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Inaccettabile! Minaccia di un Consigliere ad un tesserato FISE #emergenzacoronavirus

Inaccettabile! Minacce ad un tesserato FISE per l'emergenza Coronavirus
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07 marzo 2020 #news

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Non ce ne saremmo occupati se non riguardasse da vicino, molto da vicino, il nostro mondo equestre in questi giorni difficili, movimentati soprattutto da quella che prima di tutto, diciamolo, appare come grande confusione, veicolata solo ed esclusivamente (o quasi) dall’emotività e nervosismi connessi al momento: non stupiscono dunque tante reazioni inappropriate/decisamente fuori luogo, ma a tutto vi è un limite, specie se provengono da parte di chi riveste, in un modo o nell’altro, ruoli che sono comunque di direzione e coordinamento, e dunque dovrebbero far proprie ed incarnare, anzitutto, qualità come saggezza, fair play, adeguatezza, soprattutto circa le proprie risposte ed esternazioni.

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Su di un piano generale, premettiamo subito: per quel che ad oggi è la nostra critica situazione, servirebbe anzitutto scomodare “la testa”, ossia la razionalità. A scapito degli interessi personali e/o economici (ossia accantonando quelli del proprio orticello), attualmente serve, prima di tutto e soprattutto, senso civico. Il nostro atteggiamento, quello di tutti, dovrebbe essere quello che, al di là della specifica situazione (pur dipendente dalla specifica prassi da adottare per evitare il contagio del virus), si operasse in ogni modo per “non cooperare” al collasso totale della sanità pubblica – che ad oggi in alcune regioni è già “a tappo” –  anche e solo in virtù del fatto che, al di là dei codici rossi per altre motivazioni diverse dal coronavirus, tutti gli altri accessi da pronto soccorso via via saranno ovviamente ignorati rispetto a questa odierna e grave emergenza.

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Dunque? Possibile che non ci si renda conto di cosa davvero rischiamo, a fare quelli che ad oggi “se ne infischiano” del contagio di questa “presunta” simil banale influenza che ancora, secondo il sentire di molti “superficialotti” insensibili, “uccide solo i vecchi”? Eppure ci sono parimenti tante testimonianze ed appelli autorevoli, da parte di medici e operatori direttamente coinvolti, che ci dicono di fare tutto quanto è in nostro potere per evitare il contagio e di propagare la malattia, non fosse peraltro perché, se anche da contagiati non si finirà comunque in terapia intensiva, almeno non finiremo per andare a congestionare ulteriormente gli ospedali (già sarebbe tanta manna). Quanta amarezza, quanta semplificazione/sottovalutazione da parte di noi “italioti”, disposti a tutto pur di continuare a farsi i cavoli propri. Tuttavia, al di là di esagerati allarmismi, lo si ribadisce: la tutela della salute di ogni singolo, ossia la salute collettiva, dev’essere il solo obiettivo primario, ad oggi.

ANNULLARE, SOSPENDERE, RINVIARE. Durante quest’ultime settimane sono state e sono queste le parole d’ordine, specie per chi organizza o promuove manifestazioni pubbliche. Stiamo vivendo un tempo delicato, incerto, di attesa. Però, va evidenziato anche che, come in ogni momento di crisi, si affaccia anche l’opportunità di rallentare, fermarci e riorientare i nostri piani. A queste parole d’ordine dovrebbero seguirne altre, come: RIPENSARE, RIPROGRAMMARE, RILANCIARE.

