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Salute e benessere del cavallo

Acquisto di un cavallo: alcuni suggerimenti

Acquisto di un cavallo: alcuni suggerimenti
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L’acquisto di un cavallo o pony, per qualsiasi disciplina si intenda impiegarlo, è un passo importante che porterà con sé grandi soddisfazioni ma anche grandi responsabilità. Focus su alcuni passi e accortezze da approntare, una volta presa questa scelta:

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La prima cosa da fare quando si decide di acquistare un cavallo o un pony è di sottoporlo ad un’accurata visita da parte di un veterinario certificato che possa rassicurarci sul fatto che il cavallo in questione goda di ottima salute e non abbia alcuna problematica in sospeso. La visita veterinaria non inciderà di molto sul prezzo finale d’acquisto del cavallo, ma senza alcun dubbio ci eviterà eventuali brutte sorprese. Il “visto e piaciuto” è pratica da evitare in ogni caso.

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È importante mettere a conoscenza il veterinario su quali sono i nostri propositi nella costruzione del binomio con il cavallo in questione, in sostanza cosa ci aspettiamo esso possa fare. Il controllo sul cavallo è solitamente suddivisibile in cinque fasi, e potrebbe richiedere un paio d’ore per essere completato; inoltre qualcuno dovrebbe anche rendersi disponibile a montare il cavallo, sempre per lo screening veterinario. Sono inoltre necessarie una scuderia buia, un’area di trotto con terreno duro e un’area adatta per lavorare il cavallo. Anche il passaporto deve essere a portata di mano.

Fase 1 – esame esterno approfondito del cavallo a riposo:

è necessario per verificare eventuali segni di lesioni, malattie o anomalie. Ciò includerà il controllo degli occhi in un box buio, l’ascolto del cuore e dei polmoni, un’ispezione approfondita degli arti, della schiena, della pelle e dei denti. Eventuali protuberanze o vecchie lesioni saranno annotate insieme alla conformazione del cavallo e alle condizioni del corpo.

Il veterinario prenderà nota anche di eventuali problemi comportamentali, tuttavia è importante ricordare che alcune tra quest’ultime problematiche possono non manifestarsi durante l’indagine, e pertanto non significa che non esistano.

Fase 2 – camminata e trotto alla longe su una superficie dura:

Alla ricerca di segni di zoppia, il veterinario può anche scegliere di eseguire i test di flessione (Flex). Far muovere il cavallo ad entrambe le mani in un cerchio stretto esagererà qualsiasi leggera zoppia presente.

Fase 3 – esercizio faticoso normalmente in sella:

Nel caso non ci fosse qualcuno disponibile a montare il cavallo questo può essere eseguito anche alla longe. Il veterinario sarà in grado di valutare il cavallo quando ha un aumento della frequenza cardiaca e respiratoria ed auscultarlo. Questa fase consentirà anche la valutazione dell’andatura al trotto e al galoppo.

Fase 4 – periodo di defaticamento e verifica dei segni di rigidità dopo l’esercizio.

Fase 5 – trotto di nuovo a mano:

Per cercare eventuali segni di stiramenti o lesioni resi evidenti dalle fasi di esercizio e riposo. I test di flessione possono essere ripetuti se subentrano delle perplessità ad una prima indagine.

Al termine il veterinario darà il suo parere al potenziale acquirente, basandosi su ciò che ha potuto osservare, gli dirà se il cavallo sarà adatto al tipo di lavoro che l’acquirente ha in mente per lui. È importante osservare che in nessuna maniera questo garantisce idoneità totale o salute futura.

C’è anche la possibilità di eseguire un esame più breve e meno dettagliato che include l’esecuzione delle componenti della fase 1 e della fase 2. Questo è chiamato controllo in due fasi e, sebbene utile, ovviamente non rileva determinate condizioni che si presentano solo dopo un periodo di intenso esercizio fisico.

Passaporto per cavalli:

Il Regolamento sui passaporti per cavalli è entrato in vigore nel giugno 2004 e prevede che ogni cavallo deve avere il proprio passaporto indipendentemente dal fatto che sia in programma o meno un viaggio.

Uno degli scopi principali è assicurarsi che i cavalli trattati con alcuni medicinali specifici – in media quelli sportivi – non entrino nella catena alimentare umana (cavalli DPA o non DPA). Ricordiamo che dal 1° gennaio 2020 possono essere iscritti o rinnovati ai Ruoli federali solo i cavalli atleti, che sono stati dichiarati dai loro proprietari, e in maniera irrevocabile, non destinabili alla produzione alimentare (NON DPA). La consultazione del passaporto del cavallo permette anche di rilevare le vaccinazioni eseguite (e se sono state fatte in modo corretto).

