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Il linguaggio del corpo del cavallo: 7 segni da riconoscere

Il linguaggio del corpo del cavallo: 7 segni da riconoscere
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Cavallo, parliamo. Come stai? Oh, ti piace quando ti striglio proprio lì? Ma qui no, giusto? Va bene. Ehi, aspetta un minuto. Non stai per mordermi, vero?

Questa può sembrare una conversazione a senso unico, ma la verità è che i cavalli comunicano con gli uomini. In effetti, quando ne hanno la possibilità, lo fanno abbastanza bene attraverso il linguaggio del corpo: dall’uso del muso e delle orecchie, alle gambe e la schiena senza dimenticare la coda, ma anche attraverso l’insieme del loro corpo tutto intero. La sopracitata non è quindi una conversazione unilaterale o immaginaria. Al contrario, quando gli uomini si sforzano di imparare a leggere i segnali corporei lanciati dai loro cavalli, possono creare percorsi verso una relazione interspecie più forte e più sicura.

Sappiamo che la maggior parte della comunicazione quotidiana del cavallo avviene tramite il linguaggio del corpo. È attraverso movimenti apparentemente sottili – delle orecchie, delle narici (froge), degli occhi, della bocca, della coda, degli zoccoli, o anche solo spostando il peso – che trasmettono informazioni reciproche, l’uno all’altro. ”Questo è il modo in cui si sono evoluti, ed è così che si è evoluto anche il loro linguaggio del corpo”, afferma Sue M. McDonnell, PhD, comportamentista animale e capo fondatore del programma di studi sul comportamento equino presso la University of Pennsylvania School of Nuovo Bolton Center di Medicina Veterinaria, in Kennett Square.

I cavalli sono animali predati e una comunicazione sottile può per loro significare sopravvivenza in un mondo in cui qualsiasi tipo di rumore potrebbe attirare l’attenzione dei predatori. Se possiamo attingere a questo “codice linguistico dei cavalli”, possiamo trovare un gran numero di informazioni utili. Dobbiamo dunque imparare a decifrare il codice: Se un cavallo agita la coda, è agitato o felice? Se socchiude gli occhi, li strizza per il dolore o si sta rilassando?

Per capire il linguaggio del corpo equino, prima dobbiamo essere consapevoli che c’è una comunicazione con cui iniziare, il che non è sempre scontato. “È sorprendente vedere come alcune persone, indipendentemente dal loro background con i cavalli, non badano affatto al linguaggio del corpo dell’animale, mentre altri sembrano capirlo intuitivamente”, afferma McDonnell.

In secondo luogo, dobbiamo leggere questi segnali correttamente, senza tirare a indovinare. Un buon “ascolto” deriva dalla conoscenza della scienza dietro il linguaggio del corpo equino, afferma la nostra Rachele Malavasi, PhD, della Scuola di Equitazione Etica, a Moncigoli comune di Fivizzano (Massa Carrara), e deriva anche dal tempo passato a studiare attentamente i movimenti del proprio cavallo. “Trascorri del tempo non facendo altro che osservare il tuo cavallo nel campo. Le persone a cavallo hanno bisogno di sapere come comunicano questi animali e soprattutto come comunicano i loro cavalli”.

Sebbene ogni cavallo sia diverso, abbiamo rintracciato alcuni elementi comuni che il cavallo potrebbe comunicare attraverso il linguaggio del corpo. Non importa se alcuni di questi non sono comunicazioni intenzionali. Anche se il cavallo non si sforza di “parlare” con noi, sta comunque inviando informazioni critiche che dobbiamo essere in grado di leggere.

Ecco alcuni segni comportamentali comuni che possono aiutarci a capire se il cavallo è felice, malato o dolorante, oltre che mantenerci al sicuro in caso di situazioni particolari, in un cui il cavallo è teso o arrabbiato:

“Non mi sento bene.”

