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Quel che è utile sapere quando un cavallo necessita della Clinica veterinaria

Quel che è utile sapere quando un cavallo necessita della Clinica veterinaria
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Tra le angosce presenti in tutti i proprietari di cavalli: quando il cavallo deve esser ricoverato in clinica, non bastando più il solo intervento in loco del proprio veterinario. Che si tratti di una situazione d’emergenza o di un intervento programmato, la clinica è quasi sempre vissuta come un incubo che è meglio affrontare con una buona informazione ed una preparazione ottimale. Di seguito cercheremo di fare il punto.

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Un ricovero in una clinica veterinaria, sia programmato che imprevisto, è sempre una situazione eccezionale ma tuttavia non così remota: nonostante l’aspetto e la mole possente, i cavalli – specie quelli sportivi – sono enti estremamente fragili, sempre soggetti per concause a imprevisti (quali ad esempio una colica, tra le cause primarie di decesso improvviso, problema cui nessun equide è totalmente immune, anche quello gestito con più attenzione, oculatezza).

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Colica del cavallo: (tante) cose da fare e anche da evitare, ecco quali

Per quanto il pensiero delle cliniche veterinarie o degli ospedali possa spaventarci, la prima cosa da tenere sempre a mente è che queste strutture esistono per aiutare i nostri animali (e noi stessi) al meglio, nel modo più efficiente e mirato. La maggior parte delle cliniche dispone di un’ampia gamma di opzioni diagnostiche e di specialisti in loco 24h per risolvere problemi, spesso non affrontabili “in scuderia”. Tutto il personale di ogni Clinica farà il possibile per garantire e ripristinare il benessere dei cavalli e la tranquillità del proprietario, che in primis potrà affrontare l’emergenza o il problema con maggiore serenità, anziché vegliare in scuderia sul cavallo malato (peraltro senza esito di buona riuscita garantito).

Trasporto:

Per poter raggiungere rapidamente la clinica in caso di emergenza, il carico dovrebbe essere praticato regolarmente. Non importa il motivo per cui un cavallo deve andare in clinica: dovrà essere trasportato lì con un van. Lo stesso trasporto può rappresentare un vero e proprio stress per il cavallo, perciò è importante che sia ben organizzato per ridurre al minimo i rischi. Caricare un cavallo sul van è un impegno da non sottovalutare soprattutto se c’è una corsa contro il tempo di fronte ad emergenze di vario tipo. Tutto ciò può essere facilmente prevenuto: preparare al carico/spostamento dovrebbe far parte del piano di allenamento di ogni cavallo almeno una volta al mese.

Per quanto riguarda il trasporto è importante ricordare che la circolare congiunta tra Ministero dell’Interno e Ministero dei Trasporti dell’ottobre 2018 n. 16804 indica che ogni animale che viaggia, dunque anche l’equide registrato, ha bisogno di essere scortato dal documento di trasporto informatizzato (vecchio modello 4, o foglio rosa); l’unica eccezione che esonera dal produrre il modello 4 informatizzato è per lo spostamento da e per le cliniche veterinarie; ovviamente la direzione del mezzo deve coincidere con la sede della struttura, e quest’ultima, nell’eventualità fosse richiesto, attesterà l’arco di tempo in cui il cavallo ha stazionato in clinica ed emetterà un’autorizzazione perché quest’ultimo possa rientrare dov’è scuderizzato.

Ciò vale anche e soprattutto in caso di emergenza. In queste situazioni eccezionali può essere un vantaggio che il cavallo venga caricato sul van da altre persone, poiché la tensione emotiva del proprietario può essere facilmente trasferita al cavallo. In situazioni di stress, o se il carico nel van si trasforma in una situazione di potenziale pericolo per il cavallo e per chi gli sta vicino, può essere necessario o utile, dal punto di vista veterinario, sedare il cavallo.

Documenti:

Tutti i cavalli o pony, in base alle normative vigenti, devono essere accompagnati dal passaporto di riconoscimento messo a disposizione dei veterinari nel quale siano riportati il Test di Coggins (+ info: clicca qui) valido e negativo e le vaccinazioni obbligatorie. In caso contrario il cavallo non può essere ammesso alla struttura. Il passaporto del cavallo appartiene stricto sensu al cavallo e deve essere portato con lui durante la degenza ospedaliera.

Le emergenze sono ovviamente le situazioni in cui è più importante avere tutto sotto controllo, perciò è consigliabile avere sempre in scuderia, a portata di mano, tutti i documenti, tra cui il passaporto del cavallo (o una sua copia), nonché i numeri di telefono e gli indirizzi delle cliniche veterinarie più vicine (qualora non vi sia un veterinario a predisporre l’accettazione del cavallo, cosa che tuttavia accade normalmente: per fortuna, non è tutto e solo onere/impegno del proprietario).

Registrazione/Pagamenti:

Se è previsto il soggiorno in clinica è utile chiarire preventivamente le modalità di pagamento e il processo di registrazione: tutte le cliniche sono tenute, una volta svolto il check riguardo alla situazione, a presentare al proprietario un preventivo massimo di spesa. Se si dispone di un’assicurazione sanitaria o chirurgica per i cavalli, molte cliniche fatturano direttamente alla compagnia assicurativa, se presente.

Oggi il problema primario, da ambo le parti (clinica/proprietario effettivo) riguarda il fatto che molti proprietari non sono consapevoli di questa ulteriore eventualità di spesa per un cavallo, purtroppo non così remota. Quando si acquista un equide bisogna esser consci che a carico del proprietario non vi è solo il mantenimento e la gestione ordinaria, ma ovviamente anche tutte le cure/assistenza necessaria qualsiasi cosa accada riguardante la sua salute. Toccherebbe ai responsabili di scuderia, o mediatori nel processo di vendita, informare preventivamente le persone circa ogni eventualità (ricovero in clinica compreso), onde anzitutto tutelare e verificare l’effettiva possibilità di mantenimento (in tutto e per tutto) del cavallo cui entrano in possesso (e responsabilità), non meno che rendere consapevoli le persone circa l’impegno importante e concreto cui stanno per andare incontro in fase di compravendita.

Cosa portare in clinica:

A seconda della stagione può essere utile portare una coperta di cotone o pile (o anti mosche). Per quanto riguarda invece alimentazione e medicinali, secondo le indicazioni veterinarie, talvolta è anche necessario portare il proprio mangime e i medicinali in uso.

Il video a seguire, come esempio, mostra, evidenzia, più di tante parole, perché talvolta non è possibile intervenire senza, ossia fare a meno delle Cliniche Veterinarie: in primis, la struttura d’accoglienza e supporto è fondamentale. Questa è una realtà, del mondo del cavallo, cui tutti devono essere informati.

(17 ottobre 2024) © L. Badulescu / B. Scapolo – riproduzione riservata; foto in copertina: © vetsvet.com

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