Microchip del cavallo:

Se a un cavallo non è stato precedentemente rilasciato un passaporto, sarà necessario un microchip prima di poter rilasciare il passaporto. In risposta alle preoccupazioni sul benessere degli animali e per prevenire gli abusi, nel 2018 è stata modificata la legislazione sul microchip dei cavalli. In precedenza solo i cavalli nati dopo il 1 luglio 2009 doveva essere dotato di microchip, ora questo è stato ampliato per includere tutti i cavalli (inclusi pony e asini) nati prima di questa data.

Il Microchip fa sì che i singoli cavalli possano essere facilmente identificati in modo univoco da chiunque disponga di uno scanner appropriato. Il microchip non è più grande di un chicco di riso. Viene inserito tramite un ago nel legamento nucale del collo dal lato sinistro. È molto difficile da rimuovere (anche tramite chirurgia). Il microchip è programmato con un numero univoco che può essere letto da uno scanner radio. All’inserimento del microchip il veterinario ti chiederà di compilare un modulo con tutte le informazioni rilevanti per il futuro proprietario e il cavallo. Queste informazioni vengono quindi memorizzate su un database insieme al numero di microchip univoco del cavallo.

Eventuali modifiche allo stato del cavallo, come soppressione o furto, devono essere segnalate all’organizzazione che rilascia il passaporto; il database centrale equino viene quindi aggiornato entro 24 ore. Dettagli accurati del microchip aiutano a riunire i proprietari con animali smarriti e rubati in tempi più brevi.

Assicurazione del cavallo:

Ha lo scopo di proteggere il titolare della polizza da qualsiasi perdita fisica o finanziaria imprevista o altri costi imprevisti che potrebbero insorgere. Con i cavalli questa perdita può riguardare danni a oggetti o danni/lesioni a soggetti terzi, lesioni accidentali, morte, cure veterinarie. Esistono diversi tipi di copertura per proteggersi da questi danni economici e ciò si rifletterà nel costo del premio assicurativo. I tipi di copertura includono l’assicurazione di responsabilità civile, tutti i rischi di mortalità (nota anche come morte accidentale), la copertura delle spese veterinarie e la copertura per perdita di utilizzo. È responsabilità del proprietario assicurarsi che la copertura che ha stipulato sia adeguata alle esigenze e in caso di dubbi è utile consultare un broker assicurativo indipendente prima di impegnarsi. Alcune compagnie assicurative avranno un requisito minimo per un’adeguata assistenza sanitaria preventiva come le vaccinazioni. Assicurati di leggere i dettagli della polizza e controlla con loro se non sono chiari.

Quando devo assicurare? A seconda del valore per cui stai assicurando il tuo cavallo, potrebbe esserti richiesto di fornire un certificato di esame da un veterinario esperto, ovvero il certificato di verifica come discusso in precedenza. Vale la pena notare che sebbene il cavallo possa aver “superato” l’esame pre-acquisto secondo il parere del veterinario per lo scopo previsto, è possibile per la compagnia di assicurazione effettuare varie esclusioni di copertura a causa di condizioni preesistenti. L’assicurazione del cavallo dura un anno e ogni rinnovo forma un contratto separato. Pertanto, se il cavallo subisce un infortunio o una malattia, si ha un anno di copertura per questa condizione, dopodiché possono essere previste esclusioni per una copertura futura. Anche se non è richiesta come condizione, è necessario divulgare tutti i fatti pertinenti alla compagnia di assicurazione al momento del rinnovo, altrimenti la copertura potrebbe essere invalidata.

Stai considerando di prendere in fida un cavallo?

I cavalli hanno bisogno del tuo tempo e della tua dedizione, così come del tuo amore e delle tue cure. Possedere e prendersi cura di un cavallo comporterà alcune spese che devono essere preventivate, inclusi mangimi di routine, attrezzature, vaccinazioni, mascalcia e controlli dentistici – solo per citarne alcuni. Sono anche da prendere in considerazione le cure veterinarie di emergenza, che possono essere molto care. Tuttavia, prendere in fida un cavallo può essere un ottimo primo passo per iniziare a gestire un cavallo come fosse il proprio. Allo stesso modo, la fida può essere un’ottima opzione per quei proprietari che preferiscono non vendere il loro amico fidato pur non avendo il tempo necessario per accudirlo.

Affinché qualsiasi “prestito” funzioni bene, entrambe le parti coinvolte devono essere d’accordo sulle proprie responsabilità e assicurarsi che tutte le eventualità siano pianificate, in particolare per cosa accadrà se la fida dovesse terminare inaspettatamente. Consigliamo vivamente di disporre di un contratto scritto, firmato da entrambe le parti prima dell’inizio del prestito. Ciò ridurrà il rischio di controversie e proteggerà il proprietario, colui che lo prende in prestito e, soprattutto, il cavallo.