Spiace non sia affatto così, in tante situazioni in corso – pur informate, o comunque “avvertite” dalle Istituzioni, in più e più occasioni. Portiamo a mo’ di esempio l’interpretazione relativa all’ultimo DPCM fornite dall’Avv. Stefano Mossino, vice Presidente del CONI Piemonte, il quale, senza se e senza ma, è esplicito circa il concreto rischio epidemiologico e lo stato emergenziale della diffusione, grave, nonostante le “concessioni” (attività che si possono comunque svolgere a porte chiuse ecc.). E dunque parimenti avvisa, per gli eventi sportivi, sui rischi cui si espone ogni Organizzazione, visti i “vuoti interpretativi” che immancabilmente ogni Decreto, ed in particolare l’ultimo, può contenere. Trattandosi vieppiù di materia poco codificale, quale appunto è la “salute pubblica” (in evidente stato di emergenza e dunque in fieri per ciò che riguarda la situazione di gravità), ad essere in oggetto, come esplicitato a chiare lettere dal citato Avv. Mossino, è il fatto che: “[…] con questo Decreto, salvo disposizioni interpretative differenti, non possiamo tenere eventi” (per leggere il testo integrale: clicca qui).

Come responsabile del Centro Ippico, parte del Comitato Organizzatore, voglio comunque svolgere il concorso equestre programmato? Si, certo, lo posso attualmente fare (anche in zone limitrofe a quella indicata come “rossa”). Tuttavia, a livello di responsabilità, ad oggi per quelli in essere è uno scarica-barile: i Centri Ippici che si appellano al fatto che la Federazione e la Regione han dato comunque il proprio placet, i quali a loro volta stanno minimizzando/sottovalutando il fatto che il Decreto ha anche esplicitato che, comunque, durante gli eventi, oltre a dover esser svolti outdoor e a porte chiuse per l’eventuale pubblico – con lista degli ingressi, dovranno esser realizzati e garantiti controlli sanitari da parte di medici titolati e reclutati del comitato organizzatore stesso circa lo stato di salute dei presenti (diciamolo: più facile a dirsi che a farsi: dato anche che, se pure le  – eventuali – risorse di professionisti medici in campo siano atte, puntuali e precise nello svolgere l’indagine, essendo la malattia anche asintomatica – ormai lo sappiam tutti – ma molto infettiva e comunque potenzialmente poi letale per altri, non si capisce come dovrebbero operare e discernere, salvo col fare un tampone ad ogni soggetto che accede al centro ippico per il concorso?

Dunque, ok; in base a tutto ciò, diteci anche voi che senso ha svolgere comunque una manifestazione, anche a porte chiuse, ed assumersi i rischi relativi a contagi ulteriori seppur con involontarie propagazioni del virus, quando tutti gli sforzi della nazione intera ad oggi sono rivolti praticamente solo ed esclusivamente al contenimento dell’epidemia.

Forse basterebbe pazientare, adeguarsi, attenendosi alle disposizioni stricto sensu – senza escamotage – per contribuire a tornare all’auspicata normalità: ce l’han detto da diverse fonti istituzionali, più e più volte. Ci han dato delle indicazioni, se vogliamo a maglia molto larga. Tuttavia, non lamentiamoci se domani arriveranno anche i divieti, quelli veri e propri.

Ad oggi dunque regna la confusione; in tutto ciò, ci è stato segnalato un atteggiamento/risposta preoccupante, da parte di un Consigliere FISE, chiamato direttamente in causa sui social network in merito ad un caso specifico, esplicitando un comportamento massimamente eloquente in questo complessivo stato di confusione, ovvia preoccupazione e de-responsabilizzazione. Ok, se vogliamo quello che stiamo per presentarvi è un caso particolare, ma a nostro avviso è da evidenziare perché comunque, anche solo ipoteticamente, potrebbe valere per tutti noi: era infatti infine necessario, a fronte della generale questione (problematica) Coronavirus, arrivare a minacciare un tesserato FISE circa eventuali provvedimenti disciplinari, solo perché ha “osato” parlare e mettere in discussione una situazione, divulgando sui social network il suo difficile vissuto e ovvia preoccupazione e sollevando dubbi sulle responsabilità dello svolgimento circa l’evento che si sta/stava svolgendo nel Centro Ippico del quale il soggetto è socio?

