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Leggerezza a cavallo: intervista all’istruttore Massimo Basili

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18 marzo 2017 – #focus

In equitazione, il classicismo è uno stato d’animo che ignora epoche, frontiere e specialità […] un’esigenza sia etica che estetica al servizio dell’Arte equestre. Implica il rifiuto delle soluzioni facili di cui il cavallo paga il prezzo e la ricerca permanente dell’efficacia nell’economia dei mezzi. Scarta gli effetti spettacolari ottenuti con la costrizione e si attiene invece alla purezza delle andature e alle arie votate a sublimare il cavallo e a garantire la sua longevità (Philippe Karl, Derive del dressage moderno, ricerca di un’alternativa “classica”, Equitare Casa Editrice)

Le parole del maestro francese Philippe Karl, con il quale abbiamo avuto preziosa occasione di realizzare recentemente un’intervista, racchiudono con semplicità e in poche righe uno dopo l’altro i tratti distintivi e i principi fondanti di un’equitazione costruita sul rispetto e sull’amore per il cavallo: l’Ecòle de Légèretè. Di queste parole e dei principi della leggerezza ne fa tesoro e metodo di lavoro Massimo Basili, allievo della scuola di Karl, che ha sposato con grande entusiasmo il nostro desiderio di raccontare la sua storia e la sua esperienza nella Scuola della Leggerezza. Bellezza, libertà d’espressione, assenza di coercizione, sono le chiavi di lettura di un dialogo attraverso il quale abbiamo scoperto, passo dopo passo, una filosofia e un metodo dove serenità e collaborazione collocati al primo posto possano essere soluzione di lavoro efficace per cavallo e cavaliere, e non un sogno irraggiungibile.

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Massimo Basili

Massimo Basili è stato per dieci anni istruttore di III livello dell’Ecole de Légerèté, ancora prima istruttore FISE di terzo livello, dedito a tutte le discipline olimpiche ma rivolto, prima come cavaliere e poi nell’insegnamento, principalmente al salto ostacoli. Una vita professionale trascorsa come comunemente si osserva tra i tecnici, concorsi, trasferte, corsi di aggiornamento e così via. Poi un incontro importante. «Nel 1999 qui in Italia, durante uno stage a Milano, ho incontrato Philippe Karl. In un momento molto particolare della mia carriera professionale, ero alla ricerca di qualcosa di diverso che potesse portarmi a ritrovare l’entusiasmo e la motivazione che stavo via via perdendo. Non solo nell’insegnamento, ma anche nel montare a cavallo, mi rendevo conto che tutto si stava da tempo riconducendo ad una rincorsa continua verso il cavallo migliore, una situazione migliore nel binomio, ma senza giungere mai a soluzioni tecniche efficaci e risolutive». E Massimo ci ha raccontato come l’incontro con il maestro Karl si sia rivelato l’incontro giusto al momento giusto per attuare la svolta: «Ho potuto osservare nell’immediato un istruttore in grado di offrire soluzioni al proprio allievo nel montare a cavallo, ma soprattutto nel lavorare insieme a lui. Una persona che trasmetteva messaggi importanti, spiegando come giungere a realizzare determinate cose, ma soprattutto perché finalmente non era più un usare il cavallo, ma un cammino reale verso l’addestramento». Da qui l’inizio di un nuovo percorso: «Certamente difficile all’inizio» racconta Massimo, «si fa fatica a cambiare, a reinventarsi, a lasciare la vecchia strada che conosci molto bene, nella quale ti trovi a tuo agio e per la quale i tuoi allievi ti conoscono».

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Dopo alcuni anni di esperienza maturata, sempre più padrone della materia e dopo numerosi stage e lezioni tecniche insieme al maestro Karl, Massimo Basili frequenta nel 2004 il Corso Istruttori e nel 2007 diviene Istruttore dell’Ecole de Légerèté.

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[M.C.B.]: Esiste dunque un iter da seguire. Come si diventa Istruttore della Scuola della Leggerezza?

[M.B.]: «Il primo step è partecipare al Corso Istruttore a Fara Gera d’Adda, in provincia di Bergamo, presso il Centro Equitazione Deiana, con Bertrand Ravoux, referente per l’Italia. Il corso si sviluppa in tre appuntamenti all’anno della durata di quattro giorni, interessanti non solo per chi desidera formarsi nell’equitazione classica, ma anche per chi semplicemente desidera osservare: l’arricchimento tecnico è assicurato».

Massimo Basili

[M.C.B.]: Chiunque può decidere di partecipare?

[M.B.]: «I corsi sono di libero accesso. C’è poi una sorta di selezione operata da Bertrand sulla base dell’esperienza e delle capacità del cavaliere fino a quel momento. Generalmente si tratta sempre di allievi che hanno dapprima svolto un percorso insieme ad un istruttore della scuola, la preferenza è volta a chi ha già nel proprio background questo primo percorso iniziale, in realtà però non esiste un vero limite».

