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Educazione e rispetto del prossimo, anche in scuderia: un ripasso delle regole

Serve educazione, anche in scuderia: un ripasso delle regole
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Ogni gruppo sociale ha le sue regole per una buona convivenza: a volte sono indicazioni scritte, in altri casi no, e ciononostante diventano consuetudini per un sereno vivere insieme. Va da sé che laddove la buona educazione di ognuno nella vita in comune necessiti di un vero e proprio regolamento (talvolta con sanzioni), allora, forse, c’è qualche problema…

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Indipendentemente dalle peculiarità e specifiche esigenze di ogni Centro Ippico / Asd (ogni Circolo ha il proprio regolamento, che dovrebbe esser ben noto ai soci), per evitare tante situazioni “difficili” spesso basterebbero buon senso e buona educazione: la vera gente di cavalli dovrebbe conoscere una sorta di “galateo” nei rapporti e nelle situazioni equestri, specie durante gli allenamenti e le attività. Facciamo quindi il punto, per sommi capi, circa gli indispensabili atteggiamenti da assumere in scuderia. Per i neofiti e non solo, proviamo a riassumerli qui di seguito:

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La buona educazione riguarda non solo chi monta a cavallo, ma anche spettatori/frequentatori : anzitutto, costoro dovrebbero evitare di rivolgersi/infastidire chi sta lavorando in sella, di fare chiacchiere troppo rumorose dagli spalti o gesti rapidi ed improvvisi; così come cercare di non scuotere oggetti (come aprire e chiudere ombrelli, per esempio). Eventuali cani al seguito devono essere tenuti al guinzaglio, come previsto dalla normativa italiana per qualsiasi luogo pubblico.

All’arrivo in auto è essenziale procedere a passo d’uomo, senza fare rumori inutili (come suonare il clacson). Occupare zone di transito dei cavalli e degli operatori non ha mai giustificazione, anche se il parcheggio è “full”.

Gli ospiti possono “girare” per le scuderie, tra i cavalli, previa autorizzazione del responsabile del centro ippico (non si dimentichi che, al di là dei concorsi/manifestazioni pubbliche, ogni centro ippico è un club riservato ai soci e non prevede libero accesso agli ospiti); si dovrebbe evitare di toccare i cavalli nei box (visto che non ne conoscono l’indole) e soprattutto non dargli nulla da mangiare (anche se si tratta di cibo a loro gradito, come carote e mele), dal momento che: a) quel cavallo potrebbe essere convalescente e soggetto ad una dieta precisa; b) il proprietario dell’equide potrebbe non essere d’accordo.

Per chi monta a cavallo la buona educazione in scuderia inizia ancor prima di salire in sella: come premessa generale va ricordato che il Centro Ippico non è una dependance di casa propria, ma un luogo condiviso dove tutti devono riuscire a svolgere le proprie attività, qualsiasi esse siano, in modo sereno e rilassato.

