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Colica del cavallo: (tante) cose da fare e anche da evitare, ecco quali

Colica del cavallo: (tante) cose da fare e anche da evitare, ecco quali
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21 gennaio 2020 #focus

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“Manifestazione di dolore viscerale addominale acuto, cronico o ricorrente”, questa la definizione di ciò che si intende clinicamente per colica. “Ogni cavallo ha possibilità di andare in colica”, afferma il Dr. Michael N. Fugaro (Mountain Pointe Equine Veterinary Services, full-service equine ambulatory practice servicing New Jersey & Pennsylvania. Counselor for veterinarians in the surrounding area and is a contract surgeon at B.W. Furlong & Associates, in Oldwick, New Jersey). “Il disturbo è indiscriminato per età, sesso, razza, attività o ambiente”.

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Nonostante gli anni spesi nella ricerca e nello sviluppo di nuovi metodi di diagnosi, intervento e cura – e sebbene alcuni significativi progressi in ambito scientifico siano stati fatti – la colica purtroppo rimane ancora la principale causa di decesso nel cavallo, una condizione di vera e propria emergenza.

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Senza voler gettare nessuno nel panico, a volte i sintomi che indicano che il cavallo è in colica possono essere non manifestamente espliciti: come spesso capita con i cavalli, molto dipende dal soggetto e dalla sua personale soglia di sopportazione del dolore. Pertanto, una profonda conoscenza dell’atteggiamento del nostro, quand’è in salute, dev’essere la prima fondamentale arma per un intervento tempestivo e dunque efficace: ad esempio, se un cavallo è sempre vigile, attento e giocoso, ed improvvisamente diventa apatico, distratto, vagamente a disagio, pur senza i tradizionali segni del problema (guardarsi la pancia, stendersi e non volersi alzare, raspare), bisogna indagare a fondo cosa c’è che davvero non va.

A volte tuttavia segni clinici lievi possono indicare anche una colica leggera che, se opportunamente trattata, risponderà bene, facilmente e rapidamente alle cure e risorse che si metteranno in campo, con una gestione minima. Purtroppo però ci sono anche dei casi in cui non è per niente evidente la gravità del problema e, a fronte di questi eventi, se il trattamento veterinario verrà ritardato, le conseguenze potrebbero essere fatali. Tuttavia, con interventi professionali mirati e tempestivi, la prognosi per le coliche dei cavalli è spesso molto buona se non addirittura eccellente.

La diagnosi reale in merito al subentro di una colica più o meno grave, afferma la dott.ssa Amy Plummer Weatherly (membro dell’University of Tennessee College of Veterinary Medicine), si basa su di un completo esame fisico condotto da un professionista (che valuterà suoni/rumori intestinali, temperatura, pulsazioni, frequenza respiratoria, compierà l’ispezione rettale e farà l’analisi dell’aspetto delle mucose ed eventualmente l’addominocentesi- rimozione del liquido addominale per valutazione – e/o intubazione naso/gastrica, ecografia addominale, talvolta anche le radiografie addominali e gli esami del sangue con referto immediato).

Per ciò che riguarda i proprietari/responsabili: sappiamo davvero cosa fare nell’immediato – e, cosa altrettanto importante, cosa non fare – se il cavallo mostra segni/sintomi, più o meno lievi o gravi, di quella che potrebbe essere una colica? La nostra risposta, se adeguata, potrebbe salvargli la vita… Dunque, come gestire la situazione? Quali sono le azioni da intraprendere o da evitare? Ma soprattutto, come minimizzare il rischio di coliche? Ecco un ottimo vademecum stilato da Marcia King per thehorse.com, che vale la pena di presentare secondo alcuni dei suoi punti più salienti, da noi selezionati e integrati. Dei 20 che seguono, 6 riguardano la prevenzione:

