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I rischi connessi all’anestesia generale dei cavalli non sono trascurabili

I rischi connessi all'anestesia generale dei cavalli non sono trascurabili
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23 maggio 2020 #news

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Sapevate che i cavalli sottoposti ad anestesia generale muoiono circa mille volte più spesso rispetto agli uomini? Il tasso di mortalità tra gli equidi è infatti compreso tra 1 e 1,5 decessi ogni 100 cavalli anestetizzati. Uno studio condotto da Karine Portier (PhD, DVM, CertVA, Dipl. ECVAA, DScV, HDR, MRCVS) professoressa nel dipartimento di anestesia dell’Università di Lione porta una prima chiarificazione in merito ai fattori di rischio che causano questi alti numeri di decessi.

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Secondo lo studio condotto da ricercatori francesi, mentre il tasso di mortalità umana è significativamente diminuito nel corso del tempo, le morti di equidi connesse all’anestesia generale sembrano rimanere stabili nelle cliniche. “È importante che i proprietari siano consapevoli che i rischi connessi all’anestesia generale dei cavalli non sono trascurabili, anche se viene eseguito ogni sforzo per ridurre tali rischi entro i limiti delle nostre conoscenze”, ha affermato Karine Portier.

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Alcuni fattori di rischio erano chiari, ha affermato la Portier. Per esempio, ha scoperto che nell’ospedale in cui insegna i cavalli sottoposti a chirurgia per colica avevano un tasso di mortalità correlato all’anestesia pari al 3%, più del triplo del tasso dello 0,9% di decessi con identica pratica in casi non dipendente da coliche.

Ma vi è un altro fattore critico, sostiene sempre Portier. I cavalli più pesanti hanno una maggiore probabilità di morire a causa dell’anestesia generale, probabilmente in parte perché un aumento di peso influisce sull’ossigenazione nel sangue e nei polmoni, aumentando la probabilità che i cavalli soffrano di privazione di ossigeno nel sangue. Anche l’età è un fattore non trascurabile: con i cavalli più anziani si corrono maggiori rischi di mortalità per anestesia. Inoltre, gli interventi chirurgici complessi (come quelli connessi a fratture) aumentano il rischio, ha annunciato. In generale, la chirurgia ortopedica comportava un rischio 10 volte superiore di decesso causato dall’anestesia – probabilmente a causa della durata dell’intervento, ha spiegato.

Un fattore di rischio “controllabile”: il tempo

L’unico fattore di rischio che i veterinari possono effettivamente controllare, secondo lo studio della Portier, è la durata dell’anestesia. Ma il tempo necessario per operare un cavallo non è così semplice da stabilire e contenere, ha detto. “Possiamo cercare di ridurre al minimo la durata dell’anestesia di un cavallo, ma non si può semplicemente svegliare un cavallo nel mezzo di una laparotomia”, ha detto. “Quello che possiamo fare è provare a preparare il sito chirurgico prima dell’intervento così da minimizzare il tempo sul tavolo, ma alcuni passaggi certamente non possono essere ridotti. Sicuramente, più veloce è il chirurgo, meno tempo richiede l’operazione. Non è fisiologicamente corretto tenere un cavallo disteso per sette ore, ma sfortunatamente molto spesso è difficile impiegare meno tempo”.

Documentare e analizzare i dati sulla mortalità

Portier e i suoi colleghi ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 1.000 casi di anestesia generale nel loro ospedale per cavalli per l’insegnamento a Lione dal 2012 al 2016. Hanno esaminato tutti i casi di morte ovviamente correlati all’anestesia (e non alle complicanze chirurgiche) e una varietà di possibili fattori che potrebbero essere correlati alla mortalità degli equidi. Mentre le loro statistiche grosso modo si allineavano a quelle di altre cliniche per equidi in diverse parti del mondo (ovviamente quelle che hanno pubblicato dati sulla mortalità), è “molto difficile” confrontare i tassi a causa dei diversi protocolli di studio. Idealmente, i ricercatori internazionali dovrebbero unirsi per realizzare un unico studio universale sulle morti legate all’anestesia nei cavalli (com’è già stato eseguito per gli esseri umani) per avere dei dati comparabili, ma finora un progetto simile è stato proibitivo a causa dei costi. Secondo la dottoressa, uno studio condotto in tal modo avrebbe principalmente il plus di identificare chiaramente i fattori di rischio, al fine di poterli cambiare e dunque fornire ai proprietari informazioni chiare sui rischi tangibili legati all’anestesia.

“È davvero importante seguire questi dati nel tempo”, ha detto, aggiungendo il fatto che è “sorprendente” vedere questi tassi di mortalità nei cavalli non ancora migliorati.

“Dobbiamo continuare a lavorare per ridurre i rischi anestetici nei cavalli, sono ancora troppo alti” ha detto la Portier. “Dobbiamo continuare a identificare e comunicare i fattori di rischio e applicare tale conoscenza ai cambiamenti, con pratiche migliori”.

© Olivia Belloli; riproduzione riservata; fonte principale: thehorse.com; foto: stoneridgeequine.com/

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