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Agonismo e benessere dei cavalli: le politiche in atto non sono ancora sufficienti

Agonismo e benessere dei cavalli: le politiche in atto non sono ancora sufficienti
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In una rassegna pubblicata sulla rivista Open Access “Animals” da Tim Holmes e Ashleigh Brown (due ricercatori indipendenti inglesi) è stata individuata la necessità fondamentale di allineare la teoria sul come perseguire il benessere degli animali con ciò che sta realmente accadendo ai cavalli nella pratica agonistica.

I due studiosi hanno evidenziato che negli ultimi tempi si sono verificati miglioramenti significativi riguardanti il benessere del cavallo, ma ancora sono molti i rischi a cui i cavalli sportivi continuano ad essere esposti, e dunque la questione rimane attuale.

I ricercatori hanno considerato la necessità di mettere in atto un processo formale per migliorare il benessere degli equidi nello sport equestre, compresi i processi di valutazione, l’identificazione dei rischi, le priorità dei fattori di rischio e l’implementazione di miglioramenti mirati.

Questi ultimi dovrebbero includere interventi, compresa l’istruzione, che si concentrino sui problemi più gravi che causano la sofferenza più acuta negli animali.

In alcuni casi è anche necessario condurre ulteriori ricerche per comprendere meglio i fattori di rischio, le opportunità di benessere positivo, e per misurare i risultati dei miglioramenti del benessere, cosa che dovrebbe essere accolta, incoraggiata e supportata dall’ “industria degli sport equestri”.

I due studiosi nella pubblicazione scientifica, che si concentra sullo sport equestre in Gran Bretagna, esplorano le prove dell’effetto delle attività equestri sul benessere degli animali. Hanno cercato di evidenziare scenari in cui il benessere degli equidi può essere compromesso e altri in cui vengono compiuti sforzi per migliorarlo.

Nell’articolo, che cita ben 272 fonti, la coppia di ricercatori discute il benessere degli animali come una questione complessa e controversa, analizzando cosa significa e come può essere misurato.

Gli autori hanno concluso che permangono ostacoli alla riduzione dei rischi nello sport equestre a un livello accettabile. Le numerose politiche, regolamenti e documenti di ricerca che riguardano il benessere degli equini non sono ancora sufficienti per affrontare i problemi significativi che tutt’ora si verificano.

“Naturalmente, molti coinvolti nel settore sviluppano profonde relazioni emotive con i cavalli e si prendono veramente cura di loro, ma permane una fetta di persone che non se ne occupano, con conseguente scarso benessere prima, durante e dopo la loro carriera agonistica”.

“Le conclusioni tratte da prove scientifiche non devono essere ignorate e bypassate sulla base del gran numero di persone che praticano lo sport o delle ingenti somme generate dalla sua pratica. Potrebbero essere fatti confronti”, hanno continuato, “con il dibattito sul cambiamento climatico o anche con la debacle dell’industria del tabacco, dove le prove esistono ma gli elementi umani, comprese le percezioni, gli atteggiamenti, i valori, il potere e le connessioni degli individui, hanno un’influenza eccessiva portando a piccoli o lenti cambiamenti. […] Un problema fondamentale è che le parti interessate (dagli scienziati, ai manager, ai responsabili politici) hanno valori, approcci, interessi e obiettivi diversi e quindi escogitano molte e varie risposte ai problemi.”

“Le prove scientifiche dimostrano che molti equidi impiegati nello sport soffrono e, quindi, è necessario basarsi sull’evoluzione di nuovi processi che incorporino la scienza del benessere degli animali insieme alle strategie di cambiamento del comportamento umano”.

I due ricercatori hanno affermato che l’elemento critico per l’attuazione del cambiamento non è un elenco di cose da fare e da non fare, ma lo stabilirsi di un solido quadro di riferimento per un migliorarne il benessere.

In termini di processo, è necessario riconoscere che attualmente esistono rischi in più fasi, all’interno del settore in generale. Deve esserci la volontà di investire tempo e altre risorse a lungo termine per sradicare lo scarso benessere e promuovere esperienze positive per i cavalli sportivi.

La più ampia industria equina deve anche garantire investimenti a lungo termine nella ricerca per identificare i rischi per il benessere. Vi è inoltre bisogno di attuare processi formali e oggettivi di valutazione e cambiamento, supervisionati da organismi di esperti veramente indipendenti per identificare e definire le priorità in modo da attuare un’effettiva evoluzione. È necessario produrre piani di attuazione con risultati chiaramente identificabili che affrontino i rischi prioritari. L’industria deve implementare la gestione, monitorare i risultati e valutarli nell’ottica del benessere degli equidi.

È fondamentale riportare i risultati del benessere in tutte le discipline, offrendo l’opportunità di condividere le conoscenze in tutto il settore degli sport equestri.

Holmes e Brown hanno affermato che le parti interessate nello sport equestre coprono un’ampia gamma di ricercatori ed esperienze rilevanti, compresi i settori dell’industria, della comunità, della ricerca, della beneficenza e del governo. Non solo i ricercatori sul benessere, ma anche scienziati sociali, psicologi ed economisti hanno tutti il ​​potenziale per offrire input importanti e rilevanti. Gli autori hanno proposto l’uso di revisioni strutturate atte a migliorare l’apprendimento e guidare il cambiamento.

Tutti i rischi per il benessere e le loro cause devono essere identificati, hanno affermato, con il processo decisionale sul benessere supportato dal giudizio di esperti. “Anche gli esperti potrebbero avere opinioni diverse sul benessere degli equini a causa delle differenze nelle convinzioni individuali, nei valori, nelle esperienze e nelle interpretazioni di informazioni incomplete”, hanno ammonito i ricercatori, sottolineando la necessità di un approccio consensuale, anche quando sono gli esperti a parlare.

“Fondamentalmente”, hanno scritto, “c’è la necessità di allineare la teoria e la base di prove sul benessere degli animali con ciò che sta effettivamente accadendo agli equidi nella pratica“.

Le numerose regole e risorse relative agli equini disponibili in molte istituzioni, inclusi gli organismi sportivi, sembrano riflettere il riconoscimento in tutto il settore equestre (e nella società più ampia) della necessità di ridurre i rischi e migliorare il benessere degli equini.

L’enorme volume di regole sviluppate per ridurre al minimo lo scarso benessere degli animali, e quelle specifiche per gli equidi, dimostra chiaramente che c’è un problema e che si sta tentando di affrontarlo”.

Bibliografia: Holmes, T.Q.; Brown, A.F. Champing at the Bit for Improvements: A Review of Equine Welfare in Equestrian Sports in the United Kingdom. Animals 2022, 12, 1186. https://doi.org/10.3390/ani12091186

(22 maggio 2022) © S. Scatolini Modigliani – riproduzione riservata; foto di copertina archivio © A.Benna / EqIn

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Redazione EQIN
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