    1. Prevenire (1): mantenere un protocollo di alimentazione coerente ed introdurre sempre gradualmente eventuali modifiche nella dieta quotidiana del cavallo. “L’associazione più comune con la colica negli equidi è un cambiamento nel mangime o nella partita di fieno entro le due settimane precedenti”, afferma il Dr. Daniel P. Keenan (veterinario e partner della Foundation Equine Wellness and Performance, in Crosswicks, New Jersey). Quando si passa ad una nuova dieta/tipo di cibo, bisogna farlo gradualmente, per almeno 10 giorni. Attenzione anche all’erba medica: non può e non deve mai sostituire del buon fieno corrisposto in quantità adeguate: questa leguminosa (alfa-alfa) dall’alto valore nutrizionale, molto appetibile per i cavalli, va somministrata cum grano salis, mai esclusivamente e mai in eccesso.
    2. Prevenire (2): più pasti esigui al giorno sono generalmente da preferire per una corretta digestione dell’equide – da non sovraccaricare mai con troppo cibo somministrato velocemente in poche razioni – per esempio, con soli due pasti quotidiani di grandi dimensioni (vade retro foraggio e mangime/pietanza nello stesso momento!). La parte più importante dell’alimentazione dei cavalli riguarda la frequenza regolare delle razioni, ossia gli intervalli (mai troppe ore nel’arco dell’intera giornata senza cibo) e l’adeguatezza, da stabilirsi specificamente per ogni soggetto per quantità totale (energia in base alla mole e lavoro/attività), con una dieta adatta/specifica per quel cavallo ogni giorno, soprattutto attenendosi ad una ferrea routine d’orari nella somministrazione del cibo lungo le 24h.
    3. Prevenire (3) “I tratti intestinali dei cavalli non sono stati creati per digerire il mangime”, afferma sempre Keenan. E infatti, in realtà, le diete ad alto contenuto di cereali sono strettamente connesse all’aumentata incidenza di coliche, nonché a gastriti, laminiti, obesità e ad altri diversi disturbi. “Gli unici cavalli che avrebbero davvero bisogno di cereali sono quelli che perdono peso nonostante siano alimentati con fieno di buona qualità 24 ore su 24, 7 giorni su 7, o quelli che hanno un programma di esercizio/lavoro molto impegnativo”. Frequente buon fieno con esigue integrazioni di mangime per il cavallo in attività e scuderizzato, è e resta la principale e sana regola per mantenere la salute ottimale di ogni equide.
    4. Prevenire (4): incoraggiare e fare tutto il possibile per incrementare l’assunzione di acqua da parte dei cavalli, ossia per farli bere il più possibile, in qualunque stagione; mettere a disposizione acqua fresca d’estate, mai troppo gelida d’inverno (in quest’ultimo caso, è dimostrato che se, con temperature rigide, viene aggiunta all’abbeveratoio una resistenza produttrice di calore minimo, tutti i cavalli bevono di più). Se l’equide, di suo, non beve mai molto, fornirgli regolarmente dei pastoni e controllare quotidianamente le beverine automatiche (se arrugginite o altrimenti rovinate, sostituirle). Prediligere gli abbeveratoi con galleggiante rispetto a quelli a pressione.
    5. Prevenire (5): muovere, far lavorare il cavallo regolarmente, con una routine di allenamento coerente e proporzionata. Evitate le attività con lui alias “guerrieri del fine settimana” o intensi periodi di esercizio cui faranno seguito lunghe giornate senza attività. Sappiate che anche se voi non potete andare in scuderia, oggi i migliori Centri Ippici, quelli veramente attenti e responsabili circa la qualità della vita dei loro cavalli ospiti, offrono e garantiscono come minimo la loro movimentazione, anche in assenza dei proprietari.
    6. Prevenire (6): svermate i cavalli con regolarità. Senza eccedere e senza procedere a caso, anche se da sempre e saggiamente alternate i principi attivi dei vermifughi (i quali tuttavia, se somministrati quando non serve/in eccesso, oggi è dimostrato conducano dritti verso il problema farmacoresistenza – + info: clicca qui); saggio è infatti solo chi procede con un’attività di sverminazione dei cavalli ponderata, a fronte di un esame annuale delle feci, sulla base del quale il veterinario saprà indicare la miglior prassi da seguire.
