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Salto ed errori in gara: 4 elementi da considerare, non così troppo scontati…

Salto ed errori in gara: 4 elementi da considerare, non così troppo scontati...
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17 dicembre 2020 #focus

Come mai il tuo cavallo fa errore in gara?

Sappiamo tutti quanto possa essere scoraggiante, a volte, concludere uno o più percorsi di salto con errori, specie se per preparare la gara si sono impiegate molte risorse, sia in termini di lavoro del binomio, sia per ciò che riguarda il tempo stanziato.

La Fédération Equestre Internationale (FEI) ci illustra 4 fattori, semplici ma determinanti, sui quali portare attenzione per arrivare con il proprio cavallo ad esser via via più performanti in gara (fonte in calce all’articolo). Ovviamente i vostri istruttori in media hanno già ben presente le difficoltà del binomio che stanno formando, tuttavia magari non le esplicitano all’allievo e talvolta gli fanno svolgere alcuni esercizi che, lì per lì, non gli sembrano avere molto senso…

La prima domanda da porsi è: come mai il cavallo non presta la dovuta attenzione agli ostacoli e fa errore in gara, quando magari a casa è un maestro?

  1. È spesso spaventato e/o incline a potersi fermare? Solitamente se un cavallo è spaventato dal contesto come dall’ostacolo nuovo, si concentra più sulla sua paura che sull’eseguire il salto nel modo corretto. Se è questo il problema, è davvero importante tornare alle basi e lavorare per ricostruire la fiducia del cavallo su ostacoli ed altri elementi, magari appariscenti (cancellini, fossi) che saranno presenti in gara. È anche fondamentale che il cavallo sia rispondente agli interventi del cavaliere, in modo che quest’ultimo possa reagire rapidamente a qualsiasi arretramento/tentennamento, mantenendo un buon galoppo e un buon ritmo in avvicinamento al salto.
  2. È lavorato bene in piano? Un buon saltatore ha sempre bisogno di un buon galoppo per affrontare il salto nel migliore dei modi possibili. In parte ciò è dovuto all’abilità naturale del cavallo, ma si può sempre migliorare. Attenzione: disporre di “un buon galoppo” non significa andare “a manetta”, “a pancia a terra”. Se il tuo cavallo manca di equilibrio o di impulso mentre galoppa, significa che bisogna lavorare di più su questa andatura. Il lavoro in piano è (sempre) la chiave per migliorare anche la capacità di attenzione di un cavallo. La chiave per un buon galoppo, utile al salto, è arrivare ad ottenere la possibilità di regolarlo (in termini di falcate più o meno ampie, ma sempre equilibrate), senza perdere mai l’impulso. Il cavallo dev’essere in grado di allungare e riunire facilmente, di modo che il cavaliere possa velocemente apportare eventuali modifiche durante l’avvicinamento all’ostacolo, senza mai perdere ritmo o impulso.
  3. È un cavallo giovane o poco lavorato? Bisogna sempre ricordarsi che saltare richiede propensione, forza (specie a certi livelli) ma soprattutto equilibrio, perciò un cavallo giovane, con poca esperienza, o un soggetto che manca di lavoro, potrebbe fare più fatica. I cavalli hanno bisogno di tempo per sviluppare il tono muscolare, la forza e l’equilibrio necessari per saltare; quindi se è giovane, bisogna continuare a lavorare, soprattutto sul piano (vedi punto 2), con costanza.
  4. È per qualcosa che stai facendo tu? Spesso non lo si vuole ammettere, ma capita che un cavallo faccia errore per qualcosa che sta facendo il suo cavaliere, magari involontariamente. Egli potrebbe non fare nulla di terribilmente sbagliato, ma con cavalli che sono particolarmente sensibili, non è necessario che lo sia. E magari il vostro istruttore continua ad urlarvi di non farlo, come agitare le mani o sedersi troppo presto durante il compimento della parabola sul salto, e dunque fargli inevitabilmente “prendere” una barriera con i posteriori. Provate a fare un semplice esperimento: fate montare e osservate il vostro compagno con un cavaliere più esperto, per vedere se cambia qualcosa o meno… PS: non serve sia Steve Guerdat! Fa sempre bene, confrontarsi con i propri, specifici limiti in sella, per superarli e migliorare.

© O.Belloli; – riproduzione riservata; fonte principale: FEI; foto di copertina: ©EqIn

 

 

 

 

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Redazione EQIN
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