Il Tribunale elvetico nuovamente versus Paul Estermann
18 dicembre 2020 #news
Dopo due anni di indagini, la Procura elvetica ritiene il cavaliere colpevole di maltrattamenti, dopo che gli avvocati della difesa avevano impugnato la prima sentenza. La nuova decisione del Tribunale è attesa per il mese di gennaio 2021.
Alla seconda udienza d’appello presso il Tribunale cantonale di Lucerna, Paul Estermann (che ha partecipato a varie competizioni internazionali come le Olimpiadi di Londra del 2012, i Campionati del Mondo del 2014 a Caen e diversi Campionati europei) ha nuovamente negato di aver abusato dei suoi Castefield Eclipse e Lord Pepsi, per i quali è stato accusato nella primavera del 2017. Il noto cavaliere di salto ostacoli era già stato condannato per la prima volta in Appello, dopo essere stato riconosciuto colpevole di maltrattamenti sugli animali in primo grado dalla Procura della Repubblica di Sursee.
Già in prima istanza, la Corte aveva stabilito fatti “inequivocabili” di crudeltà verso gli animali da parte del cavaliere. Le accuse sono databili all’inizio del 2017 e sono state annunciate dalla stampa svizzera (Blick.ch) nel 2018. A fornire le principali imputazioni e immagini documentali è stato in primis un ex groom di Estermann, Zdenek Dusek. Le foto d’accusa che circolarono anzitempo nei social dovrebbero corrispondere alla pancia di Castlefield Eclipse, frustata da Estermann fino a quando non ha sanguinato (aprile 2016). Le accuse sono state successivamente validate da testimoni oculari e rapporti di veterinari. Il verdetto per Estermann nel 2017 riguardava una significativa multa e una “libertà vigilata” di due anni.
In Appello in questi giorni l’avvocato del cavaliere originario di Lucerna ha nuovamente chiesto la sua assoluzione, mentre il procuratore distrettuale ha chiesto un aumento della pena pronunciata durante il primo processo, perché “l’imputato in alcun modo mostra comprensione o rimorso nei confronti del giudizio stabilito dall’accusa”.
© Redaz.; riproduzione riservata; fonte principale: grandprix.info/; foto P. Estermann © A. Benna / EqIn



