    7. In caso di dubbio di colica, prima di tutto controllate i segni vitali del cavallo. “Verificate la frequenza cardiaca e la temperatura”, suggerisce il Dr. James Carmalt (professor of equine surgery at the University of Saskatchewan’s Western College of Veterinary Medicine – WCVM – e veterinario al WCVM Veterinary Medical Centre). “Controllate anche i suoi piedi (calore) e i muscoli della groppa: questi possono riflettere altri problemi, come la laminite, che può assomigliare alle manifestazioni di dolore da coliche addominali”.
    8. Cercate sempre la presenza di deiezioni recenti nel box o nel paddock, aggiunge Carmalt. Feci assenti o ridotte potrebbero essere una prima importante spia del problema colica.
    9. Chiamate immediatamente il veterinario, indipendentemente dalla gravità o dalla levità dei sintomi che il cavallo vi manifesta. Attendere troppo a lungo avrà come effetto solo l’ingigantire i problemi e quindi potrebbe portare a situazioni gravi, che in seguito potrebbero diventare anche non trattabili. “Il veterinario vi farà delle specifiche domande al telefono per valutare se deve esaminare l’animale subito, in quel momento, o se il proprietario per ora deve semplicemente monitorare il cavallo e (ri)convocare il veterinario successivamente, qualora i sintomi peggiorino o per un semplice controllo”, afferma la dott.ssa Amy Plummer Weatherly (University of Tennessee College of Veterinary Medicine). Ergo, NON aspettare di parlare con il veterinario, in caso di dubbi. “Ritardare la chiamata è un pericolo, specialmente con alcune specifiche forme di colica”, avverte Weatherly. Ad esempio, “se un cavallo manifesta dolore a causa di un eccesso di liquido nello stomaco, quest’ultimo potrebbe lesionarsi e ciò può accadere in un periodo di tempo relativamente breve, a poche ore dall’inizio dei segni clinici; se in casi come questi si ritarda troppo nel convocare il veterinario, non esisterà poi alcun trattamento medico utile a salvare il cavallo”.
    10. Monitorare attentamente il soggetto per tutto il tempo necessario. Molte persone si fanno un’idea sbagliata quando viene detto loro “stiamo a vedere come evolve”, credendo che magari possono nel frattempo andare a fare delle commissioni o, se sono parte del personale del centro ippico, di poter fare intanto la lezione, tornando dopo un paio d’ore per vedere come sta il cavallo in questione. Tuttavia, nota il dott. Fugaro, “i segni e le condizioni cliniche del cavallo in colica possono peggiorare molto, molto rapidamente. Bisogna controllare il soggetto ogni 15-20 minuti”.
    11. Nel 90% dei casi, nel dubbio di colica, il veterinario già al telefono ci dirà di far camminare il cavallo nel frattempo, per stimolare la motilità intestinale e prevenire rotolamento e lesioni – evitando quindi strangolamento o ostruzione semplice dell’intestino. “Oltre il 50% delle coliche lievi si risolverà proprio con questo (camminando)”, afferma Keenan, che raccomanda intervalli di 45-60 minuti al passo a mano, vivace. Tuttavia, va considerato anche che anche camminare può stancare/esaurire un cavallo molto dolorante – il quale magari, proprio per questo, si potrebbe opporre anche a questa semplice movimentazione; bisogna quindi adottare la logica di cercare comunque di farlo camminare, pur con delle pause e senza sforzare, quel tanto che basta per impedire al cavallo di stendersi e rotolarsi.
    12. In ragione del punto 11, NON far mai muovere il cavallo in modo eccessivo e troppo forzato (ad esempio, non utilizzate la giostra), poiché un esercizio esagerato, anziché favorire, rallenta la motilità intestinale e può portare ad esaurimento/sfinimento: l’equide sofferente ha comunque bisogno di trattenere liquidi ed energia, afferma Fugaro.
    13. NON consentire al cavallo di mangiare (fieno, erba o mangime), in quanto il cibo può solo aggravare il problema. Anche quando sono in colica, alcuni cavalli vogliono comunque mangiare; alcuni addirittura si ingozzano, come risposta al dolore.
