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Non sempre, e non solo, rinopolmonite: il caso svedese insegna

Attenzione all'equazione febbre = rinopolmonite: il caso svedese insegna
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07 marzo 2021 #focus

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Nel momento in cui nell’Europa intera è alta l’allerta a causa della grande risonanza e delle conseguenze – anche indirette, con la cancellazione degli eventi – che ha avuto per tutti l’individuazione dello scoppio del focolaio valenciano, bisogna tuttavia cercare di non farsi prendere dal panico e compiere i passi giusti, a stretto contatto con il proprio veterinario: se il cavallo presenta febbre, non necessariamente ciò significa che abbia contratto il virus EHV-1, potrebbe avere qualcos’altro! Secondariamente, anche se i test stabilissero che effettivamente si tratta di rinopolmonite, non è detto che svilupperà la forma più grave, quella neurologica, della malattia.

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Quanto successo allo show di presentazione stalloni dello Swedish Warmblood Studbook è massimamente eloquente in questo senso, dato che già serpeggiava la voce di un “focolaio svedese” di rinopolmonite, voce oggi finalmente smentita: ecco cos’è successo.

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Riferisce infatti il magazine svedese Ridsport.se che, dato che uno degli stalloni aveva la febbre alta, tutte le gare in programma per l’evento sono state immediatamente interrotte venerdì scorso. Portato urgentemente in clinica veterinaria, il giovane stallone malato, tuttavia, è risultato negativo al test EHV-1; una volta ottenuti i risultati dei numerosi prelievi eseguiti per capire allora cosa avesse – perché la febbre, com’è noto, è sempre un sintomo da non sottovalutare – il cavallo è risultato positivo al virus ECoV che è… nientemeno che un Coronarivus, quello che può colpire i cavalli (attenzione a non fare confusione: si tratta di un virus diverso dal COVID-19, e non può essere trasmesso agli esseri umani).

Il cavallo ora sta bene ed è stato autorizzato a lasciare la clinica, pur dovendo mantenere l’isolamento. Gli stalloni che hanno preso parte allo show possono tornare tutti a casa. I soggetti che erano nella stessa scuderia dello stallone malato dovranno però essere tenuti in isolamento per almeno altre due settimane, possibilmente anche quattro.

Senza cedere a facili isterie, dato che il momento purtroppo è particolarmente delicato per la gente di cavalli, sia a causa della circolazione del Covid-19 tra gli uomini, sia per lo scoppio dei focolai da rinopolmonite equina, occorrono delle specificazioni, perché tutti questi problemi connessi alle malattie infettive ci sono sempre stati: focolai da EHV-1, Equine Herpes Virus (Rinoneumonitis), nelle sue diverse forme, più o meno gravi, sono da sempre presenti nel mondo e purtroppo senza soluzione di continuità: non a caso esistono e sono in commercio da anni i vaccini. 

Per ciò che invece riguarda l’altra malattia, l’ECoV, è anch’essa molto contagiosa – molti cavalli possono però essere asintomatici e dunque non soffrire affatto per l’infezione -, il periodo di incubazione è breve, con un decorso solitamente non grave. Come indicato dalla Prof. Marianne Sloet, della Facoltà di Medicina Veterinaria di Utrecht – Olanda (veterinario incaricato dalla FEI dirigente l’emergenza di Valencia, dal 5 marzo scorso, in quanto esperta di malattie virali), “molti tipi di coronavirus sono presenti in diverse specie animali, inclusi gli esseri umani [e ben lo sappiamo… nda]. In linea di principio, questi diversi tipi di coronavirus appartengono a specie animali specifiche e quindi di solito rimangono con le loro specie animali “proprie”: esistono infatti anche il CCV = Canine Corona Virus (canino = cane) e l’FCV = Feline Corona Virus (felino = gatto).

“Abbiamo avuto problemi con l’ ECoV = Equine Corona Virus nei cavalli per un certo numero di anni: è un virus che si manifesta nei puledri e talvolta anche nei cavalli adulti”. Ma stop panic, come indica la Sloet: “Per il proprietario del cavallo: l’attuale infezione da coronavirus nell’uomo (COVID-19) e il coronavirus nei cavalli (ECoV) appartengono allo stesso gruppo di virus dal punto di vista della ricerca, ma in pratica non hanno nulla a che fare l’uno con l’altro. Per quanto è noto attualmente, gli esseri umani non si ammalano di coronavirus equino e il cavallo non si ammala di coronavirus umano“. (fonte: clicca qui).

© B. Scapolo; – riproduzione riservata; foto: © EqIn

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Redazione EQIN
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