Horseball, spettacolare azione di squadra a cavallo: ma di cosa si tratta?
28 febbraio 2020 #focus
Proveniente da pratiche argentine e afgane, la disciplina dell’horseball è uno sport equestre realizzato in squadra, a metà strada tra il rugby e il basket a cavallo. Uno sport iniziato da appassionati di equitazione e rugby, che mantiene più di un’affinità con la più tradizionale disciplina del polo, parimenti svolta a squadre e con binomi a cavallo.
La Francia ha dato avvio all’horseball negli anni ’30, grazie al Capitano Clavé. Quest’ultimo, ansioso di migliorare l’armonia dei suoi allievi cavalieri in sella, finì infatti per farli giocare in una specie di pallacanestro a cavallo. Quarant’anni dopo, nel 1979, l’horseball ha visto il suo primo vero avvio (per come lo conosciamo ancora oggi), con l’istituzione dei Campionati Francesi. La disciplina in Italia è oggi riconosciuta e promossa dalla FISE: abbiamo infatti diversi centri ippici in cui questo sport equestre di squadra viene praticato, anche su di un piano agonistico di livello: negli anni non sono infatti mancati ottimi risultati azzurri, con importanti riconoscimenti conseguiti durante i maggiori eventi internazionali.
Tuttavia, l’horseball è indubbiamente una pratica equestre ancora troppo poco conosciuta. Prima di tutto, si tratta di uno sport di squadra, sia maschile, sia femminile: per chi abbia avuto occasione di assistere anche solo a degli allenamenti relativi a questa disciplina, sono il dinamismo, l’adrenalina e non da ultimo l’affiatamento dei binomi (sempre pronti ad andare a canestro, “costi quel che costi”) gli elementi che, anche agli occhi dei profani, spiccano immediatamente.
Sappiatelo: qualora via sia la possibilità, pure cavalli e cavalieri impegnati in altre discipline fanno talvolta allenamento con i team di horseball, perché questa attività collaterale pare risulti essere molto proficua specie per equidi stizzosi – alias quelli riottosi al contatto/vicinanza/corpo a corpo con altri cavalli – e parimenti opportuna per cavalieri che debbano incrementare le proprie doti di equilibrio e stabilità d’assetto – nell’horseball il contatto sulle redini conta veramente molto poco: semplificando e certamente banalizzando, fa tutto l’assetto, e ovviamente – non da ultimo – il feeling stabilito dal binomio per l’intensa e rapida azione, specie durante un “corpo a corpo” con un altro binomio.

Palla da Horseball
Come si gioca?
Quattro cavalieri si affrontano su di un campo di circa 70 x 30 m; alle loro spalle da ambo i lati, un canestro di un metro di diametro sospeso a quattro metri dal suolo. Tra loro, una palla di taglia 4 (ossia delle stesse dimensioni di un pallone da calcio) provvista però di sei maniglie, le quali rendono possibile la presa e la movimentazione da sella. L’obiettivo, come è già evidente, è fare canestro almeno una volta in più rispetto alla squadra avversaria, nelle due metà di gara – dieci i minuti per ognuno dei 2 round. In caso di pareggio, il canestro realizzato nei soli ulteriori tre minuti a disposizione decreterà la vittoria di uno dei due team. Alcune peculiarità: prima di tentare un tiro, i giocatori di ogni squadra devono effettuare un minimo di tre passaggi tra tre diversi giocatori. Inoltre, non sono autorizzati a trattenere la palla con sé per più di dieci secondi.
Se vogliamo, è tutto “semplicemente” (si fa per dire) un gioco di prontezza, sommo equilibrio e velocità del e per il binomio, caratteristiche da sviluppare sia su di un piano mentale, sia psichico per cavallo e cavaliere: l’equide non deve aver paura, deve essere primariamente veloce e “solido” (di testa), deve condividere e amare la “gara”, quel corpo a corpo che si va disputando spesso in promiscuità con altri binomi, corrispondendo alla passione, volontà e adrenalina che il suo cavaliere gli trasmette.
Ogni cavaliere dell’horseball deve ovviamente eccellere nella capacità/velocità di realizzare appieno il proprio ruolo, secondo gli schemi di lavoro stabiliti dal coach per la propria squadra; tra le attitudini che sono ovviamente da esercitare, vi è quella relativa alla prontezza ed elasticità fisica propria del “ramazzare” (ossia: nel recuperare da cavallo la palla, quando quest’ultima risulti caduta a terra), sempre forti di un assetto “propositivo” in sella, elemento fondamentale che fa la vera gestione/profitto per gli horseballer, che hanno ovviamente un solo obiettivo: andare a segno e vincere.
© redaz. – riproduzione riservata; in copertina Italy horseballer Fausto Sforza © Horse-Ball M³

















