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Femmine più “difficili” dei castroni, fine di un pregiudizio?

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05 ottobre 2020 #focus

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Da un recente studio a cui hanno preso parte più di 1200 soggetti, è stato sfatato del tutto il mito relativo al fatto che le cavalle sarebbero più difficili da gestire e soprattutto meno affidabili in sella rispetto ai maschi (castroni compresi): il comportamento non cambia in base al genere.

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Quando le persone descrivono le fattrici, spesso usano frasi come ‘Una buona cavalla è imbattibile” o ancora “È una grande cavalla, in una buona giornata!”, ha dichiarato Kate Fenner, dottoranda presso la Sydney School of Veterinary Science. “Continuiamo a credere che le fattrici siano diverse ed entriamo nel rapporto uomo-cavallo con questi pregiudizi, e rischiamo quindi di saltare alla conclusione errata che le cavalle non si comportino come vorremmo. Ma, da quello che è risultato da questo studio, le giumente non sono diverse dai castroni una volta saliti in sella”.

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Per questo studio, sono state sottoposte a 1233 cavalieri circa 300 domande riguardanti i loro cavalli, senza sapere che i ricercatori avrebbero stabilito collegamenti tra il sesso del loro cavallo e le loro descrizioni dei problemi in sella. I ricercatori hanno successivamente ristretto la ricerca focalizzandosi su circa 150 domande su come si comportavano i cavalli degli intervistati quando venivano preparati o quando venivano montati.

Gli studiosi hanno scoperto che la maggior parte delle domande aveva una differenza inferiore al 5% nel punteggio complessivo tra cavalle e castroni, ha riferito la Fenner. Nelle poche situazioni in cui la differenza era più significativa, i castroni avevano spesso punteggi più alti per comportamenti indesiderati. In particolare, i castroni avevano il 20% in più di probabilità di mordere le lunghine quando legati, il 12% di probabilità in più di rovinare i loro sottosella, il 12% di probabilità in più di non rimanere fermi mentre gli si tosava il muso. Le fattrici, tuttavia, avevano il 10% di probabilità in più di allontanarsi e quindi scappare quando dovevano essere riprese dal paddock.

Abbiamo trovato alcune differenze di comportamento legate al sesso, ma queste erano tutte correlate a situazioni non legate all’essere montati”, ha detto Fenner. “E contrariamente alle idee popolari, non erano le fattrici a essere più complicate in questi casi, tranne che per l’essere riprese quando sono libere nel paddock. Sono stati invece i castroni a mostrare comportamenti in gran parte indesiderati”.

Se inizi una lezione di equitazione con questo tipo di pregiudizio, non potrai essere un cavaliere proattivo ma reattivo, e questo ti costringerà a percorrere la strada della punizione, reagendo o correggendo il cavallo”, ha spiegato Fenner. “Oppure puoi iniziare la lezione pensando che se la cavalla non fa quello che vuoi, è perché non capisce. In questo modo puoi essere predisposto a insegnare alla cavalla i tuoi comandi. Puoi dire a te stesso: ‘Non ha fatto quello che volevo che facesse, perché non l’ho spiegato abbastanza bene’. Darle il beneficio del dubbio è molto meglio per il suo benessere“. Ovviamente, va da sé che questa messa in discussione della propria capacità di comunicazione sia da rivolgersi a tutti gli equidi, di qualsiasi sesso.

I ricercatori non sanno perché le giumente hanno maturato una “cattiva reputazione” e, conseguentemente, stereotipate come “prepotenti” o “difficili”, ma “le origini potrebbero essere nell’antropomorfismo”, ha affermato la Fenner. “Questo potrebbe provenire dal mondo umano”, sostiene. “Tradizionalmente ci sono molti stereotipi contro le donne, che sono lunatiche, prepotenti o difficili, ed è possibile che questi preconcetti siano stati trasferiti anche alle cavalle”.

Sempre secondo la Fenner è interessante notare come questo pregiudizio non si estenda anche ad altre specie animali, come i cani, “angolo completamente diverso da esplorare e ricercare ulteriormente“, ha detto.

© Olivia Belloli – riproduzione riservata; fonte principale: thehorse.com; foto di copertina: una fattrice; archivio personale © A. Benna / Eqin

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