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Francia: il Concorso Completo al centro del dibattito tra Comitati, FFE e cavalieri

Francia: il Concorso Completo al centro del dibattito tra Comitati, FFE e cavalieri
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10 ottobre 2020 #news

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Nove Comitati Organizzatori hanno pubblicato congiuntamente una lettera aperta nelle colonne di France Complet in merito al loro ruolo all’interno della disciplina e alle difficoltà riscontrate nel modello attuale. Riportiamo in traduzione italiana i punti più salienti, che offrono diversi punti critici da analizzare per il Concorso Completo, certamente vissuti – e più volte enunciati anche dai nostri soggetti ugualmente coinvolti, con difficoltà del tutto simili. Potrebbe esser quello francese un modello di discussione e dunque una chance per guardare ad un concreto cambiamento?

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Un modello che non soddisfa più i vari protagonisti:

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Dalla scrittura congiunta emerge in primis come l’attuale sistema dei concorsi non soddisfi sufficientemente né le aspettative dei concorrenti – che non sono in grado di remunerare il proprio lavoro attraverso i Montepremi – né degli organizzatori, il cui modello economico è molto fragile a causa dell’inflazione di moltissime legittime richieste, come la qualità dei terreni di gara, i servizi di sicurezza rafforzati, le nuove esigenze di comunicazione e informazione, a cui vanno ad aggiungersi i Regolamenti sempre più stringenti, non meno che le stesse spettanze FEI.

Sono state avviate discussioni tra la FFE (Fédération Française d’Equitation), i cavalieri e i Comitati organizzatori in merito al problema dei Montepremi insufficienti. Tre soggetti (FFE, riders, organizzatori) condividono una comune passione per la disciplina. “Abbiamo la fortuna in Francia di vantare un’offerta diversificata, con un Montepremi superiore alle medie europee ed un circuito Grand National favorevole ai cavalieri e alla selezione dei cavalli che gode di ottime condizioni tecniche”.

Pur tuttavia, questo modello soffre in particolare,

secondo i cavalieri:

-di un circuito non sufficientemente remunerativo e la mancanza di consenso per la distribuzione degli stanziamenti;
-di un’assenza di riconoscimento nei confronti degli organizzatori da parte dei principali sponsor che sono i proprietari dei loro cavalli.

secondo gli organizzatori:

-di vincoli organizzativi sempre più significativi;
-di finanziamenti che si stanno prosciugando (meno sponsor in un periodo di crisi amplificato dalla pandemia, calo dei finanziamenti pubblici);
-di difficoltà nel riconoscere le aspettative dei cavalieri. Ad esempio, la finale dell’ERM (CCI4-S) a Lignières nell’ottobre 2019 con un montepremi di 57.000 €, di cui 18.000 spettanti al vincitore, ha riunito/coinvolto solo 17 eventers;
-della necessità di costruire un calendario nazionale che lasci spazio a tutti evitando date delle gare che soffocano alcuni organizzatori;
-di sanare un’immagine sbagliata: quella di Comitati che starebbero realizzando un profitto sulle spalle dei cavalieri.

I Comitati organizzatori stanno lottando per mantenere in vita i concorsi: qualunque siano le modalità operative dei Comitati, per ognuno si può affermare e dimostrare la difficoltà di raggiungere anche solo il pareggio finanziario. Le ragioni derivano dai legittimi vincoli connessi alla disciplina:
– resa del terreno in linea con il benessere e la tutela dei cavalli. A seconda delle condizioni meteorologiche, è necessario investire in risorse umane e materiali: il noleggio di attrezzature adeguate, l’irrigazione delle piste, il riempimento manuale delle buche nei campi …
– la crescente domanda di attrezzature sportive di qualità ma anche di ospitalità come docce e sanitari, elettricità per camion, pavimentazione adeguata per box rimovibili, ecc.
– la qualità della costruzione del percorso di cross-country (non limitata agli ostacoli), per garantire un valore sportivo in linea con ogni livello concorsuale;
– sicurezza e salute sia per i cavalieri, sia per i cavalli. “Per la tutela della disciplina dobbiamo essere esemplari in questo settore. Ciò richiede la presenza di squadre mediche con adeguato staff: veterinari, maniscalchi, ambulanze umane ed equine.
– la gestione di un ampio bacino di risorse umane. L’organizzazione di un concorso di Completo richiede tra i 100 e i 250 volontari a seconda del modello, fondamentali per il regolare svolgimento delle 3 prove. I volontari vengono ovviamente rifocillati, talvolta alloggiati e deve essere prestata loro un’attenzione specifica: senza, non ci sarebbero i concorsi di completo.
– evolvendoci oggigiorno in un mondo di immagini, la copertura mediatica del nostro sport è essenziale. Tuttavia, la produzione di immagini [e video] di un concorso di cross-country è estremamente più costosa rispetto a qualsiasi attività svolta semplicemente a bordo campo/arena, e la loro distribuzione è molto impegnativa dal punto di vista finanziario.
– Infine, garantire che il luogo deputato allo svolgimento della manifestazioni soddisfi i requisiti prefettizi sta diventando un nuovo problema per i Comitati organizzatori, cavalieri, cavalli, pubblico e volontari.

  • Ecco perché prima di considerare un montepremi molto redditizio, l’organizzazione punta ad investire sulla qualità del servizio. In questo, il costo dell’organizzazione di un concorso non ha paragoni rispetto a qualsiasi altra disciplina all’interno degli sport equestri.
    “Crediamo che l’organizzatore possa fornire una piattaforma tecnica sicura in modo che i cavalieri possano valorizzare il loro lavoro, acquisire notorietà, qualifiche, selezioni, vendere i loro cavalli e la loro immagine”. […]
    È necessario che il trio (organizzatori, riders, FFE) si affidi alla professionalità di tutti i soggetti per mettere in evidenza anche proprietari, volontari e sponsor.
    “Siano convinti del potenziale mediatico della disciplina, crediamo che il Concorso Completo possa occupare un posto presso il grande pubblico in quanto vettore di grandi storie. Abbiamo asset importanti, molto in linea con le aspirazioni della società:
    – Uguaglianza tra uomini e donne,
    – attività all’aperto in linea con la natura dell’animale;
    – sport realizzato lavorando sul rapporto con l’altro;
    – cavallo, foriero di simboli e sogni.
  • La nostra disciplina è unica e la sfida va vinta: sport intergenerazionale e mixato con un animale, che peraltro si svolge in ambienti naturali. Quante altre discipline olimpiche possono proporre criteri equivalenti?”.

 

Siamo solidali con i riders e siamo convinti che sia con loro e che con la nostra Federazione troveremo insieme le giuste risposte”.

i firmatari:
Guillaume BLANC & Yannick LE GOUPIL, Le Grand Complet / Haras du Pin
Yves DESPRES, Châteaubriant
Matthieu GRASSET, Trophée Equivendée / Bazoges-en-Pareds
Emmanuel LAGARDE, Directeur du CCI de Lignières en Berry, Vice Président de l’ACEVA
Didier LOISON, président de Saulieu Terre de Complet
Rafaël MAZOYER, Le Pouget
Julien PELLETIER & Emmanuel FELTESSE / Jardy et St Quentin en Yvelines
Pascal SAYOUS, Les Etoiles de Pau
Marie-Claude VARIN-MISSINE, Saumur Complet

© a cura di Redaz.; riproduzione riservata; foto archivo © A.Benna/EqIn

 

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