Cavalli e virus West Nile in anticipo, è già emergenza in provincia di Rovigo
22 luglio 2018 #news
Ormai è noto, tutti i cavalli non protetti, ossia non vaccinati, sono a rischio durante la stagione delle zanzare: il virus West Nile / West Nile Disease (WND) viene trasmesso ai mammiferi da uccelli migratori portatori attraverso la puntura di diverse specie di zanzara, in particolare attraverso quelle appartenenti alla specie Culex. Ormai da diversi anni dalla comparsa delle prime manifestazioni di questa grave e spesso letale infezione, vero e proprio problema di sanità pubblica che causa forme di meningo-encefalite negli uccelli, sia selvatici che domestici, negli equidi e nell’uomo (ed è talvolta letale specie per i cavalli), puntualmente ogni estate scatta l’emergenza. La triste novità del 2018 è che sono già comparsi i primi casi, in Alto Polesine, con notevole anticipo rispetto al solito: qui sono già 5 i cavalli positivi al West Nile, proprio nella stessa zona dove il virus era stato riscontrato nelle zanzare. I test della Rete di sorveglianza epidemiologica non lasciano dubbi: in due allevamenti, uno a Ficarolo e uno a Censelli, è stata riscontrata la presenza del virus negli equini. Il virus si sta moltiplicano: sono già 15, infatti, i focolai rilevati, di cui 8 già certificati dalle controanalisi giunte dal centro nazionale di studio delle malattie esotiche. Si teme inoltre che i numeri siano purtroppo destinati ad aumentare ulteriomente, anche perché l’estate – da questo punto di vista – è soltanto all’inizio, dato che le manifestazioni del West Nile, tradizionalmente, arrivano a cavallo dei mesi di agosto e settembre.
Il virus West Nile viaggia attraverso la circolazione sanguigna fino a raggiungere il cervello e il midollo spinale, provocando un’infiammazione con sintomi neurologici gravi e potenzialmente fatali. Il virus si trasmette direttamente mediante le zanzare e non da cavallo a cavallo o da cavallo a uomo: il passaggio del virus dalle zanzare ai cavalli è la tappa che solitamente precede il contagio dell’uomo. Nell’uomo la malattia può anche evolvere in forma “simil-influenzale”.
La parola d’ordine per scongiurare il proliferare della malattia e il dilagare dell’epidemia è e resta la vaccinazione che, oltre ad abbattere significativamente le possibilità di contrarre l’infenzione, nel malaugurato caso in cui questa avvenga comunque (ossia nel caso in cui si presentino alcuni segni clinici), permetterà di ridurre notevolmente la sua durata e gravità. Se non lo avete ancora fatto, contattate il vostro veterinario; nel caso in cui abbiate vaccinato il vostro cavallo lo scorso anno, controllate la scadenza della copertura. Ricordiamo che il vaccino che normalmente si esegue per l’immunizzazione attiva di cavalli sani di 5 mesi di età e oltre prevede un instaurarsi dell’immunità a partire dalle 4 settimane dopo la prima dose di vaccinazione di base. Per raggiungere una piena protezione deve essere seguito il ciclo vaccinale completo costituito da due somministrazioni. Durata dell’immunità: 1 anno dopo la vaccinazione di base costituita da un ciclo vaccinale completo di due somministrazioni.
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