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Arriva l’estate: qualche consiglio per combattere alla radice la guerra agli insetti molesti

Arriva l'estate: qualche consiglio per combattere alla radice la guerra agli insetti molesti
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Studi recenti hanno evidenziato come vespe parassitoidi, certi uccelli e pipistrelli possano essere molto utili per controllare mosche ed altri insetti negli allevamenti e nelle scuderie. Per liberarsi nell’immediato degli insetti che infastidiscono il cavallo è sicuramente facile spruzzare l’insetto repellente più adatto, ma non è sempre sufficiente. I prodotti insetto repellenti hanno il compito di tenere lontani gli insetti nel momento in cui ci serve, ma per risolvere il problema alla radice bisogna disinfestare la scuderia e avere magari qualche accortezza in più. Scopriamo di seguito come si può agire a riguardo.

Con l’inizio della stagione calda e l’avvicinarsi dell’estate, è facile prevedere l’invasione di mosche e zanzare negli allevamenti e scuderie. Le mosche sono parassiti sempre presenti in estate e possono dar vita ad una vera infestazione nelle scuderie; con le loro punture rappresentano un problema da gestire per cavalli e cavalieri, allo stesso modo. Non si tratta solo di fastidio, sia per i presenti, sia per gli animali: le mosche possono perforare la pelle del cavallo e nutrirsi del suo sangue oltre a deporre le loro secrezioni dentro e attorno all’occhio, alla bocca, al naso e in altri punti sensibili, causando talvolta problemi veramente seri. Non solo mosche e zanzare, ma anche i moscerini che mordono, spesso chiamati moscerini ciechi o moscerini del bufalo, possono rendere l’estate veramente insopportabile per i cavalli. Non si trascuri nemmeno il “problema zanzare”, veicolo temibile della West Nile Disease, cui la nostra redazione si dedica ogni anno nell’opera di sensibilizzazione (+ info: clicca qui).

E’ evidente che piccoli accorgimenti siano già fondamentali per ridurre la presenza degli insetti, come ad esempio rimuovere l’acqua stagnante e falciare frequentemente l’erba. Anche supporti quali le Fly Mask sono ovviamente indispensabili, non solo in gara.

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La Xerces Society, un’organizzazione no-profit mondiale attiva da 40 anni, lavora per conservare l’habitat degli insetti utili e riferisce che solo il 2% circa degli insetti sono parassiti. Il lavoro di ricerca evidenzia inoltre che molti insetti si predano a vicenda: se così non fosse, gli insetti “molesti” ci invaderebbero. La Xerces Society rileva che gli insetti utili forniscono ogni anno all’industria agricola statunitense almeno 4,5 miliardi di dollari in disinfestazioni gratuite.

Un esempio di insetto benefico che i proprietari di cavalli possono mettere al lavoro sono le vespe parassitoidi poiché svolgono un ruolo fondamentale nel controllo naturale dei parassiti. Esse apportano benefici all’agricoltura in quanto colpiscono specifici insetti nocivi, riducendone efficacemente le popolazioni e minimizzando la necessità di usare pesticidi chimici (+ info: clicca qui). Questi insetti notturni, delle dimensioni di un moscerino, depongono le loro uova nelle pupe delle mosche in via di sviluppo, riducendo di fatto la popolazione delle mosche. Non danneggiano né gli esseri umani né gli animali, e le persone li notano raramente, dato che sono molto piccoli e attivi solo di notte. Le vespe parassitoidi allevate commercialmente e possono essere acquistate da diverse fonti. Per limitare la popolazione delle mosche negli allevamenti o scuderie, bisogna rilasciarle all’inizio della stagione calda.

Un altro approccio efficace fornito dalla natura per ridurre la mole di insetti volanti, è rappresentato dagli uccelli insettivori che mangiano principalmente insetti e larve che si trovano nel terreno, sulle piante e sulle foglie. I membri della famiglia delle rondini possono essere una risorsa per un allevamento di cavalli: infatti una sola rondine adulta mangia circa 850 insetti all’ora. I comuni uccelli insettivori nordamericani includono rondini verde-viola, rondini degli alberi, rondini del fienile, uccelli azzurri, martini viola e rondini delle scogliere (al contrario dei passeri domestici e degli storni europei, che non mangiano insetti e tendono ad essere uccelli fastidiosi) . Si può perciò incoraggiare questi uccelli a nidificare appendendo cassette nido specifiche per i tipi di uccelli sopracitati. Le rondini, come le viola-verdi, utilizzeranno materiale per la nidificazione come i peli di cavalli o di cani.

Infine i pipistrelli svolgono, com’è noto, un ruolo importante in ogni ambiente sano perché mangiano insetti volanti notturni, come le zanzare, che possono trasmettere agenti patogeni all’uomo e ai cavalli. Alcune specie di pipistrelli possono mangiare 1.000 o più insetti in un’ora. Una femmina di pipistrello che allatta mangia di più e di conseguenza consuma circa 4.000 insetti a notte. Anche per i pipistrelli esistono delle apposite bat box che vanno appese a sud di un fienile, ad un palo, ad un albero o una casa, e comunque nelle vicinanze di un ruscello, lago o zona umida, per incoraggiarli ad avvicinarsi. Una volta posizionate le casette per i pipistrelli bisogna avere molta pazienza perché possono volerci anche due anni prima di trovare casa. Ricordiamo però che la rabbia può essere trasmessa dai pipistrelli (o da qualsiasi animale a sangue caldo), ed è quindi è importante assicurarsi che tutti i cavalli e i cani siano in regola con la vaccinazione antirabbica.

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Bat Box – un esempio

Per ricapitolare quanto detto finora, è sicuramente fondamentale per ridurre la presenza degli insetti, curare i luoghi in cui normalmente proliferano, ovvero fango, letame e acqua stagnante. Dopo aver tenuto sotto controllo queste aree, si può contribuire a ridurre ulteriormente le popolazioni di insetti con l’ausilio di uccelli, pipistrelli e vespe parassitoidi. L’uso di queste tecniche come prima linea di difesa aiuterà a ridurre la quantità di sostanze chimiche che vanno utilizzate e a diminuire così l’impatto negativo sull’ambiente. Meno mosche e zanzare, e meno sostanze chimiche, stabiliscono certamente un ambiente più sano per persone e cavalli.

(08 giugno 2024) © L. Badulescu; rev. B.S. – riproduzione riservata; foto: © EqIn

Redazione EQIN
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