Un cavallo malato o dolorante potrebbe mostrare le classiche espressioni fisiche di disagio. “Un cavallo malato probabilmente non sarebbe molto sveglio”, dice McDonnell. “Potrebbe stare fuori dal gruppo come se non volesse interagire con nessuno. Quel linguaggio del corpo è spesso il primo segno che qualcosa non va, anche prima che perda l’appetito”.

Se soffre, potrebbe mostrarsi guardingo, il che significa che sta proteggendo l’area dolorante. Un cavallo che soffre di colica spesso scalcia o si guarda/mordicchia l’addome, si sdraia e si rialza. Se ha mal di schiena, potrebbe mostrare aggressività quando lo si sella. E in generale, un cavallo dolorante potrebbe sembrare scontroso o mostrare comportamenti di difesa verso gli uomini o altri cavalli.

“Un cavallo sofferente potrebbe anche ridurre il suo livello di attività, (“incappucciandosi”, ad esempio), mostrare uno sguardo fisso e una postura rigida ed essere riluttante a muoversi.”

“I tratti del muso possono anche rivelare dolore” afferma Emanuela Dalla Costa, DVM, PhD, Dipl. ECAWBM, del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano. Lei e il suo team hanno recentemente sviluppato la Horse Grimace Scale, che consente alle persone di controllare le espressioni facciali legate al dolore. Nei cavalli laminitici o recentemente castrati osservati in questa ricerca, è stata notata una tendenza per la maggior parte dei cavalli che soffrono ad appiattire le orecchie o a tendere alcune parti del muso: i muscoli sopra le orbite oculari, sopra gli occhi e la bocca, le narici e muscoli masticatori.

I cavalli montati esprimono il dolore usando un diverso insieme di comportamenti ed espressioni facciali, afferma Sue Dyson, MA, Vet MB, PhD, DEO, FRCVS, capo dell’Ortopedia Clinica presso l’Animal Health Trust Center for Equine Studies, a Newmarket, Regno Unito “Questi includono avere costantemente le orecchie all’indietro, apertura della bocca ripetitiva, sguardo fisso intenso, alterazione della posizione della testa stando sopra o dietro il morso, lanciando la testa su e giù o da un lato all’altro, inclinando la testa e fruscio ripetuto della coda “.

“Sono stressato”

I cavalli in stato di stress acuto mostrano un linguaggio del corpo abbastanza riconoscibile, afferma McDonnell. Potrebbero avere le orecchie puntate in avanti, gli occhi spalancati, le narici allargate, la una testa alta, una posizione rigida e la coda sollevata. I cavalli che escono da situazioni stressanti spesso leccano e masticano, come una sorta di reazione involontaria. In poche parole, ciò si verifica perché il passaggio da una risposta del sistema nervoso simpatico (quella allo stress acuto) alla risposta del sistema nervoso parasimpatico (“riposa e ripristina”) fa sì che il cavallo passi da una bocca secca a una umida. Pertanto, quando inizia a salivare, lecca e mastica.

“Questa è un’area di notevole confusione, specialmente tra i trainer del tipo “sussurratore di cavalli” che potrebbero non avere un background scientifico”, afferma. “Mettono il cavallo in una situazione stressante e poi interpretano erroneamente il linguaggio del corpo del cavallo di leccare e masticare come un segno di sottomissione o legame speciale. Ma non lo è. È solamente segno che un cavallo passa da un livello più alto a uno più basso di allerta acuta, allarme o stress.

Il linguaggio del corpo che indica lo stress cronico può essere più difficile da distinguere, specialmente da quello di un cavallo malato o di un cavallo che soffre. “È qui che la scala della smorfia può creare un po’ di confusione”, afferma McDonnell. “È bene guardare tutto il linguaggio del corpo nel suo insieme e non concentrarsi solo sui tratti del muso, poiché questi possono essere simili per il dolore, la malattia e lo stress psicologico o fisico cronico”.

