura del centauro (vedi immagine di copertina) resta il modello del binomio perfetto a cui tendere, cavallo e cavaliere fusi, mescolati insieme grazie alla qualità dell’assetto di quest’ultimo. Andature e sensazioni di Pierre Chambry, edito da Equitare Casa Editrice, è un manuale che riunisce tecnica e sentire in equitazione. Suddiviso in due parti, la prima dedicata appunto alla fisiologia, alla propulsione, alle attitudini e alle andature del cavallo (ossia alle indispensabili conoscenze relative alla biomeccanica dell’animale in attività, qui enunciate con grande chiarezza e completezza, con l’utile supporto di disegni, schemi e grafici chiarificatori), la seconda all’ascolto del suo stesso movimento, questo testo procura tutte le conoscenze delle interazioni reciproche tra corpo e movimenti di cavallo e cavaliere.

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Indice del volume:

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Prima parte: LA TECNICA
– Perché sentire?
– Fisiologia (Le articolazioni: generalità / Articolazioni dei quattro arti / articolazioni degli arti posteriori / articolazioni degli arti anteriori / articolazioni della colonna vertebrale)
– La propulsione (La propulsione, il suo meccanismo / I posteriori / Gli anteriori / Fatica e velocità / I bipedi / Gli assi)
– Le attitudini (Nell’alt / A riposo)
– Le andature (Generalità / Grafici delle andature / Il trotto / Il passo / Il galoppo / Il salto / Centro di gravità e di equilibrio)
Seconda parte: LE SENSAZIONI
– Sentire i movimenti del cavallo (Premessa / Il tatto equestre / Tre condizioni / Le sensazioni del bacino / Le sensazioni delle gambe / Le sensazioni della mano / Il rinculare)
– Conclusioni (Persistenza delle sensazioni / L’impulso / La tensione / La rettitudine / Il ramener / La riunione / La leggerezza)
Conclusione

Se da un lato resta nella cura dell’assetto del cavaliere la chiave principale di una buona equitazione (ossia quella qualità del cavaliere che resta padrone del proprio equilibrio in tutte le circostanze, qualsiasi siano le reazioni del cavallo o le tortuosità del percorso), dall’altro è l’affinamento della propria capacità di ascolto del cavallo ad essere l’indispensabile prerogativa del buon montare a cavallo (“il tatto equestre è una sensazione sublime”, afferma Chambry). Quanti tra coloro che montano a cavallo per esempio conoscono e sanno descrivere il rollio? “Andature e sensazioni” ci permette di individuare questa sensazione con facilità, anche se magari è difficile da precisare; scaturisce dal passo del cavallo, dall’alternanza del sollevarsi ed abbassarsi del treno posteriore (vedi fig.75 qui sotto):

Il rollio (FILEminimizer)

Il rollio ovviamente è solo un esempio: un’amplissima gamma di sensazioni prodotte dal movimento del cavallo sul e con il cavaliere sono in questo volume dettagliatamente descritte e suggerite, così come il viceversa: “I cavalli, come gli uomini, obbediscono alla legge del minor sforzo. Impegniamoci, dunque, sul loro dorso, a non imporre loro delle contrazioni, ma sincronizziamo le nostre azioni con i movimenti dei loro arti, senza contraddirli, azioni che comandano i cambiamenti di andatura e velocità così come i cambiamenti di direzione; ed è a ciò che si riduce tutta la conduzione del cavallo”. Non bisogna infatti dimenticare che, come “nel solfeggio, due note nere valgono una bianca”, in equitazione “due piccole azioni valgono più di una grande”.

Andature e sensazioni riserva inoltre un ampio spazio anche all’importante componente formativo-pedagogica del futuro binomio: “L‘istruttore deve saper spiegare adeguatamente le sensazioni prodotte dai movimenti del cavallo, che il cavaliere percepisce con il proprio bacino, così come con tutte le parti del corpo che sono in contatto diretto (le gambe) o indiretto (le mani) con il cavallo: […] le sensazioni fisiche sono alla base di questo sentire, il tocco percepito, che è la prima parte del tatto equestre”. Merita certo una profonda riflessione, da parte di tutti (aspiranti cavalieri/amazzoni e istruttori), questa nota riportata da Chambry in conclusione della sua opera: “Invece della gara a chi fa il maggior numero di tessere federali, bisognerebbe creare una gara della qualità. La piccola associazione potrebbe misurarsi con il grande maneggio: poiché là l’istruzione può essere fatta con cura, individualmente, invece delle interminabili riprese che mettono in fila numerose matricole impersonali. Quattro cavalieri una volta alla settimana fanno progressi più velocemente rispetto a una fila di dodici, due volte a settimana. Asteniamoci dunque dal calcolare ogni mese gli scarsi progressi delle nostre ore di monta. Non è il numero che interessa, ma la qualità”.

CHI E’ PIERRE CHAMBRY:
Pierre Chambry (Limoges 1916 – Saint Germain-en-Laye 2008) è stato cavaliere, écuyer professore, insegnante con grande competenza in tutti i campi equestri (allevamento, dressage, salto, attacchi, caccia), e anche disegnatore e scultore di grande capacità.
Figlio e nipote di ispettori generali degli Haras, a vent’anni era maresciallo in uno squadrone di cavalieri incaricati di preparare i militari per gli esami federali di equitazione. Nel 1936 ha iniziato ad interessarsi allo studio dei movimenti del cavallo. Sette anni di guerra nelle unità a cavallo gli hanno permesso di perfezionare la conoscenza delle andature. In seguito ha assunto vari incarichi come istruttore – è stato anche ufficiale all’École de Cavalerie di Saumur – e ha pubblicato numerose opere sull’equitazione. Fra le più note: Cahiers d’Equitation; Equitation; Equitation, technique, dressage, perfectionnement. Ha illustrato opere proprie e altrui, spesso con lo pseudonimo Peter Brokenfield.

(B. Scapolo)

© Riproduzione riservata – Materiali grafici articolo: all rights reserved Equitare Casa Editrice 

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