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Cavalli ermafroditi con… squalifiche

Ermafroditismo nei cavalli e... squalifica
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02 maggio 2020 #news

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Quella che stiamo per raccontarvi è una vicenda indubbiamente atipica, che, nella sua eccezionalità, diede un nuovo ed importante stimolo anche alla ricerca scientifica veterinaria. Anche perché non è poi cosa così rara… diciamo, per semplificare, che può capitare.

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Tuscan Abbe, nata in Australia nel 2005, trottatrice che correva negli ippodromi del Galles, era davvero veloce. Così performante che già nel 2009 fece sorgere più di un dubbio circa cosa vi fosse davvero alle spalle della sua grande velocità: con un totale di 14 vittorie (21%), 20 piazzamenti (51%) su 67 partecipazioni la questione è finita sotto ai riflettori, lungo una scia “equestre” del polverone suscitato dalla controversia che circondava un’atleta “umana”, la sudafricana Mokgadi Caster Semenya (classe 1991), mezzofondista e velocista, due volte campionessa olimpica degli 800 metri piani (nel 2012 e 2016), nonché tre volte campionessa mondiale della stessa specialità (nel 2009, 2011 e 2017); le autorità ordinarono quindi l’esecuzione di test ormonali per la cavalla Tuscan Abbe all’età di quattro anni, dopo che ella registrò un’ennesima vittoria troppo…. convincente.

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Le indagini infine dimostrarono che non si trattava affatto di un caso di doping: come nel caso di Semenya, Tuscan era una cavalla ermafrodita e, per questa ragione, è stata in seguito squalificata dalle gare riservate alle cavalle di sesso femminile. Il suo comportamento aggressivo, identico a quello di uno stallone, in particolare quando era vicina ad altre fattrici, ha indicato la strada giusta da percorrere per arrivare, infine, a scoprire la verità sulla sua anomala condizione.

L’ermafroditismo, termine che deriva dal mito greco di Ermafrodito, figlio di Ermes e di Afrodite, che possedeva caratteristiche fisiche di entrambi i sessi, è infatti costituito dalla presenza contemporanea degli organi genitali maschili e femminili e non è affatto una rarità nel mondo animale (si trova come condizione normale in molte specie, tra cui persino lombrichi, ostriche, chiocciole e alcuni crostacei, oltre che in molte piante). Questo fenomeno di coesistenza è causato da un’alterazione che interviene nei processi di differenziazione dei genitali; da tale anomalia consegue lo sviluppo simultaneo di tessuto ovarico e testicolare in soggetti che, dal punto di vista genetico, sono definibili maschi o femmine. Per quanto riguarda l’aspetto esteriore, invece, l’ermafrodita può avere caratteristiche molto diverse: puramente femminili, entrambe o esclusivamente maschili.

Un’altra distinzione è quella tra l’ermafroditismo sufficiente, in cui è possibile l’auto fecondazione (caso assai raro di ermafrodismo puro), e quello insufficiente, nel quale non avviene (si parla in tal caso di pseudoermafroditismo): questo è il caso di Tuscan Abbe, troppo forte per le avversarie. Nel 2009 si è scoperto che la cavalla non era stata dopata, bensì aveva livelli elevati di testosterone e di cromosoma Y. I veterinari hanno poi scoperto, con l’uso degli ultrasuoni, che Tuscan non possedeva le ovaie ma possedeva, internamente, dei testicoli.

Da queste analisi è anche risultato che la cavalla potrebbe non avere l’utero. Non si tratta di un caso isolato nel mondo dei cavalli: tra gli ermafroditi, in Canada c’è Arizona Helen e nello stato di Victoria, in Australia, What I Am. Del 2017 il caso riportato dal magazine bloodhorse.com

Tuscan ha dovuto dire addio alle gare riservate alle femmine, ma per fortuna ebbe libero accesso alle gare aperte alla partecipazione di entrambi i sessi.

© Olivia Belloli; riproduzione riservata; in copertina foto © A. Benna / EqIn

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