“Sono depresso”

I cavalli depressi tendono a mostrare un tipo specifico di linguaggio del corpo che è facile riconoscere una volta che lo si conosce, afferma Clémence Lesimple, PhD, del Laboratorio EthoS di etologia umana e animale presso l’Università di Rennes, in Francia.

“Assumono una sorta di postura ‘fissa’, stando fermi per diversi minuti in una posa caratteristica con il peso spostato in avanti, il collo orizzontale e basso ma disteso, e soprattutto gli occhi aperti e le orecchie immobili”, dice . “Spesso stanno di fronte al muro e sembrano mostrare completa indifferenza per il loro ambiente, come se se ne fossero tagliati fuori”.

Questo scenario si verifica principalmente nei cavalli in box che sono entrati in uno stato di impotenza appresa, dice Lesimple, nel senso che si sono “arresi”, per così dire, dopo lunghi periodi di stress cronico.

“Non mi piace”.

I cavalli non sempre sono d’accordo con le nostre scelte, e spesso non esitano ad esprimere il loro malcontento. Se il nostro “stile di monta” o il nostro metodo di tolettatura li mette a disagio, il loro linguaggio del corpo può essere abbastanza chiaro: “Non mi piace!”

“Molti cavalli montati agitano la coda in reazione a un segnale indesiderato della gamba”, afferma Janne Winther Christensen, PhD, del Dipartimento di Scienze Animali dell’Università di Aarhus, a Tjele, in Danimarca. “È lo stesso movimento che faranno se sono infastiditi da un insetto volante. È il loro modo di dire: ‘Questo mi dà fastidio”. “I cavalli potrebbero anche scuotere la testa o reagire alla pressione indesiderata dell’imboccatura aprendo la bocca o poggiandosi eccessivamente sul ferro, a volte strappando le redini dalle mani dei cavalieri, ha aggiunto la Winther. “Questo è un caso in cui il linguaggio del corpo viene poi rinforzato e diventa nei cavalli un comportamento appreso perché ottiene il risultato che vogliono: un rilascio della pressione”, specifica.

I cavalli in fase di grooming tendono anche a usare un linguaggio del corpo chiaro per esprimere ciò che non gli piace, afferma Léa Lansade, PhD, del French Horse and Riding Institute e del dipartimento di scienze comportamentali dell’Istituto nazionale per la ricerca agricola, a Tours. “Stringeranno le labbra, alzeranno il collo e apriranno gli occhi in risposta a un particolare stile di strigliatura, per esempio”. Ci stanno dicendo che quello che stiamo facendo  non è gradito. Questi comportamenti sono davvero importanti da capire, considerando che la tolettatura dovrebbe essere un momento piacevole. Purtroppo, alcuni pensano che lo sia, anche quando il loro cavallo dice loro che non lo è.

“Questa cosa sta per diventare brutta”

Gli esseri umani potrebbero prevenire molti incidenti con i cavalli prestando attenzione al linguaggio del corpo dei loro animali, afferma Jan Ladewig, DVM, PhD, professore di Benessere ed Etologia degli animali presso il Dipartimento di Scienze dei Grandi Animali dell’Università di Copenaghen, in Danimarca. “Immagina di condurre il tuo cavallo lungo un sentiero che lui non vuole prendere”, dice. “Se noti che gira la testa nel modo sbagliato, puoi correggere subito il problema, evitando il pericolo che ti trascini via o ti prenda a calci. Ma se aspetti che giri la spalla, è già troppo tardi”.

Lansade è d’accordo, citando che circa il 25% delle visite ospedaliere legate all’equitazione deriva da incidenti avvenuti da terra (Wolyncewicz et al., 2018). “I cavalli spesso minacciano prima di colpire: fa parte del linguaggio del corpo che utilizzano tra simili”, dice. “Se gli uomini prestassero attenzione alle orecchie rilassate e alle minacce, come tirare su un piede posteriore o lanciarsi verso la persona con i denti aperti, ci potrebbero essere meno incidenti”.

