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Lucia Vizzini Le Jeune tra sport e famiglia: ritratto di un’amazzone e mamma

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19 gennaio 2019 #focus



E’ con Lucia Vizzini che parliamo quest’oggi, amazzone azzurra classe 1976, grintosa e determinata, che si racconta in modo diretto, senza troppi fronzoli, descrivendo con semplicità la sua eccezionale quotidianità tra cavalli, famiglia, agonismo ed impegni lavorativi.

C.B.: Iniziamo parlando di Basilea. Sei reduce da un weekend di buoni risultati, podio sfiorato per ben due volte, una delle quali nel GP di Longines FEI World Cup; tutto sommato puoi dirti soddisfatta?

L.V.: Assolutamente sì, anche perché ho trovato un livello di difficoltà decisamente alto a Basilea, sia il percorso, sia i partenti e il campo. Sono stata anche in Spagna, a La Coruña, sempre per una tappa di World Cup… ma lo scorso weekend in Svizzera il livello era nettamente superiore.

Lucia Vizzini Le Jeune tra sport e famiglia: ritratto di un'amazzone e mammaC.B.: Quali cavalli hai portato in gara?

L.V.: Ho portato il mio grigio, Cabalgaro Z (nella foto qui sopra), che conosco molto bene dato che lo monto da quando ha sei anni e ora ne ha dieci… quindi l’ho vissuto in un’importante fase di crescita, praticamente l’ho prodotto io. E poi Filou de Muze, che in realtà sarebbe di mio marito (Philippe Le Jeune): lo monta da quando ha tre anni, è un cavallo fantastico, un fuoriclasse. Io non ho meriti, perché è davvero facile, collaborativo e intelligente.

C.B.: Continuerai a montarlo o lo restituirai alla legittima monta di tuo marito? 🙂

L.V.: Spero vivamente di continuare a montarlo! Mio marito me l’ha ceduto perché al momento è impegnato con altri cavalli giovani… tra me e Filou si è creato subito un bel feeling, ma anche perché ripeto, quel cavallo è davvero un fuoriclasse; basti pensare che a Basilea era la quarta o quinta volta che uscivo in gara con lui.

C.B.: Avevi già partecipato a competizioni internazionali di questo calibro?

L.V.: Si, ero già stata in gara in Coppa del Mondo anni fa, a Verona, Olimpia e Lipsia. Anche quest’anno sono stata a Verona, mi ha fatto piacere tornare in Italia in quell’occasione, ho trovato molte persone che mi hanno dimostrato affetto.

Lucia Vizzini Le Jeune tra sport e famiglia: ritratto di un'amazzone e mamma 3

C.B.: A tal proposito, com’è stato per te trasferirti in Belgio? Soffri la mancanza di casa o ti sei ambientata velocemente?

L.V.: Diciamo che sono stata subito ben felice di spostarmi qui; anche perché avevo conosciuto Philippe ed è stato naturale ad un certo punto raggiungerlo qui, ora abbiamo due bambine: la mia famiglia è qui. Io sono originaria di Roma, ma ho vissuto dieci anni a Udine collaborando con la famiglia Menazzi, con cui ho avuto cavalli in partnership, e con il mio ex marito; una volta chiuso questo capitolo sentimentale ho deciso che non aveva più senso stare lì e sono andata avanti con la mia vita. Ovviamente dell’Italia mi mancano il cibo ed il caffè espresso, quello ben fatto, che ti procura una leggera tachicardia…

Lucia Vizzini Le Jeune tra sport e famiglia: ritratto di un'amazzone e mamma 1

foto courtesy L. Vizzini

C.B.: E’ difficile conciliare il tuo ruolo di mamma con quello di amazzone?

L.V.: Difficilissimo! anche perché le priorità cambiano completamente; prima l’agonismo per me era un’ossessione, la prima preoccupazione, il primo pensiero ed il primo obiettivo; ora ciò che per me viene prima di tutto sono le mie figlie. Per questo motivo ho dovuto rallentare la marcia, faccio sicuramente meno gare e faccio il possibile per montare i cavalli al mattino e avere il pomeriggio libero da trascorrere con le bambine, anche se non sempre è possibile. Gli ultimi due mesi infatti sono stati intensi: sono stata a Liegi, a La Coruña, a Verona e a Basilea…uscendo meno in gara si perde un po’ l’abitudine, ti viene a mancare quella che magari una volta era la routine; ma al momento ho due cavalli talmente bravi che dopo il primo percorso siamo praticamente già settati per il concorso.

C.B.: Chi ti ha trasmesso la passione per i cavalli?

L.V.: Mia mamma…montava a livello amatoriale; ma l’input è arrivato da lei.

C.B.: Insegnerai alle tue bambine ad andare a cavallo?

L.V.: Se vorranno si, ma di base devono fare quello che gli piace. E’ uno sport impegnativo che ti mette a confronto con uno stile di vita duro: io mi ritengo fortunata di aver fatto della mia passione un lavoro, cosa che non capita a tutti, però ritengo che questo tipo di vita sia impegnativa, quindi, per quanto riguarda le mie figlie, vedremo cos’avranno voglia di fare.

C.B.: Qualcosa che reputi reputi degno di nota nelle tue attività di gestione dei cavalli e della scuderia insieme a Philippe (Ecurie Le Jeune Vizzini)?

L.V.: La nostra scuderia è vicino al mare, ci sono spiagge sconfinate dove possiamo montare i cavalli e portarli in acqua, il sale fa benissimo ed è un forte anti infiammatorio quindi per i soggetti con problemi ai tendini è un toccasana, senza contare che l’aria è buona e ricca di iodio, quindi molti cavalieri ci mandano i loro cavalli per una sorta di “vacanza riabilitativa”, perché si possano riposare e rigenerare insomma…recentemente abbiamo avuto qui Chilli Willi dei Phillippaerts.

C.B.: Prossime gare?

L.V.: Non sono stata convocata nelle altre tappe di Coppa del Mondo quindi credo che riprenderò a regime con l’inizio della stagione outdoor.

Una bella chiacchierata, quella con Lucia Vizzini Le Jeune, che ha avuto la fortuna di poter coniugare cavalli, lavoro, amore e famiglia e dalle cui parole traspare la determinazione di una donna che ha deciso di portare avanti la carriera agonistica senza rinunciare al tempo prezioso da dedicare alle sue figlie.



©Chiara Belliure – riproduzione riservata; tutte le foto courtesy Lucia Vizzini Le Jeune



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