La colica nel cavallo: segni di riconoscimento e precauzioni da adottare
31 ottobre 2017 #news
“Manifestazione di dolore viscerale addominale acuto, cronico o ricorrente”, questa la definizione di ciò che si intende clinicamente per colica. Nonostante gli anni spesi nella ricerca e nello sviluppo di nuovi metodi di diagnosi, intervento e cura e sebbene alcuni significativi progressi in ambito scientifico siano stati fatti, la colica rimane ancora purtroppo una delle principali cause di decesso nel cavallo, una delle poche condizioni di vera e propria emergenza medica.
La maggior parte dei casi può risolversi positivamente con un intervento rapido e mirato, ma le condizioni che influenzano l’approvvigionamento di sangue nell’intestino si tramutano in una corsa contro il tempo che può fare la differenza per la sopravvivenza. Qualsiasi ritardo nella diagnosi può infatti influenzare negativamente la prognosi e prolungare potenzialmente dolore e sofferenza nell’animale colpito.
Per quel che concerne il grado di incidenza del disturbo, la colica può manifestarsi in qualsiasi cavallo, indipendentemente dall’età. Tenendo in considerazione alcune indicazioni emergenti dalla ricerca scientifica, come quella secondo cui la razza, al contrario del sesso, è stata in alcuni casi identificata come fattore di rischio per l’insorgenza della colica e che alcune forme della patologia prevalgano in soggetti giovani mentre i più anziani necessitano invece spesso del trattamento chirurgico con una relativa prognosi più delicata, a giocare un ruolo fondamentale nel riconoscimento dei primi sintomi e nel relativo approccio all’emergenza è in ogni caso il proprietario, o chi in sua vece ha la responsabilità del benessere dell’animale. Identificazione dei sintomi e intervento tempestivo del veterinario dunque, prima di tutto. In sua attesa, seguite puntigliosamente tutte le indicazioni che il medico vi fornirà.
In relazione invece alla tipologia di colica, ne esistono di differenti per gravità e cause, ma riconducibili essenzialmente ad alcune forme ricorrenti e ben identificate: la colica gassosa, la colica spasmodica, la colica da costipazione, la colica da spostamento e/o torsione dei tessuti.
La prima ed anche la più comune, è dovuta, come suggerisce il nome, ad un eccessivo accumulo di gas nell’intestino del cavallo, la cui espansione provoca un restringimento dello stesso e una condizione di dolore più o meno elevato. Il cavallo che ne è affetto può apparire in questo frangente gonfio alla vista e possono essere auscultati suoni intestinali. Si tratta della manifestazione generalmente meno preoccupante di colica, che può essere risolta in semplicità grazie all’intervento del veterinario, senza troppe complicazioni e con una prognosi positiva.
Della colica spasmodica si conosce scientificamente poco, di come si caratterizzi nel particolare e di quale sia la sua provenienza specifica vi sono infatti poche prove scientifiche, ma viene così chiamata in ragione del presentarsi dei suoi sintomi, in seguito ai quali il cavallo sperimenterà picchi alternati di dolore anche acuto che si verificheranno, appunto, con intermittenza.
La colica da costipazione è da imputare invece comunemente ad un accumulo di materiale solido asciutto quale cibo o feci parzialmente formate, che impediscono con la loro presenza il normale passaggio dei fluidi intestinali. La regione dell’intestino più frequentemente interessata dal disturbo è quella che si definisce “flessione pelvica”, dove lo stesso si restringe e opera un’insidiosa curva a 180°, ad alto rischio di ostruzione. Il cavallo in colica da costipazione sperimenta un dolore lieve, ma prolungato nel tempo, con sintomi meno evidenti del disturbo in corso, tra i più comuni la poca appetenza. La maggior parte dei casi si risolve positivamente con un trattamento adeguato, anche se può essere richiesto a volte l’intervento chirurgico e può purtroppo tramutarsi in colica potenzialmente fatale se non trattata prontamente.
Sotto la classificazione di colica da costipazione ricade anche l’accumulo di sabbia e sporco nell’intestino, che comporta l’irritazione della sua fodera. I sintomi sono dati dal dolore, da lieve a marcato, e dalla presenza di sabbia nelle feci.
La forma più preoccupante di colica e senz’altro l’ultima, quella da spostamento o torsione dei tessuti. Si ha spostamento quando una parte dell’intestino si muove in modo anomalo all’interno dell’addome, provocando un’ostruzione o, nei casi più gravi, una torsione, che interrompe completamente il flusso sanguigno in una parte di intestino. Si tratta della manifestazione più grave di colica, che richiede sempre l’intervento chirurgico d’urgenza e in seguito alla quale il cavallo mostra purtroppo segni di sofferenza evidenti e continui, come forte dolore, sudorazione e uno stato di depressione generale.
Come accorgersi dunque di una colica in atto per poter intervenire tempestivamente?
Esistono espliciti segnali manifestati dal cavallo che possono esserci d’aiuto nella rapida identificazione di una colica: irrequietezza o agitazione, riduzione dell’appetito, diversa consistenza delle fiande o loro assenza, dolore addominale – identificabile dal fatto che ritroviamo il cavallo steso, tendente a “guardarsi la pancia” – , cambiamenti clinici (aumento del battito cardiaco, riduzione o assenza di rumori intestinali, variazione di colore delle gengive, aumento della respirazione), pigrizia o letargia. La presenza concomitante di tutti questi segnali lascerebbe dunque poco spazio ai dubbi. Nell’immagine che segue, i parametri di riferimento (temperatura, battito cardiaco, frequenza respiratoria) di un cavallo in salute (clicca per ingrandire):
Quali sono le attenzioni che possiamo mettere in atto per scongiurare, per quanto possibile, il presentarsi del disturbo?
Una dieta a base di foraggio (fieno) è particolarmente indicata per mantenere in salute il sistema digestivo e la normale mobilità dell’intestino. Qualsiasi variazione nella stessa deve essere operata in modo graduale in relazione alla presenza dei numerosi batteri che abitano l’intestino del cavallo, molto sensibili al cambiamento e che necessitano di tempo di adattamento per poter assistere correttamente il processo digestivo. Se gli alimenti concentrati (mangimi) sono necessari è bene che siano somministrati in quantità ridotte e spesso, così come i cavalli si sono evoluti nel loro metodo di alimentazione, poco e frequentemente.
Acqua pulita e fresca, alla base del processo digestivo, deve essere costantemente disponibile a soddisfare la necessità di idratazione del cavallo, così come non è consigliabile consentirgli il pascolo con lunghe permanenze su terreni sabbiosi che potrebbe provocare l’accumulo di sabbia nell’intestino. E’ inoltre opportuno verificare il buono stato della sua dentatura al fine di una corretta masticazione: la digestione, com’è noto, inizia dalla bocca. Infine, una corretta e puntuale sverminazione, concertata col veterinario – meglio se accompagnata da coprocultura, ossia l’esame delle feci, almeno una volta l’anno – è altrettanto importante.
Tutto sembra essere dunque nelle nostre mani. Riconoscere una colica e agire tempestivamente permette al nostro compagno di avere tutte le chance per la sopravvivenza e per una positiva prognosi e, qualora tutte le precauzioni prese per scongiurare il suo presentarsi non siano sufficienti, la cosa fondamentale, ricordiamolo, è una sola: non perdere tempo.
©M.C. Bongiovanni – Riproduzione riservata, fonti principali articolo: thehorse.com; bhs.org.uk; foto di copertina ©horse-canada.com



