  • è buona norma, se si prepara/pulisce il cavallo fuori dal box, legarlo ai due venti ad una giusta distanza dal prossimo (una lunghezza almeno, di 3mt, equivalente allo spazio che occuperebbe un cavallo immaginario), possibilmente secondo lo stesso orientamento di quello che lo precede, se presente. È inoltre buona consuetudine lasciare pulita ed ordinata la stazione dove è sellato: ciò include scaricare i piedi nel box, riporre TUTTI gli oggetti personali (spazzole per il grooming, capezze ecc), togliere eventuali fiande o truciolo, e riporre nel proprio cassone o armadietto gli indumenti o i finimenti. Nella pulizia di fine lavoro valgono gli stessi principi prima elencati: tenere pulito ed ordinato è la prima regola nel rispetto nostro e altrui.
  • I finimenti, sottosella ecc. del proprio cavallo vanno mantenuti puliti, per rispetto al nostro compagno di sport, prima di tutto.
  • Se la situazione in scuderia (quella propria, ma anche in concorso) vede un sovraffollamento in quel preciso momento in cui si deve sellare o, in generale, occuparsi del proprio cavallo, è auspicabile svolgere le attività di grooming nel proprio box. Evitare di occupare i corridoi, anche solo momentaneamente, con due venti improvvisati o aspettando che si liberi il posto lavaggio. Evitare anche di “abbandonare” per troppo tempo il proprio cavallo ai due venti o in postazione lavaggio.
  • È regola importantissima per la sicurezza indossare il cap e non montare e smontare dentro agli ambienti di scuderia: si eviterà dunque di salire e scendere fuori nell’apposito spazio dove comunemente si trova il panchetto; meglio direttamente in campo – dal quale si entra e si esce rigorosamente al passo – o comunque, se si vuol fare una passeggiata prima di iniziare a lavorare, salire sempre fuori dagli ambienti di scuderia.
  • Giunti all’ingresso del campo, si chiede il permesso di entrare, rivolgendosi all’istruttore che sta guidando la lezione o al cavaliere con più anzianità che si trova in campo, anche se sta/stanno lavorando da solo/i (idem quando si esce). Non si invade MAI il campo, senza chiedere “permesso”/autorizzazione. A permesso accordato si entra e ci si posiziona verso il centro del campo, ben attenti a non intralciare la strada occupando la pista ad eventuali esercizi, cosi da terminare gli ultimi accorgimenti: tirare il sottopancia o indossare i guanti, se non lo si è già fatto prima. Se si lavora con l’istruttore si rimane in attesa delle sue indicazioni e si fa quel che viene detto!
  • Non è consentito in campo, da regolamento generale degli sport equestri, la contemporaneità di presenza di binomi al lavoro in sella con cavalli condotti a mano (nemmeno per casi di riabilitazione) e men che meno girare alla corda i cavalli mentre altri binomi stanno lavorando in sella. Non ci sono giustificazioni: condizioni metereologiche, tempi stretti, e chi più ne ha più ne metta, non cambiano questa regola: ogni attività extra va concordata con l’istruttore, o, in assenza, coi cavalieri che stanno lavorando, già presenti in campo. In linea generale, la movimentazione da terra del cavallo va preferibilmente svolta all’esterno dei campi di lavoro (tondino, indoor secondario dove presenti). Nel caso nella struttura non ci siano altri spazi utili per la conduzione a mano, si deve aspettare che le attività delle persone in sella terminino, che il campo sia libero.
  • Come si fa in auto, la mano da tenere in pista è sempre la destra: se si è sulla pista a mano destra, dobbiamo allontanarci dalla staccionata per lasciare libero il passaggio a chi viene incontro a noi, a meno che non si stia percorrendo un’andatura più elevata: per esempio, se siamo al galoppo anche se a mano sinistra abbiamo diritto alla pista libera: sarà quindi il cavaliere che ci viene incontro al passo o al trotto a doversi spostare verso la pista interna. Se si è al passo, la pista deve essere sempre lasciata libera.
  • In copresenza in campo di cavalieri più e meno esperti, sarebbe d’uopo prestare maggiore attenzione e comprensione verso chi in quel momento manifesta delle difficoltà, indipendentemente dalla presenza o meno dell’istruttore.
  • È inoltre essenziale mantenere sempre la giusta distanza tra un cavallo e l’altro, pari ad una lunghezza almeno; in ripresa va tenuto l’ordine dettato dall’istruttore: non ci si supera l’uno con l’altro! Se sappiamo che il nostro cavallo calcia possiamo applicare alla coda un fiocchetto rosso che indica agli altri il pericolo, ma in ogni caso dobbiamo porre ancora più attenzione agli incontri troppo ravvicinati. Se si lavora su esercizi individuali con persone terze (specie in concorso) è importante chiamali nel momento in cui si sta per iniziarli, per dar modo agli altri cavalieri in campo di capire quale sarà la traiettoria da noi intrapresa. È inoltre importante quando si monta guardare avanti e non a terra o la testa del cavallo: si ricorda che lo sguardo anticipa la direzione.
  • Il galateo del cavaliere prevede anche che eventuali aiuti ausiliari, quali frusta e speroni, vadano indossati solo per il tempo in cui si è in sella, e riposti una volta scesi. NON si va in premiazione indossando gli speroni.
  • Anche l’abbigliamento ha le sue regole: se si è pronti a salire in sella, vanno indossati gli stivali e non le scarpe da ginnastica; in campo prova/concorso non sono per esempio ammessi gli shorts, ma sempre e solo l’abbigliamento da equitazione.

© S. Scatolini Modigliani – riproduzione riservata; foto © EqIn

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