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A proposito della disciplina degli Attacchi, questa sconosciuta? Eppure…

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19 ottobre 2020 #focus

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Inizia il prossimo 21 ottobre a Pau in Francia il Campionato Mondiale di Attacchi Singoli (FEI Driving World Championship for Singles in Pau). L’Italia vi parteciperà con una squadra di quattro atleti. Nonostante le incertezze che hanno caratterizzato il calendario di quest’anno (+ info: clicca qui) e le misure di sicurezza che accompagneranno lo svolgimento della gara, in Francia molto seguita, “Les 5 Etoiles de Pau”, comprenderà un prestigioso percorso di completo CCI5*L e il Campionato Mondiale di Attacchi Singoli 2020.

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La disciplina degli attacchi però, sebbene molto praticata e seguita nei paesi nordici, è praticamente sconosciuta al grande pubblico italiano. In vista dello svolgimento di una gara così importante, proviamo a ricapitolarne le caratteristiche.

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Negli attacchi il cavallo non è montato, il guidatore siede su una carrozza. La disciplina degli attacchi sportivi si può comunque paragonare a quella di un completo montato, ed è costituita da tre prove: dressage, maratona (equivalente a un cross di campagna, con ostacoli fissi) e coni, sostanzialmente un percorso a ostacoli mobili.

Il cavaliere (che in questo caso diventa guidatore) comunica con il cavallo con le lunghe redini che percorrono tutta la distanza tra il cavallo e la carrozza fino alle mani del guidatore, la frusta e la voce; dietro di sé porta sempre un groom. Le categorie sono singolo, pariglia e tiro a quattro.

In una gara in modalità completo come quella dei mondiali le prove che cavalli e guidatori devono superare e sulle quali vengono giudicati sono il dressage, la maratona e i coni, svolte nell’arco di tre giorni in quest’ordine.

Nella prova di dressage attacchi il campo di gara è di 40×100 metri alla presenza di minimo tre giudici. Come per il dressage montato, la ripresa si compone di diversi movimenti e sostanzialmente si giudicano anche qui la precisione delle figure, la messa in mano del cavallo, l’impulso, la fluidità, l’ampiezza dei movimenti e la sua buona disponibilità. Anche se ovviamente i cavalli non eseguono cambi di galoppo, passage, piaffé o piroette, il tracciato prevede per esempio circoli, appoggiate, alt e passi indietro, nonché variazione delle tre andature, e durante l’intera ripresa cavalli, carrozze, conducenti e groom devono costituire un unicum composto e armonioso. La carrozza ha una struttura che ricorda quella di un antico calesse aperto, con un sedile anteriore e uno posteriore su cui siede il groom che nel dressage sta immobile.

Con questa stessa carrozza, la cui carreggiata ha una dimensione minima per ogni categoria, si gareggia per la prova dei coni. Quello che in un concorso di completo sarebbe la prova di salto a ostacoli qui diventa un percorso di precisione tra un massimo di 20 porte segnalate da coni. Ogni cono ha una pallina appoggiata sopra, che cade al minimo urto delle ruote della carrozza: dato che la distanza che li separa è solo di 20 centimetri più larga della carreggiata della carrozza, e le porte disegnano un tracciato a curve particolarmente impegnativo, il guidatore deve infilare le porte con grande precisione, perché per ogni cono che cade c’è una penalità di tre punti. Concorre a formare il punteggio il tempo, che ha un massimo da non superare per non incorrere in altre penalità.

La maratona è sicuramente la gara più spettacolare e anche quella a maggior rilascio di adrenalina sia per i cavalli che per i guidatori. La prima fase è costituita da un percorso di regolarità ad andatura libera, con un tempo massimo e uno minimo di percorrenza. Al termine c’è un controllo del veterinario e i cavalli possono essere rinfrescati. È un po’ una fase di allenamento prima della gara che sicuramente ne metterà a dura prova le doti fisiche di potenza, resistenza e agilità. Uno sforzo da veri atleti.

Gli ostacoli sono fissati a terra, si compongono di porte che costituiscono una sorta di labirinto, nel quale il cavallo e la carrozza devono piegarsi e girare in uno spazio stretto, alla maggiore velocità possibile. La difficoltà cresce quando gli ostacoli sono costruiti su terreni in pendenza oppure nell’acqua, in base al numero delle porte all’interno di ciascun ostacolo e del verso nel quale si è obbligati a prenderle, che richiede, nelle gare di alto livello come i mondiali, una concentrazione, un tempismo e un sangue freddo davvero eccezionali. Cambia la tipologia di carrozza, piccola, bassa e leggera, e il groom qui ha un ruolo importante perché deve bilanciare con il suo peso le curve senza frenarne la velocità, e a volte arriva addirittura a spostarne le ruote per evitare che urtino i pali – i quali hanno elementi appoggiati che, se cadono, causano l’applicazione di una penalità.

Il punteggio finale deriva dalla somma dei risultati delle tre prove. A Pau gli atleti che gareggiano per i colori azzurri sono: Luca Cassottana con Rassel, Cristiano Cividini con Handro, Matteo Crimella con Cavoro, Gabriele Grasso con Hendrik.

Streaming e risultati delle gare cliccando sul pulsante “maggiori informazioni” – qui sotto:

E' in corso la "Fiera Mediterranea del Cavallo", fino all'11 ottobre

© Paola Nano – riproduzione riservata; foto: © Catherine Buyel / Les 5 étoiles de Pau

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Redazione EQIN
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