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Stalloni gestiti in gruppo: soluzione adatta o troppo rischiosa?

Stalloni in gruppo: soluzione adatta alla specie o troppo rischiosa?
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La soluzione di molti allevamenti con gestione di gruppo di più soggetti è senza dubbio il modo più appropriato per far crescere e stare in salute i cavalli, rispettando le loro esigenze etologiche. Ma cosa fare con gli stalloni? Il collocamento in gruppo è possibile e auspicabile anche per loro o comporta troppi rischi? Un team di ricercatori tedeschi ha affrontato la questione: i risultati del loro lavoro sono chiari.

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Secondo Heidrun Gehlen, Katrin Krumbach e Christa Thöne-Reineke, tenere gli stalloni in gruppo non solo è possibile, ma è anche la forma di collocamento più adatta alla specie. Il trio di ricercatori è giunto a questa conclusione dopo aver valutato 50 articoli scientifici sul tema dell’allevamento degli stalloni.

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In molti casi è la paura che si facciano del male che fa evitare agli allevatori di collocare i loro stalloni insieme ad altri cavalli. Una corretta gestione tuttavia può ridurre drasticamente gli infortuni, riferiscono gli scienziati sulla rivista Open Acess “Animals”. E questo andrebbe fatto soprattutto in considerazione dello stress causato dall’isolamento di una gestione individuale degli stalloni, che può provocare problemi comportamentali, aggressività e malattie dell’apparato respiratorio e muscolo-scheletrico, non meno che scompensi nell’assimilazione del cibo e difficoltà digestive: si consideri che a soffrirne è circa il 50% degli stalloni gestiti in isolamento.

Diversi esempi pratici mostrano che, in linea di principio, l’allevamento di stalloni in gruppo è possibile. Tuttavia, l’integrazione dello stallone in un gruppo esistente dovrebbe essere effettuata solo da proprietari di cavalli qualificati ed esperti, che devono procedere con professionalità e passo dopo passo. Di conseguenza, lo stress, gli svantaggi e il potenziale rischio di lesioni possono essere ridotti al minimo o, idealmente, evitati del tutto; mentre al contempo il benessere e la salute mentale e fisica verranno supportati nel miglior modo possibile.

Il rischio di incidenti esiste solo se non vengono presi in considerazione i requisiti necessari per questo tipo di allevamento. Oltre all’ovvia totale assenza di cavalle nel gruppo, bisogna inoltre considerare adeguatamente gli spazi a disposizione, spiegano i ricercatori. Gli stalloni devono poter trovare spazio sufficiente per evitarsi, dunque serviranno anche più stazioni di alimentazione e abbeveraggio, così come diverse aree per sdraiarsi e riposare. Inoltre, una buona composizione del gruppo deve tenere conto del carattere dei singoli animali.

Ma non è solo una teoria: un esperimento concreto portato a buon fine è stato condotto presso l’allevamento nazionale elvetico di Avenches. E’ stato così dimostrato che la socializzazione degli stalloni in queste condizioni di solito procede senza intoppi. Diversi stalloni sono stati riuniti senza gravi incidenti e Il comportamento aggressivo degli animali è diminuito significativamente in soli quattro giorni.

“I cavalli sono animali molto socievoli che vivono in gruppi allo stato brado. Negli ultimi anni, la tendenza nell’allevamento di cavalli è andata sempre più verso un allevamento di gruppi appropriato alla specie. Al contrario, gli stalloni sono ancora principalmente alloggiati in modo tradizionale“, scrivono i ricercatori.

Secondo le statistiche, nel 2003 solo il 6% degli stalloni viveva con altri cavalli. Nel 2011 questo valore era salito all’11%, nel 2015 quasi uno stallone su quattro veniva collocato in un gruppo. Anche se la tendenza sta chiaramente andando nella giusta direzione, non si può negare che la maggior parte degli stalloni trascorrono ancora buona parte della loro vita da soli nel box individuale, a volte anche senza avere la possibilità di accedere ai paddock, sebbene individualmente, data la paura che la presenza degli altri cavalli sia causa di incidenti.

Il team di ricerca però ha anche specificato che nonostante tutti gli aspetti positivi, il collocamento in gruppo non è sempre possibile con ogni stallone. Questo è particolarmente vero per quei soggetti che hanno vissuto in isolamento per molto tempo. Al contempo, la vita di gruppo non è adatta anche per allevamenti in cui vi è un frequento ricambio di cavalli. In quest’ultimo caso sarebbero necessarie opzioni con luoghi separati che offrano comunque allo stallone un alloggio il più appropriato possibile alla sua indole: lo stallone deve almeno essere collocato con la possibilità di vedere, sentire e annusare altri conspecifici.

Per fortuna, sono ormai molte le soluzioni etologiche sul mercato anche con “box sociali” per gli interni delle scuderie; così com’è sempre possibile apportare delle modifiche strutturali anche a box già esistenti, di modo che i cavalli possano non solo vedersi ma anche toccarsi.

(23 agosto 2021) © B.S.; riproduzione riservata; fonte: Keeping Stallions in Groups—Species-Appropriate or Relevant to Animal Welfare? Animals 202111(5), 1317; https://doi.org/10.3390/ani11051317 ;

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