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Un dono da ogni cavallo? Yes, of course

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A metà strada tra narrativa e realtà, tra biografia e romanzo: insomma, il connubio perfetto per una lettura piacevole, quella che riesce ad essere al contempo sia distensiva, sia formativa. In questo libro non troverete metodi o regole e/o indicazioni precise per svolgere delle pratiche o degli esercizi con i cavalli. Piuttosto, incontrerete prima di tutto storie, vissuti, ossia esperienze reali, soggettive, proprie di un uomo impegnato nella relazione con gli equidi. Sia che questa relazione sia d’imprinting, ovvero sia la prima esperienza formativa nell’addestramento, nel progressivo rapporto del cavallo con l’uomo – è il caso della giovane Miss, 5 anni, non ancora domata -, sia che questa maturata esperienza riguardi dei “recuperi” – vuoi anche solo per incidenti di salute, dove il ricordo del dolore acceca a tal punto la mente del cavallo da impedirgli di muoversi come potrebbe, ossia di vivere: perché “[…] forse è vero che nel dolore ci si rifugia e ci si arrende” (è il caso di Sioux).

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Un dono da ogni cavallo? Yes, of course

Parliamo di “Un dono da ogni cavallo”, pubblicato l’anno scorso da Zoraide Editore – illustrazioni di Arianna Gardini – a firma di Massimo Pierini, classe 1976. L’autore ha visto l’avvio alla propria vita equestre sin dalla tenera età, con esperienze in seguito maturate sia nella monta inglese, sia in quella western: è da rilevare che Pierini non si presenta come horse trainer, né come militante dell’ horsemanship, ma semplicemente come un uomo di cavalli, come una persona che, con la sua attività, ha capito l’importanza di fare proprio, di porre in primo piano, la volontà di costruzione della relazione uomo-cavallo, seguendo il fondamentale bisogno di trovare, prima di ogni altra cosa, punti di dialogo comuni, corrispondenti, com-prensivi, capaci di “tenere insieme” due universi di specie diverse ma vicine, capaci di arrivare ad interagire alla perfezione; tuttavia, purtroppo, capita spesso che questa comunicazione/realizzazione non si dia affatto…

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Ovviamente, qui non vogliamo “spoilerare” il libro: non vi racconteremo le storie dei cavalli ivi contenute, tutte da scoprire; vi stiamo tuttavia per proporre alcuni stralci tratti dalle numerose riflessioni che parimenti incontrerete nella lettura, certi che vi porteranno a voler scoprire in toto “Un dono da ogni cavallo”. Chiunque esso sia – con il suo bagaglio di poca o tanta esperienza, bella o brutta – qualunque sia la destinazione che state per condividere o condividendo, ogni incontro con un cavallo è speciale, è un dono: il valore di quest’ultimo, del dono, come insegna Marcel Mauss, sta principalmente nell’assenza di garanzie per il donatore (nel nostro caso, il cavallo). Un’assenza che presuppone una grande fiducia verso gli altri (leggasi gli uomini che l’equide incontra/incontrerà). In questa dinamica che svela la gratuità – sempre rischiosa – del donatore, abbiamo riconosciuto il messaggio principale della prosa di Massimo Pierini, involontaria glossa del pensiero del maestro Mauss, antropologo, sociologo e storico delle religioni francese,

“I cavalli sono libri bianchi su cui scrivere o libri pieni di parole da rivedere. Sono emozioni, sensazioni. E a volte, solo vibrazioni. I cavalli hanno un’anima da comprendere, da rispettare e da difendere. I cavalli ti insegnano ad apprezzare ciò che hai. Ti insegnano la “responsabilità” del prenderti cura non solo di te stesso” (“Un dono da ogni cavallo”, p. 71).

“I cavalli ti entrano nell’anima al punto tale che finiscono per far parte di te. Il legame che ottieni lavorando con loro per raggiungere l’obiettivo che ti sei prefissato è così forte che non servono sforzi a stringere il nodo. Tutto viene da sé, con il semplice scorrere del tempo” (cit., p. 65).

“Ci sei solo tu e il cavallo. Il resto deve essere chiuso fuori” (cit., p. 59).

“Spesso, le risposte, sono avanti ai nostri occhi ma non le vediamo. Perché siam troppo presi a chiedere agli altri la soluzione o perché andiamo a cercare cose complicate. Ci scordiamo, che i cavalli trasmettono emozioni e sensazioni. Ci scordiamo che una chiave di lettura può essere nascosta anche in un semplice atteggiamento, qualcosa che per noi è stupido forse banale o semplicemente normale, ma che in quel momento diventa la chiave di ogni cosa. La chiave per aprire qualsiasi porta, uscire.” (p. 57).

“Aspettare! Perché solo il tempo restituisce i risultati pagando i sacrifici” (p. 51).

© B.S.; riproduzione riservata – foto in copertina: © A.Benna / EqIn

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Redazione EQIN
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