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Cavalli Selvaggi dell’Aveto, 3 gravemente feriti. Arriva l’incubo del bracconaggio

Cavalli Selvaggi dell'Aveto, 3 gravemente feriti. L'incubo del bracconaggio sembra reale
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14 ottobre 2019 #news

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Solidarietà ed interesse da parte di tanta gente, con chiamate tempestive ed appelli condivisi tramite il web, per la cavalla ferita appartenente al branco che vive allo stato brado nell’area del Parco Naturale Regionale dell’Aveto, in Liguria, avvistata nei giorni scorsi. Divulghiamo in merito i recenti aggiornamenti postati tramite i social network da I Cavalli Selvaggi dell’Aveto Wildhorsewatching, che purtroppo non portano buone notizie. Lo spettro dell’utilizzo dei lacci – strumenti di caccia vietati – sui cavalli dell’Aveto purtroppo fa capolino, nonostante in Italia sia proibita anche la semplice detenzione di qualsiasi mezzo di caccia come trappole, tagliole, lacci, reti, ecc. La probabile presenza di bracconieri rivolti alla popolazione equina della Valle Sturla (Parco dell’Aveto), unica nel suo genere (in quanto da più di 20 anni completamente rinselvatichita: non ha alcun contatto con l’uomo ed ha sviluppato dinamiche di branco etologiche tipiche dei cavalli che vivono in natura e che ormai si ritenevano estinti in tale ambiente) angoscia più che mai. L’invito è dunque esteso a tutti gli abitanti della zona ligure interessata: vigilate, avvisate le autorità il più tempestivamente possibile! Chi pratica il bracconaggio commette un crimine contro la natura: segnalare questi abusi è dovere di ogni cittadino.

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Vogliamo dare notizie della cavallina avvistata nei giorni scorsi in zona Giacopiane [Borzonasca – GE] con una grave ferita al posteriore destro. Sono state tantissime le richieste di aiuto partite dal web o in modo privato alla nostra pagina e vogliamo ringraziare davvero tutti coloro che si sono preoccupati e, in qualche modo, attivati.
I soccorsi sono immediatamente partiti alla prima segnalazione (arrivata mercoledì 9 ottobre). Sul posto è intervenuta una veterinaria e due volontari che seguono i cavalli ormai da diverso tempo.
Purtroppo l’unica cosa da fare sarebbe stata l’eutanasia, ma visto l’attaccamento alla vita della cavallina e l’attenta difesa dello stallone l’intervento non è stato possibile.
Non è curabile, né trasportabile (su 3 gambe il cavallo non può viaggiare, soprattutto su strade come quelle…) e il medico veterinario ha scelto di non spaventarla ulteriormente procurandole ulteriore stress per poi ucciderla. Purtroppo, visto dal punto di vista umano, è molto crudo, e difficile da accettare ai nostri occhi.
I “selvaggi dell’Aveto” sono cavalli forti perché vivono in natura e la natura farà il suo corso nel bene e nel male: la vita in natura è circolare ed è giusto che sia così…
Ma un dubbio rimane: come si è procurata una ferita così grave? Com’è possibile che in soli 10 giorni siano stati avvistati ben 3 cavalli con gravi ferite al posteriore? Lo spettro del bracconaggio e l’incubo dei lacci è reale.
Tenete gli occhi aperti e se avvistate lacci o individuate situazioni sospette fate foto, segnalate, e avvisate le autorità“.

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© Redaz.; – riproduzione riservata; fonte principale: I Cavalli Selvaggi dell’Aveto

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Redazione EQIN
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