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Consigli di Lettura: “Il cavallo e l’uomo. Psicologia, simbolo e mito”

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Marc Chagall Notturno 1947 Olio su tela 89,6X72,6cm Museo Puskin - Mosca

Marc Chagall “Notturno 1947” Olio su tela 89,6X72,6cm Museo Puskin – Mosca

«Perché l’uomo del duemila padrone, o forse schiavo, delle tecnologie più sofisticate ha ancora bisogno del cavallo? Perché anche chi ha avuto modo di ammirarlo solo in qualche film western non riesce a sottrarsi al suo fascino? Perché tra tutti gli animali che ci camminano a fianco e che spesso pur amiamo, solo lui è portatore di una magia tutta particolare? Perché è ancora vivo nelle nostre fantasie e nei nostri modi di dire? Perché ancora galoppa indisturbato nei nostri sogni, simbolo di fortuna, di energia e di vita?» (M.L. Galli).

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Ciascuno di noi si è posto almeno una volta queste domande, nel tentativo di comprendere i confini di questa “insana” e totalizzante passione per il cavallo: questi interrogativi hanno animato anche il coinvolgente percorso intrapreso nel libro di Maria Lucia Galli, Il cavallo e l’uomo. Psicologia, simbolo e mito, edito qualche anno fa da Equitare Casa Editrice.

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Il volume dà vita ad una piacevole ed interessante lettura (rigorosa, dettagliata, mai noiosa), indirizzata principalmente a chi voglia esplorare in maniera approfondita la natura del rapporto tra l’uomo e il cavallo. Questa bellissima relazione, sebbene esista da migliaia di anni, non sembra infatti essere ancora ben compresa da molte persone (tra queste, anche da cavalieri o aspiranti tali): fraintendimenti del particolare ma preciso modo di comunicare dei cavalli, dovuti anzitutto all’erroneo convincimento che il cavallo sia totalmente privo di capacità razionali, sono più frequenti di quanto non si voglia credere. Suddiviso in due parti, nella prima l’autrice si concentra sulla descrizione delle diverse modalità comunicative del cavallo, sia con i suoi simili, sia con l’uomo, fornendo al lettore un’appassionata ed analitica descrizione di alcune fondamentali chiavi di lettura utili anzitutto per motivare il cavallo a collaborare con noi, facendo leva sulla sua grande curiosità e capacità di attenzione.

Maria Lucia Galli

Maria Lucia Galli

Nella seconda parte, la Galli ci presenta invece un intrigante excursus mitologico sulla figura del cavallo, col fine di interpretare quello che essa rappresenta per l’immaginario simbolico umano: nell’immagine cavallo, «fin dalle sue origini la psicoanalisi ha individuato il referente simbolico dell’istintualità umana. […] Dietro il nostro bisogno del cavallo sembra celarsi la necessità di conciliare la nostra parte animale (istintuale-libidica) con quella più strettamente umana (stato di vigilanza e controllo dell’io) imparando a incanalare le pulsioni entro schemi compatibili con la realtà che ci circonda. […] Da Platone a Omero, dalla mitologia greca a quella romana, dai riti iniziatici cinesi alla tradizione russa, destriero e cavaliere uniti rappresentano lo sforzo che ciascuno di noi deve compiere per armonizzare le sue parti razionali (l’uomo) con quelle intuitive ed emozionali (il cavallo). La cosa interessante però è che spesso, al contrario di quanto ci si potrebbe attendere, il ruolo di guida, di colui che, dotato di chiaroveggenza, conosce i misteri delle cose e si rivela in grado di scegliere la via più saggia, è affidato al cavallo».

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Ad essere particolarmente interessante in questo lavoro è la prospettiva adottata dalla Galli, interamente volta al riconoscimento del cavallo come soggetto, cioè come portatore di una propria specificità ed individualità. Sostiene un mio caro amico, Felice Cimatti, tra i conduttori della trasmissione Fahrenheit di Radio Radio 3, professore di Filosofia del linguaggio all’Università della Calabria con al suo attivo numerose ricerche (tra tutte, ricordiamo qui il libro “Filosofia dell’animalità”, edizioni Laterza), cito testualmente: “gli animali sono tra noi, la nostra vita è impossibile senza di loro, eppure non riusciamo davvero a vederli, salvo in rari casi. Siamo doppiamente ciechi: non sappiamo quasi niente, o poco, dell’animalità degli animali non umani e ignoriamo del tutto (e siamo succubi) della nostra stessa animalità, lato animale che negli uomini è attivo e presente, in ogni momento, non meno della razionalità”. Nel lavoro di M. L. Galli diviene massimamente importante soprattutto il riconoscimento di questa differenza: perché ogni vita animale, nella fattispecie in questo caso quella del cavallo, è una vita diversa dalla nostra (pur essendo noi stessi degli animali) e spesso è diversa in un modo che quasi non riusciamo ad immaginare, se lo pensiamo fino in fondo. Quel che Il cavallo e l’uomo. Psicologia, simbolo e mito ci aiuta a capire è soprattutto la necessità di cercare di cambiare il nostro punto di vista, provando talvolta a renderci esterni a noi e alle nostre esigenze per tentare di vedere e comprendere il cavallo per quel che è, con i suoi bisogni di equide predato, spesso indipendenti dalle nostre necessità. Il cavallo e l’uomo. Psicologia, simbolo e mito si affianca di diritto ai più moderni studi di etologia e a tutti quegli insegnamenti volti all’ottenimento e al miglioramento della pratica dell’equitazione naturale, di cui oggi, fortunatamente, si comincia ad avvertire un reale bisogno.

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Maria Lucia Galli→ CHI E’ L’AUTRICE: Maria Lucia Galli è nata a Roma dove vive e lavora. È laureata in filosofia e in psicologia, ed è iscritta all’Ordine Professionale degli Psicologi e all’Ordine Professionale dei Giornalisti. Ha diretto l’Agenzia di Stampa “Il Mondo Ippico”. È stata capo ufficio stampa e relazioni esterne dell’Unione Nazionale Razze Equine e del Consorzio Promoippica. Intrattiene da anni rapporti di collaborazione con giornali e riviste proponendo e sostenendo un approccio teso al recupero dei valori materiali e immateriali che la storia della cultura umana ha tratto, mutuato e assorbito dalla realtà “cavallo”. Dal 2000 al 2010 è stata consulente per l’Ente VeronaFiere della manifestazione FieraCavalli. Dal 2014 è titolare della trasmissione “A cavallo di libri e dintorni” sul canale 220 di Sky (Uniretv). Ha pubblicato varie opere riguardanti il cavallo, fra cui, come coautrice, Acquistare il cavallo giusto (Edizioni Equestri), Un cavallo per la vita (Eques Editore), soffi di libertà (equitare). Sempre per Equitare è uscito il suo primo romanzo Lo specchio di Pan. Con Rodolfo Galdi dirige l’Agenzia di Informazione Indipendente Cavallo2000 (http://www.cavallo2000.it/redazione.htm).

 

© Riproduzione riservata – Barbara Scapolo per CavalDonato Communication

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