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Giovani in formazione, che dire del mal di schiena? Ecco la soluzione francese

Professione "rider" e mal di schiena: la ricetta francese
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13 ottobre 2020 #focus

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Sono ormai diversi anni che il Centro di Formazione IFCE Cadre Noir di Saumur effettua ricerche e studi per la prevenzione del mal di schiena nell’ambito della formazione di futuri insegnanti ed istruttori.

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Nel luglio scorso un interessante pubblicato su Equidé contiene la sintesi di una ricerca che si è posta l’obiettivo di valutare la prevalenza dell’insorgere del mal di schiena nei giovani futuri riders professionisti, ed una riflessione sul ruolo della prevenzione ad opera del fisioterapista.

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Lo studio in questione ha confermato e integrato i dati dello ricerca condotto già nel 2016 su cavalieri professionisti. Questi risultati sono da un certo punto di vista più importanti in quanto riflettono la situazione di inizio carriera di un gruppo di giovani cavalieri (età media 23 anni). Si pensi inoltre che è proprio il gruppo di riders al primo anno di allenamento a risultare quello maggiormente soggetto al mal di schiena. Questo studio mostra chiaramente l’importanza di prendere in considerazione tutti i fattori di rischio per questa noiosa affezione, compresi i rischi psicosociali (infatti, per questi giovani appassionati di cavalli le condizioni di vita cambiano improvvisamente e spesso ciò non è esente da conseguenze, non solo su di un piano meramente fisico).

Emerge evidente l’importanza che questo dolore debba essere curato per escludere o comunque limitare il rischio di cronicizzazione che avrebbe un chiaro impatto sulle prestazioni e sulla loro futura professione.
Il supporto completo potrebbe essere messo in atto dall’inizio della formazione. Deve essere transdisciplinare, vale a dire sia psicosociale, medico e sportivo”: è questo è il pensiero dell’Istituto francese di equitazione, sponsor di questa ricerca. Presso il centro di formazione IFCE Cadre Noir di Saumur, i tirocinanti possono giovare della consulenza di personale medico e paramedico (medico sportivo, fisioterapista, psicologo, dietista), possono quindi consultarli in loco, su appuntamento. Viene da loro affidato un lavoro pratico per ricordare i gesti ergonomici da adottare per tutte le attività svolte non in sella (pulizia dei box, toelettatura, pulizia dei piedi dei cavalli, ecc.).

Lo studio cui si accennava sopra, quello del 2016, già aveva evidenziato come le attività da svolgersi a terra, per chi monta a cavallo, potessero diventare salubri e addirittura “tutelanti”, a condizione, ovviamente, che fossero eseguite nella “giusta maniera” ovvero preservando l’integrità fisica della colonna vertebrale. “Questo è possibile solo con una buona condizione fisica, un buon impegno dei muscoli posturali e mobilizzanti del tronco (addominali e spinali). Questo è il motivo per cui le sessioni di attività fisica vengono proposte ai cavalieri come strumento da utilizzare nella loro futura attività professionale. Inoltre, la pratica di judo, taïso e jujitsu è inclusa nel secondo anno di formazione“, ricorda l’IFCE, che aveva pubblicato nel 2019 su questo argomento l’ottimo testo: “Équitation & judo, les transferts d’apprentissage“.

Dall’inizio del Corso dell’anno 2020 le informazioni sui rischi e le azioni di protezione (e quindi di prevenzione) per la schiena degli studenti sono state rafforzate, sin dall’inizio della formazione. “Verranno inoltre introdotti check-up, al fine di fornire agli studenti punti di riferimento per lo sviluppo nella loro pratica, ma anche per prevenire affaticamento, dolore e lesioni. Questa valutazione sarà composta da indicatori biomeccanici misurati in loco (Mazarin®), monitoraggio della condizione corporea (Zmetrix®) e indicatori psicosociali (questionario e coaching)“, specifica l’IFCE.

D’altra parte, l’IFCE detiene una professionalità in grado di fornire sessioni di preparazione fisica “e che parteciperà attivamente al lavoro del team di docenti e ricercatori per arricchire la riflessione, le azioni e la produzione di risorse educative sul tema della salute / preparazione fisica dei giocatori del settore equestre“.

Un lavoro che potrebbe in ultima analisi avvantaggiare cavalieri ed istruttori e, più in generale, tutti coloro che operano nel comparto equestre.

© A. B.; riproduzione riservata; fonte principale : ifce.fr/ifce/; foto archivo © Benna/EqIn

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