La grande bellezza di questa equitazione, per chi sta pensando di avvicinarsi oggi a quello che per molti è un mondo ancora lontano da una condizione incoraggiante, come ci racconta con fermezza Massimo, è anche e soprattutto determinata dal fatto che non siano necessari cavalli dalle grandi doti, ma parliamo di un lavoro che può adattarsi a qualsiasi soggetto, di qualsiasi razza, età e morfologia, anche con difficoltà fisiche o caratteriali: «non deve essere necessariamente un cavallo da dressage, qualsiasi soggetto può essere portato ad un medio e alto livello senza costrizioni».

[M.C.B.]: Un’equitazione quindi per tutti, anche per qualsiasi cavaliere?

[M.B.]: «Assolutamente sì, per qualsiasi cavaliere. Molto spesso mi è capitato di incontrare chi decide di intraprendere questo percorso con me e poco dopo confessa di non aver provato prima ad avvicinarsi all’equitazione classica perché non si sentiva all’altezza della situazione. Niente di più sbagliato. Basta avere un minimo di indipendenza degli aiuti, un minimo di padronanza di gambe e mani, perché è tutto da costruire, tutto in divenire. Si può quindi cominciare davvero da zero, perché sì, si tratta di seguire una scuola molto rigorosa, un’equitazione difficile per il cavaliere, ma facile per il cavallo. Come afferma Karl: è un’equitazione dove è importante il tatto equestre, qualità che nel tempo possiamo acquisire, ma i cavalli, i cavalli possono imparare qualsiasi cosa».

[M.C.B.]: Massimo puntualizza dunque come loro, i cavalli, possano essere davvero delle più diverse estrazioni, anche i più difficili, quelli con meno equilibrio e con le andature più modeste possono trarre vantaggi incredibili e raggiungere qualcosa che a noi sta molto a cuore: incrementare la propria longevità.

[M.B.]: «Questo approccio è certamente un modo per preservare il cavallo da problemi fisici che possono derivare da un lavoro comune disattento. Zoppie subdole e particolari, con un lavoro corretto, da poco tempo a qualche mese possono risolversi».

La scuola della leggerezza è dunque traducibile anche in una ginnastica. Una ginnastica fondamentale per il cavallo che rivede i concetti dell’equitazione ai quali tutti siamo comunemente abituati. E che ritrova nel maneggio la sua palestra.

[M.B.]: «Come ripete spesso Philippe Karl “il cavallo prima di fare dressage deve fare ginnastica”, lavorare in equilibrio, decontratto, senza opposizione al cavaliere, nella fiducia mentale oltre che fisica. Una ginnastica che non solo aiuta il cavallo a non peggiorare le sue andature, come capita invece a molti cavalli scartati dalle competizioni, ma ad esaltarle».

[M.C.B.]: Un concetto molto importante, punto fermo della scuola della leggerezza e in controtendenza a quanto siamo comunemente abituati, è legato proprio al significato di leggerezza. Questa è un obiettivo da perseguire immediatamente, ciò che arriva invece alla fine, come risultato della ginnastica, è la riunione. Che cosa significa?

[M.B.]: «Quello che un cavaliere comunemente cerca è proprio la riunione. Per avere un cavallo agli ordini sembra che che la riunione sia fondamentale, per un cavallo che sia in mano, ricettivo. In realtà la riunione è ciò che arriva solo alla fine. Quello che dobbiamo avere nell’immediato è un cavallo che comprende gli aiuti del cavaliere, le mani e le gambe. Non da subito ricercare un particolare movimento degli arti, ma una rispondenza immediata del cavallo a disposizione del cavaliere. In senso storico questa è una rivoluzione che ha fatto Francois Baucher nell’800. Una volta si pensava che prima di avere un cavallo leggero si dovesse raggiungere la riunione, lui ha invertito questo concetto, parlando di un cavallo che deve, fin dall’inizio, offrire la decontrazione della mascella: il cavallo dà la bocca, la mobilizza e attraverso questo riduce le sue resistenze fisiche. Fisiche, ma soprattutto mentali. Attraverso questa chiave di lavoro che è partire dalla bocca possiamo disporre della testa, dell’incollatura e di tutto il suo corpo per avere la possibilità di lavorare il cavallo e portarlo alla riunione senza problemi. Tuttavia, va anche detto che molti concetti espressi da Baucher sono altrettanto negativi, da tralasciare, non attuali, a volte pericolosi. Bisogna avere la competenza di sapere cosa scegliere. La scuola infatti non si riferisce solo a lui. Il metodo, che grazie alle continue revisioni apportate da Karl e dai suoi allievi, può essere considerato una vera e propria filosofia, trae ispirazione da tutta la letteratura equestre classica soprattutto di nazionalità francese come La Guérinière, maestro del 700, il generale L’Hotte ma anche, nel salto ostacoli, Caprilli. Philippe Karl ha così codificato un metodo e lo ha reso fruibile a tutti, oggi».

