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Bartalucci: l’accesso alla competizioni è stato complicato, e non poco

Bartalucci: l’accesso alla competizioni è stato complicato, e non poco
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07 luglio 2020 #news

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Quest’oggi  abbiamo raccolto  il parere del Commissario Tecnico della nostra Nazionale di Salto Ostacoli Duccio Bartalucci che nonostante gli impegni federali ha trovato il tempo per fare con noi una chiacchierata sul tema sollevato da Stephan Conter in merito alle nuove regole FEI sull’accesso ai concorsi di Salto Ostacoli a 2 e 3 stelle [più info qui].

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Bartalucci, ben conscio di quanto sia scottante questo tema, è persuaso che se sino ad ora non si erano registrate reazioni “forti” da parte di qualcuno è stato certamente dovuto al rallentamento, quando non anche allo stop delle competizioni imposto dall’emergenza Covid-19

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A suo parere Conter con la sua reazione cui si è unita la petizione “versus FEI” rappresenta comunque la posizione di “una parte del problema”. Come Responsabile Tecnico Sportivo della Squadra Nazionale di Salto Ostacoli vede la questione da una prospettiva diversa, questo senza negare una certa ammirazione per il belga quale grande uomo di cavalli ed abile imprenditore equestre. La reazione è quindi per Bartalucci piuttosto condivisibile per chi come Conter rivesta un ruolo così rilevante nel mondo equestre.

Il problema, secondo il nostro C.T., è da individuare nelle diverse componenti in gioco, le quali avrebbero dovuto arrivare a determinare un equilibrio, mettendo il nostro sport “al centro del villaggio”, invece così non è stato, dato che l’accesso alla competizioni è stato di fatto complicato e non di poco.

Bartalucci soprattutto riferendosi al “Rider Club” (l’IJRC) evidenzia quanto un certo “sistema” altrimenti non definibile se non come “casta”, abbia finito per creare delle situazioni in cui, per l’appunto, una certa “lobby” di cavalieri trova e continuerà a trovarsi garantita ed “inscalzabile”  una posizione privilegiata a livello di punteggi nella classifica mondiale.

Questo stato di cose finisce infatti per favorire l’accesso alla più importanti competizioni in base alla capacità economica più che per capacità sportiva: conta insomma di più lo sponsor di rilevo, il bel tavolo a bordo campo nel concorso prestigioso o altri “accordi” che non la passione, il sacrificio e l’amore per lo Sport. “Global docet”  potremmo dire.

il sistema delle ranking garantisce in modo autoreferenziale il mantenimento dei cavalieri di vertice nella casta degli eletti, dove c’è sicuramente una innegabile componente di merito e di qualità ma anche un regolamento che assicura degli innegabili vantaggi che costituiscono una discriminante per tutti gli altri cavalieri che sono esclusi. Oltre a questo problema si aggiunge l’altra situazione che apparentemente va in una direzione totalmente opposta, ossia dell’accesso ai concorsi attraverso Wild card che sappiamo essere frutto di transazioni economiche” ha tenuto a sottolineare in maniera molto determinata il nostro C.T.

Il nostro Tecnico, persona scaltra e di comprovata esperienza esprime con chiarezza il suo desiderio, ovvero quello che la FEI arrivi ad assegnare almeno un posto alle Federazioni; un diritto di nomina che possa consentire l’accesso  a nuovi talenti, ai nuovi binomi che pur ci sono ma che a causa di questo “sistema” rischiano di rimanere nell’ombra, come un frutto cui viene negata la luce non arriva alla maturazione.

Bartalucci ci tiene a ricordare che proprio “l’Italia, attraverso la nostra Federazione, negli ultimi anni ha proposto ufficialmente alla FEI di riequilibrare la situazione dando una quota di disponibilità di accessi alle Federazioni dei Paesi invitati al concorso“.

In buona sostanza, il nostro C.T. ,con le sue semplici ed efficaci parole, sembra voler ricordare alla FEI quello che dovrebbe essere il suo ruolo primario e fondamentale: quello di arbitro, di portatore di equilibrio in questo bellissimo nostro sport, ossia l’Equitazione.

© Alessandro Benna; riproduzione riservata; foto in copertina: Duccio Bartalucci – archivio © EqIn

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Redazione EQIN
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