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Si festeggiano i 40 anni di Iroso, l’ultimo mulo alpino

Iroso: l'ultimo mulo alpino
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12 gennaio 2019 #news

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Gran festa domenica prossima (13 gennaio) al Reparto Salmerie degli alpini di Vittorio Veneto (Treviso); si festeggeranno infatti i quarant’anni di Iroso (nella foto), – come se un uomo arrivasse ai 120!, rimasto di fatto l’ultimo mulo alpino vivente (con matricola 212) ad aver svolto il servizio militare.
Durante la Prima Guerra Mondiale il mulo (“ibrido sterile” che ricordiamo nasce incrocio tra un asino ed una cavalla), vantando caratteristiche fisiche di estrema robustezza, resistenza alle malattie ed un’estrema adattabilità agli ambienti sfavorevoli, diventò ben presto un prezioso ausiliare dei militari, soprattutto sul fronte montano, dove è stato lungamente usato per trasportare armamenti pesanti e vettovaglie. Il sodalizio tra alpini e muli iniziò con la nascita stessa del Corpo, nel 1872. Al fronte insieme agli uomini soffrirono fame, sete, freddo e fatica e, in seguito, molto spesso perirono.

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Iroso, classe 1979, resta l’unico equide ancora in vita ad aver svolto il servizio militare attivo (era di fatto in forza alle truppe del VII Reggimento Alpino di Belluno).
Con l’abolizione della leva obbligatoria nel 1993, con un bando del Ministero della Difesa, venne messo all’asta insieme ad altri muli e venne acquisito da Antonio De Luca, che vanta il salvataggio dal macello di ben 24 equidi “ex-militari” dei quali solo Iroso è l’unico ancora vivo.

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«Ci tengo a dire che hanno tutti trascorso felicemente e meritatamente la loro pensione da noi e sono morti tutti di vecchiaia. Alcuni dopo i 30 anni, come Gaio e Fina. Iroso però è l’unico che è arrivato ai 40. Una vera eccezione e vi assicuro che lo accudiamo con tutti gli onori». Essendo molto anziano Iroso è purtroppo afflitto da parecchie, naturali, problematiche: è quasi cieco ed ha soltanto tre denti. «Per questo – spiega De Luca al Corriere della Sera – gli si bagna il mangime perché possa mangiarlo senza problemi. E poi gli abbiamo affiancato un’asina che gli faccia compagnia. Insomma ce la mettiamo davvero tutta per farlo stare bene. Siamo una ventina ad alternarci per curarlo e accudirlo».

Di seguito il prossimo programma dei festeggiamenti previsti per domenica 13 gennaio 2019:

alle ore 10.30 ritrovo dei partecipanti all’abitazione dell’alpino Antonio De Luca, in via Rive 3 ad Anzano (TV); presente anche “il festeggiato”, si vivrà qualche momento conviviale, riscaldati da un buon vin brulè.

Alle ore 11.15 benedizione degli animali, in anticipo di qualche giorno rispetto al 17 gennaio, San Antonio Abate, giorno tradizionalmente deputato all’evento.

Alle ore 12 tradizionale e conviviale “rancio alpino”, cibo sano e buon vino. Durante l’arco della giornata sono previste, inoltre, proiezioni di filmati di repertorio riguardanti i muli e le attività del Reparto Salmerie.

Auguriamo di cuore a questo nostro “vecio” (modo di dire usato, in particolare proprio dagli Alpini in Veneto ma non solo, per indicare coloro che si sono distinti durante la prima e la seconda guerra mondiale) di trascorrere ancora tanti giorni felici di meritata pensione!

©A.B.; – riproduzione riservata; fonti principali: qdpnews.it ; corriere.it; foto © qdpnews.it

 

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Redazione EQIN
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