    14. NON date accesso all’equide nemmeno all’acqua, almeno fino a quando il veterinario non avrà visitato il cavallo – dovendo magari utilizzare il tubo gastrico.
    15. NON somministrate farmaci senza l’approvazione e/o esplicita indicazione del veterinario, poiché soprattutto gli antidolorifici possono mascherare i segni clinici, rendendo poi più difficile ottenere una diagnosi tempestiva e accurata. “Se il cavallo non risponde ad un antidolorifico, non è perché non avete usato abbastanza farmaco: è perché la sua condizione di salute va al di là di ciò che quella medicina può fare” (Fugaro cit.). Inoltre, il sovra dosaggio può a sua volta causare ulcerazione gastrica, coliti e problemi renali, anche se questi non si manifesteranno subito, e almeno per diversi giorni. Vale la regola per la quale una mancata e veloce risposta a farmaci antidolorifici è sempre e solo un indicatore chiave della necessità di fare riferimento ad ulteriori e approfondite valutazioni e terapie. Non abusate dei tanto amati antispastici per dolori addominali (Buscopan in primis), come panacea “di tutti i mal di pancia” dei cavalli; insomma non somministrateli così, sempre e comunque, quando a vostro giudizio un cavallo “vi sembra giù” o non mangia, o sta a terra, o comunque vi pare che in generale sia sofferente; non usatelo se il veterinario non ve l’ha espressamente indicato. Il “fai da te” in casi di colica – più o meno seria – “non fa per tre”: può invece facilmente aprire la porta ad ulteriori problemi/complicazioni.
    16. Durante il monitoraggio della sua condizione, tenete il cavallo contenuto, in un’area sicura – un piccolo paddock o un ampio box, suggerisce Weatherly: potrebbe infatti avere reazioni inconsuete, a causa del dolore. Ovviamente, va separato da altri cavalli. “Allontanare una cavalla in colica dal suo puledro va certamente fatto per prevenire involontarie lesioni al puledro. Se possibile, però, spostate il suo puledro in un’area in cui la cavalla può comunque vederlo”. Questo scenario potrebbe tuttavia creare ancora più ansia per la cavalla, quindi la decisione sta tutta in un’oculata gestione di ogni caso specifico, che richiede un buon giudizio.
    17. Se la situazione si presenta critica sin dai primi sintomi, iniziate per tempo a pensare per organizzare l’eventuale trasporto in clinica, sottolinea il dott. Keenan. Se non siete autonomi col van ed è pure domenica, cominciate quanto prima a chiamare i trasportatori di fiducia e a chiedere loro eventuale disponibilità per le ore a venire. Se siete autonomi per l’eventuale trasporto del cavallo, non guidate personalmente il trailer/van. “Non è sicuro”, sottolinea giustamente Weatherly. L’ansia e l’angoscia su strada scaturenti dall’ovvia preoccupazione della persona in primis emotivamente coinvolta per la salute/salvezza del proprio cavallo, non sortiscono mai buoni risultati.
    18. Rimanete lucidi, coscienti e comunque positivi. Non fatevi dominare dall’emotività, anche se tutto quel che vi sta capitando è bruttissimo, ed è tutto molto difficile. Il vostro compagno ha bisogno di voi: più vi manterrete calmi e fiduciosi, più lo aiuterete ad affrontare questo momento critico, per lui incomprensibile (solo dolore…).
    19. Successivamente all’intervento del veterinario, NON cambiare mai il piano di trattamento che è stato prescritto, avverte Carmalt. Somministrare i farmaci correttamente e seguire il protocollo; è assolutamente raccomandato per l’intera durata prescritta. In caso di dubbi, ovviamente bisogna chiedere al veterinario prima di apportare qualunque modifica.
    20. Nel caso di intervento chirurgico, ponderare bene le complicazioni postoperatorie e le istruzioni per l’assistenza domiciliare con il medico, prima di rientrare a casa con il cavallo, sollecita Weatherly. Bisogna chiaramente capire come muoversi nell’immediato, senza dubbio alcuno.

© Redaz.; riproduzione riservata; fonte principale: thehorse.com; in copertina foto via Pinterest

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