Scandaloso! Minacce durante l'emergenza Coronavirus: interessi in barba al buon senso

Scandaloso! Minacce durante l'emergenza Coronavirus: interessi in barba al buon senso 2

Scandaloso! Minacce durante l'emergenza Coronavirus: interessi in barba al buon senso 3

Il Consigliere ha dunque ribattuto “finendo” con l’appellarsi supponiamo al comma 2 lettera b) del Regolamento di Giustizia Federale (visto che il paragrafo 1.3 da lui succitato accenna a tutt’altra materia), ovvero alla disposizione per la quale “ogni dichiarazione lesiva della reputazione, onorabilità e del prestigio di Ufficiali di Gara, Organi Federali Centrali e Periferici, Associazioni, Enti Affiliati o Aggregati, Tesserati, particolarmente se è stata resa a mezzo stampa, radio, televisione, a mezzo internet, e non tempestivamente rettificata a mezzo degli stessi” invitando dunque, senza tanti giri di parole, il tesserato a smetterla, ossia a tacere. Sic est. Gli screenshot del dialogo di cui supra, ovviamente con rispetto delle fonti ed autorizzazioni alla divulgazione concesse, è una cosa che a nostro avviso ad oggi, dato lo stato di emergenza/confusione, ha dell’incredibile e, soprattutto, dell’inaccettabile.

Chiaramente, potrete facilmente ricostruire la situazione in essere da quanto pubblicato: a noi interessava proteggere l’anonimato del tesserato, non quello degli altri soggetti pubblici coinvolti; anzi, ci stiamo prodigando a divulgare il loro assai discutibile atteggiamento e reazione in questa seppur specifica situazione. Per chiunque sia interessato e titolato ad avere maggiori informazioni, la nostra redazione è ovviamente a disposizione. Noi andremo avanti e, come stampa, interpelleremo tutti i canali utili, al fine che venga pure preso in considerazione un eventuale richiamo disciplinare per chi, comunque, con questo atteggiamento, dimostra in toto di non rappresentarci e tutelarci in qualità di iscritti.

Non abbiamo rilevato inoltre accenno alcuno a come in quello specifico contesto (come in altri concorsi) si intenda in questi giorni ottemperare a quanto disposto dall’articolo 1, c. 1, lettera c) del DPCM 04 marzo 2020, ovvero che “le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano.” E’ stato infatti lo “spinoso” tema dei controlli, delle rilevanti responsabilità del “personale medico” a fare “saltare” numerosi eventi (non solo equestri) sul territorio nazionale. Alcuni Centri Ippici hanno dimostrato intelligenza e lungimiranza annullando i propri eventi calendarizzati per questo weekend, proprio ammettendo di non essere in grado di ottemperare in tutto e per tutto alle disposizioni indicate dal Decreto. Han letto ed interpretato bene…

Su questo aspetto infatti, l’intervento interpretativo del Vice presidente del CONI Piemonte Avv. Stefano Mossino risulta illuminante: “proprio perché scompare il riferimento alla distanza di sicurezza, che è impossibile per l’evento sportivo e l’attività agonistica, per seguire le finalità della norma (salute pubblica e quindi contenimento del virus) il legislatore fissa l’assenza del pubblico (porte chiuse o all’aperto senza il pubblico) e trasferisce il controllo a contenere il rischio della diffusione all’organizzatore dell’evento o alla società dove si svolge l’allenamento“.

Quest’oggi si disputeranno altri concorsi equestri, starà quindi alla coscienza civica del lettore “buon cittadino” segnalare eventuali assenze di controlli sanitari alle autorità competenti affinché possano intervenire a tutela di quel bene prezioso che è la nostra salute pubblica rispetto alla quale i prossimi giorni saranno cruciali; il bilancio e le direttive future dipenderanno anche e soprattutto da ciò che è stato fatto da tutti i cittadini, in vista del bene comune.

© B. Scapolo; riproduzione riservata; foto archivio © A. Benna / EqIn

 

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