Trasporto cavalli: alcune note per evitare infortuni durante le operazioni di carico-scarico
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Il trasporto dei cavalli è una delle routine per molti proprietari e professionisti del settore, ma la familiarità non deve far dimenticare quanto questa fase possa essere rischiosa. Nonostante il miglioramento delle tecnologie e la diffusione di attrezzature sempre più sicure, il numero di incidenti e infortuni legati al trasporto rimane sorprendentemente elevato: uno studio condotto in Nuova Zelanda rivela che 1 proprietario o handler su 10 ha subìto un infortunio durante le operazioni di carico, viaggio o scarico nell’arco di soli due anni.
Questi incidenti non riguardano solo contusioni o piccoli traumi: si parla di piedi rotti, mani lesionate, cadute, fino a traumi cranici, un quadro che mette in luce quanto la movimentazione dei cavalli, soprattutto attorno ai veicoli, sia tutt’altro che banale. E, fatto ancora più rilevante, il 40% degli infortunati ha riportato più lesioni contemporaneamente, mentre un terzo ha riportato danni a più parti del corpo.
Un importante sondaggio condotto su oltre 1.067 proprietari e conduttori ha mostrato anche un’altra tendenza: gli infortuni sono risultati più frequenti tra persone giovani e con meno esperienza. Questo suggerisce che il trasporto, proprio perché percepito come attività “di routine”, viene spesso affrontato e/o affidato senza la preparazione adeguata, quando invece la formazione riveste un ruolo cruciale nella prevenzione.
Secondo il professor Chris Riley dell’Ontario Veterinary College, coinvolto nello studio, gli incidenti durante il trasporto dimostrano in modo evidente il principio del “One Welfare”, il concetto secondo cui il benessere del cavallo e quello dell’essere umano sono strettamente intrecciati: quando il cavallo è a rischio, lo è anche la persona che lo gestisce. Riley sottolinea come purtroppo si tenda spesso a valutare separatamente cavallo, conduttore e veicolo, mentre invece la sicurezza reale dipende dalla sinergia di questi tre elementi. La prevenzione dei rischi nel trasporto richiede un approccio multifattoriale.
Anche se può apparire eccessivo, tra le raccomandazioni più sottolineate nello studio riguarda l’uso dell’equipaggiamento di sicurezza: ossia di guanti, scarpe protettive/rinforzate (evitare le semplici scarpe da ginnastica), cap che possono evitare lesioni gravi come traumi alla testa, dita schiacciate o ustioni da corda. Nonostante ciò, molti conduttori continuano a gestire i cavalli a mani nude o con attrezzatura inadatta, sottovalutando i rischi anche nelle operazioni più brevi.
Lo studio neo‑zelandese non si limita a registrare i numeri: fa parte di un progetto più vasto composto da cinque pubblicazioni, pensate per offrire una visione completa delle dinamiche di rischio durante il trasporto equino. L’obiettivo è creare linee guida più efficaci e basate su dati reali, capaci di migliorare la sicurezza sia per i cavalli che per chi li conduce.
Cosa possiamo imparare?
- Il trasporto non è una routine priva di rischi. Va affrontato con consapevolezza.
- La sicurezza del cavallo e quella dell’uomo sono collegate. Un animale stressato aumenta il rischio per chi lo gestisce.
- L’equipaggiamento giusto fa la differenza. E non dovrebbe mai essere facoltativo.
- L’esperienza conta, ma non è tutto. Servono formazione costante e procedure chiare.
- Serve un approccio globale. Cavallo, conduttore e veicolo devono essere considerati come un unico sistema.
Conclusione
Trasportare un cavallo è un atto di responsabilità che richiede attenzione, competenza e pianificazione. Gli infortuni non sono inevitabili, ma spesso il risultato di sottovalutazioni e abitudini errate. Unendo ricerca scientifica, buone pratiche e consapevolezza del rischio, è possibile rendere il viaggio più sicuro per tutti.
(09 marzo 2026) © B.S.; riproduzione riservata; fonte principale: “Human Injuries Associated with the Transport of Horses by Road” Animals 2023, 13(10), 1594; https://doi.org/10.3390/ani13101594 ; foto: © EqIn
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