[M.C.B.]: E proprio per il salto ostacoli?

[M.B.]: «È una ginnastica fantastica. Ci sono cavalieri di salto che seguono questa idea di lavoro, che l’hanno seguita o la praticano personalmente senza diffonderla. Facilita assolutamente le qualità e migliora la tecnica del cavallo sul salto. Si dice che il lavoro in piano è in funzione del salto, questo è risaputo, ma l’attuale lavoro in piano non facilita le cose. I migliori cavalieri di salto molto spesso si limitano purtroppo a mettere in atto una sorta di allenamento. Questa è una vera ginnastica».

[M.C.B.]: Un lavoro in sella ma anche, come scoprirà chi deciderà di avvicinarsi alla scuola della leggerezza, in gran parte da terra, che offre quindi delle risposte. E forse quella che ci preme di più è quale sia il riscontro nell’atteggiamento del cavallo e quali i tempi delle sue risposte:

[M.B.]: «Il riscontro è immediato nel cavallo» afferma Massimo; «a volte rilevo personalmente un cambiamento già nella prima lezione, è qualcosa di davvero immediato. Dipende poi molto dal cavallo in sé, per quelli da “ricostruire” perché hanno magari avuto un addestramento sbagliato, troppo duro, i tempi sono indubbiamente più lunghi, ma anche con cavalieri non esperti si riscontrano dei risultati incredibili in poco tempo. Ciò non toglie che per un riscontro immediato bisogna avere una buona esperienza. Molti allievi in tre giorni di lavoro, il mio monostage, migliorano la propria condizione e sono in grado di portare avanti da soli il programma di lavoro assegnato. Fare un progresso ulteriore richiede un maggiore esperienza e ulteriori incontri. Ma ciò che si vede subito è la serenità negli occhi del cavallo, che comprende nuovamente ciò che gli si chiede, comunica con il cavaliere in modo “normale”, non lavora più cercando di difendersi dagli aiuti ma ascoltando».

[M.C.B.]: Come non poter definire già questo un riscontro positivo! Un metodo, una filosofia, alla quale davvero tutti possono avvicinarsi dunque, indipendentemente dalla disciplina praticata quotidianamente, anzi, a supporto di questa. E in riferimento a questo, verso la conclusione di una bellissima intervista di scoperta, dove la passione e la dedizione verso il proprio lavoro si percepiscono ad ogni parola, tocchiamo un punto ancora oggi delicato, l’applicazione della scuola della leggerezza alle discipline olimpiche e in particolare a quella che ad essa potrebbe esserle più vicina, il dressage:

[M.B.]: «Le regole del dressage e i criteri di valutazione nei concorsi non corrispondono all’idea classica di leggerezza. Quando un giudice osserva un cavallo dietro la verticale non lo sanziona come dovrebbe, cavalieri appesi alla bocca del loro cavallo non sono sanzionati così come sarebbe corretto. L’idea di leggerezza nella scuola classica è differente. Ritengo che purtroppo, nel tempo, si sia persa una certa eleganza. Un cavaliere che lavora in piano con i criteri della leggerezza di scontrerà inevitabilmente e duramente con la realtà che vige nelle competizioni di dressage e con i suoi criteri di valutazione, e per questo la sconsiglio. Purtroppo per ora, l’atleta di questa specialità si trova a dover scegliere se seguire il lavoro in leggerezza o l’attività agonistica».

Tuttavia, le altre discipline ne traggono grande beneficio, tra gli allievi di Massimo Basili cavalieri di endurance, salto ostacoli, completo. Una grande soddisfazione per Massimo, come per ogni istruttore in senso lato, è ovviamente la risposta delle persone. Sempre maggior interesse in Italia per questo metodo, sempre più persone entusiaste, sempre più istruttori provenienti dal mondo ufficiale che desiderano avvicinarsi alla leggerezza: il cambiamento allora può avvenire, se non dai vertici, dal basso.

Chi desidera seguire l’attività professionale di Massimo Basili, gli stage e gli open day organizzati in tutta Italia troverà informazioni e contatti utili sul suo blog Le Grand Hippo-Théo, dove trovano ancora spazio contenuti di valore, volti a qualcosa a cui tutti miriamo, il benessere del nostro cavallo.

© Riproduzione riservata – Maria Cristina Bongiovanni; photos courtesy M. Basili.

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