Intervista ad Emily Cole, una cartoonist in sella
10 aprile 2020 #focus
Per chi nutre la passione dell’equitazione a 360° gradi e non ha abbandonato l’hobby dei fumetti, o lo ha coltivato con la stessa dedizione, ha sicuramente presente la profonda influenza dei cavalli nelle tavole di molti artisti. Tra queste ricordiamo infatti il duo western Luky Luke e Jolly Jumper o il nostrano cavallo Lodovico, uno dei personaggi delle strisce di Lupo Alberto:

Non mancano poi presenze approdate sul piccolo schermo come Cocco Bill e il suo imbranato destriero Trottalemme, usciti dalla penna del grande fumettista Benito Jacovitti e partecipi del leggendario Carosello, quello della televisione ben inteso!

Più vicine a noi invece sono le animazioni del grande schermo, come “Spirit cavallo selvaggio” creazione DreamWorks del 2002 o il già citato e irriverente BoJack Horseman (+info: clicca qui). In buona sostanza, che sia una tavola o un cartone animato, il cavallo ha popolato da sempre il mondo dell’animazione e del fumetto.
E mentre quest’ultima dimensione si è ridotta sotto i colpi del tempo da fenomeno di massa e generazionale ad un pubblico sempre più di settore, c’è chi al tempo dei social media sembra essere riuscito a far galoppare il cavallo a fumetti anche sulle pagine di Facebook ed Instagram. Stiamo parlando di Emily Cole, una giovane amazzone inglese che, abbandonata la carriera d’architettura, ha devoluto le sue abilità grafiche alla passione per l’equitazione.
Navigando sul suo profilo instagram si apre un mondo di scenette divertenti e tipiche di molte scuderie. La sua pagina web (www.emily-cole.com) ci si presenta un’appassionata di equitazione con due stupendi destrieri Echo e Swift. I cavalli di Emily, ed ora mi riferisco ai fumetti, la cui particolarità sono grandi occhi espressivi, sono i compagni di tutti i giorni dei cavalieri che li seguono nelle loro giornate, sia nel combinare disastri sia nell’essere inseparabili amici.
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‘Believe in yourself’ – ©️Emily Cole Illustrations – #emilycoleillustrations
In questi giorni l’abbiamo raggiunta virtualmente e siamo riusciti a farci narrare una straordinaria avventura iniziata proprio dalla passione per l’equitazione.
[A.S.]: Ciao Emily! Ora cartoonist, ma prima ancora amazzone e una formazione da architetto, come iniziato tutto?
[E.C.]: “Al termine del mio periodo scolastico non avevo idea di cosa avrei fatto. Durante una giornata di orientamento mi sono avvicinata a un tutor, che in un breve colloquio mi consigliò architettura. Così mi chiesi seriamente cosa avrei dovuto fare in questo studio. Il primo ostacolo fu che non avevo mai studiato arte e, più precisamente, non sapevo neanche se fossi stata in grado di disegnare! Per fortuna grazie ad un amico che mi insegnò un po’ di tecnica, riuscii ad accedere alla facoltà di Architettura. Furono anni intesi, con ore e ore di studio, e per chi di voi studia design o è nell’abito artistico sa bene che ogni progetto non conosce una “fine”, c’è sempre qualcosa che può essere aggiunto. Non so di preciso perché, ma durante l’ultimo anno cominciai a disegnare cavalli. Anche finita la triennale, durate il mio tirocinio, mi trovavo a casa dopo il lavoro a perfezionare sempre di più le mie abilità nel disegnare i miei destrieri. Alla fine era diventato impossibile dare il 100% in entrambe le attività. Con grande incertezza presi la decisione più importante della mia vita e abbandonai gli studi. Per quanto terrificante fosse, sono così felice di aver dato un’opportunità al disegno!”
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[A.S.]: Parlando delle tue tavole, gli occhioni dei tuoi cavalli stanno conquistando il pubblico dell’equitazione, hai avuto qualche influenza artistica? cosa ti ispira maggiormente?
[E.C.]: “In tutta onestà, ho pensato che questa è la maniera nella quale chiunque disegna fumetti! Fu quasi una sorpresa quando le persone hanno cominciato a riferirsi al particolare degli occhi come un aspetto unico dei miei disegni. Detto ciò, trovai la copia di “Bible stories for Childern”, che ero abituata a leggere da piccola, e in essa sono presenti questi fumetti con gli occhioni. Io e mio marito scherziamo spesso sul fatto che l’ispirazione possa essere venuta proprio da lì! Mi ricordo l’adorazione per i disegni di Norman Thelwell e il desiderio di avere uno stile personale, ma non ho mai pesato che avrei mai raggiunto un livello sufficiente”.
[A.S.]: Cosa ti ispira maggiormente?
[E.C.]: “In breve, i cavalli sono la mia ispirazione. Se passi del tempo con un animale, sia esso un cavallo o no, cominci a cercare di cogliere la sua personalità. Ascolto spesso le storie che i miei clienti raccontano o baso miei schizzi sull’esperienza personale e dei miei amici. Qualche volta faticando alla ricerca di un’intuizione, visito la mia famiglia o gli amici che hanno cavalli e fino ad ora sono sempre rientrata con nuove idee. Ugualmente, quando vado a degli eventi ho con me un taccuino, sul quale getto i miei pensieri”.
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[A.S.]: Sappiamo come sia difficile in questo momento fare piani per il futuro, ma hai qualche progetto per i tuoi fumetti?
[E.C.]: “Si, è una situazione veramente difficile, ma penso sia sempre un bene avere qualche idea per il futuro. Il mio attuale progetto a lungo termine è un libro, una collezione di disegni, ma questo necessiterà di molto tempo per nascere. Nel breve termine sto lavorando ad un calendario per il 2021, sperando che sia un anno più raggiante per tutti noi! Ho in ultimo molti nuovi prodotti con motivi Cross Country e le tazze di design”.
© Antonio Sforacchi; riproduzione riservata; in copertina © Emily Cole Illustration



