“Questo lo adoro!”

Molta ricerca sui cavalli si è concentrata sulla comunicazione delle emozioni negative. Ma è tempo di riflettere anche su ciò che costituisce l’espressione delle emozioni positive nei cavalli, afferma Lansade. E questo, dice, lo possiamo vedere nei loro “sorrisi”.

“I cavalli hanno muscoli facciali relativamente complessi che consentono loro di avere un’ampia varietà di espressioni facciali, quasi quella che vedremmo nella maggior parte dei primati”, afferma Lansade. “Come scienziati, non possiamo davvero usare le parole ‘sorriso’ o ‘felice’ riferendosi agli animali, ma quando guardi l’espressione facciale di un cavallo con emozioni positive, questo è essenzialmente quello che stiamo vedendo come “sorriso””.

I cavalli felici creano il “sorriso equino” socchiudendo gli occhi, allungando le labbra superiori e puntando le orecchie all’indietro, quasi in linea con il naso, dice, sulla base di un nuovo studio che il suo team ha appena pubblicato sulle tecniche di tolettatura desiderabili . A volte mantengono fermo il labbro superiore; a volte lo contraggono un po’. In combinazione con quel sorriso, di solito sollevano o inclinano leggermente il collo. “Non è sufficiente evitare le emozioni negative nei nostri cavalli; dobbiamo anche cercare attivamente segni di emozioni positive”, afferma Lansade. “Se siamo in grado di leggere il loro linguaggio del corpo, possiamo riconoscere ciò che li rende felici”.

“Ho bisogno di aiuto.”

Mentre la maggior parte del linguaggio del corpo che abbiamo descritto finora potrebbe essere espresso istintivamente, quando vogliono “comunicare” qualcosa di specifico i cavalli lo fanno intenzionalmente. “Cercano chiaramente di ‘parlare’ con noi, soprattutto se vogliono qualcosa da noi”, dice Malavasi.

In effetti, se non riescono a trasmettere il loro messaggio, continueranno a provarci. Il suo team ha recentemente testato i cavalli che cercavano di “chiedere” aiuto agli umani per accedere al cibo in un secchio che era fuori dalla loro portata. “I cavalli nel nostro studio hanno dimostrato di poter essere molto flessibili nelle loro strategie comunicative”. “Hanno annuito con la testa, hanno girato la coda, hanno mosso velocemente la testa verso il secchio della ricompensa. E hanno fatto tutto questo solo quando l’uomo gli stava prestando attenzione. Quindi, se il tuo cavallo usa due o più di questi segnali insieme, potrebbe provare a comunicarti qualcosa”.

Tuttavia, se non presti mai attenzione al tuo cavallo, alla fine potrebbe rinunciare a provare a comunicare con te, dice Malavasi. “È una situazione molto triste, ma può essere risolta”, aggiunge. “Se non sai cosa vuole il tuo cavallo, sii creativo e prova le soluzioni. Imparare la strategia di comunicazione del tuo cavallo è come cercare di conoscere una persona. Non smetterai mai di imparare, ma più conosci, più ami”.

I cavalli si affidano naturalmente a una buona comunicazione attraverso il linguaggio del corpo. È ciò che consolida i loro social network, consente loro di vivere in pace l’uno con l’altro e li aiuta a proteggerli dai predatori. Se incoraggiamo questi scambi prestando attenzione ai segnali a noi visibili trasmessi dai cavalli, dicono i ricercatori, possiamo approfondire i nostri legami interspecie e vivere esperienze più sane, più sicure e più gratificanti con i nostri cavalli.

(06 agosto 2021) © S. Scatolini Modigliani; riproduzione riservata; fonte principale: thehorse.com; foto © A.Benna / EqIn

 

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