Controllo successivo di sintomi di malattia:

Il veterinario dovrebbe effettuare almeno un controllo annuale sul cavallo. Tuttavia, come proprietari si possono eseguire personalmente dei controlli regolari per garantire che eventuali segni di malattia vengano identificati precocemente. Ecco un pratico elenco di controlli regolari da effettuare:

– Pelle e pelo

– Denti e cibo

– Occhi, orecchie, naso

– Gambe

– Appetito, assunzione di acqua, minzione e volume e consistenza delle feci

– Comportamento

– Condizione dello zoccolo, compresi eventuali segni di calore

– Temperatura, polso e respirazione

– Condizione corporea e peso

Se qualcosa appare fuori dall’ordinario, contatta il tuo veterinario che sarà in grado di fornire tutta la migliore assistenza.

Conoscere i valori normali della frequenza respiratoria e cardiaca del proprio cavallo può essere molto utile per identificare precocemente ogni patologia. Ogni cavallo è diverso, quindi devi sapere qual è il range normale del tuo cavallo. Si ricordi che è meglio prendere queste misurazioni a riposo e non immediatamente dopo qualsiasi esercizio o stress/eccitazione. Qualsiasi modifica rispetto a questi valori normali potrebbe indicare un problema.

Qual è l’intervallo normale della frequenza cardiaca di un cavallo? A riposo 28/44 battiti al minuto.

In esercizio fino a 200 battiti al minuto. La frequenza cardiaca viene misurata con uno stetoscopio o sentendo il polso nella parte inferiore della gamba o nella mascella. Se il cuore o la frequenza cardiaca aumenta a riposo, questo può essere un segno che un cavallo è malato, dolorante o stressato.

Qual è l’intervallo normale della frequenza respiratoria di un cavallo?

A riposo 8-14 respiri al minuto. La frequenza respiratoria può essere misurata con uno stetoscopio, osservando l’espansione laterale del torace o osservando il movimento delle narici. Il tasso può essere spesso aumentato quando il cavallo è stressato o malato.

Qual è la temperatura corporea normale di un cavallo?

Temperatura normale 37,5-38,5°C (99,5-101,3°F).

La temperatura viene misurata inserendo il termometro nell’ano del cavallo e tenendolo contro il lato del retto. Se il termometro viene inserito accidentalmente nelle feci, possono essere rilevate letture basse. Per motivi di sicurezza, non stare direttamente dietro al cavallo durante la misurazione della temperatura. È importante chiedere consiglio al veterinario se non si ha esperienza in questo.

Sapere quando cercare aiuto

Di seguito sono elencate alcune situazioni che potrebbero richiedere cure veterinarie immediate:

– Dolore addominale acuto o coliche,

– Lesioni gravi che coinvolgono ferite profonde, emorragie gravi, sospette fratture ossee o danni agli occhi,

– Prova di sforzo per più di 30 minuti da parte di una cavalla gravida,

– Incapacità di alzarsi o stare in piedi,

– Incapacità o riluttanza a muoversi,

– Diarrea grave,

– Sudorazione prolungata/anormale, febbre alta, ansia, irrequietezza o perdita di appetito,

– Qualsiasi altro segno di dolore acuto o lesione,

– Problema respiratorio,

– Ferita che si trova sopra o vicino a una guaina/borsa articolare o tendinea,

-Zoppia acuta grave.

Un veterinario dovrebbe essere consultato entro 48 ore dal titolare o dal preposto che venga a conoscenza delle seguenti condizioni:

– Marcata zoppia che non ha risposto al normale trattamento di primo soccorso,

– Lesione che non ha risposto al normale trattamento di pronto soccorso,

-Segni sospetti di malattie infettive, secrezione nasale, aumento della temperatura, linfonodi ingrossati o tosse,

– Perdita di appetito prolungata,

– Perdita di peso persistente,

– Condizioni della pelle che non hanno risposto al trattamento, comprese piaghe da sella,

– Altre malattie o lesioni subacute.

Naturalmente ci sono molti altri casi per cui si dovrebbe chiamare il veterinario per assistenza: il consiglio ai neoproprietari è esitate mai a contattarlo, anche per semplici dubbi o domande. Questo elenco è un’indicazione minima dell’attenzione che dovrebbe essere messa a disposizione dei cavalli, in quanto proprietari responsabili.

(14 settembre 2021) © S. Scatolini Modigliani; riproduzione riservata; foto © EqIn

Il ruolo dell’istruttore nella compravendita dei cavalli

 

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