Welcome to Joe Biden, Presidente horse friendly
07 novembre 2020 #news
Nelle ultime settimane, volenti o nolenti, abbiamo tutti assistito all’intensa maratona del voto negli Stati Uniti, destinato a designare chi guiderà nei prossimi quattro anni la più potente nazione del Pianeta.
Tralasciando gli aspetti folkloristici e poco edificanti che hanno caratterizzato soprattutto i giorni decisivi al voto, sembra che finalmente abbiamo, per usare la sigla tutta a stelle e strisce, un “POTUS” (President of the United States of America): un Presidente che peraltro è davvero molto horse friendly e lo ha già dimostrato prima di accedere alla carica di uomo più potente del Pianeta.
Forse già eravate al corrente che negli Stati Uniti è in vigore da molti anni una legge che vieta la macellazione dei cavalli, ma vediamo come ci sono arrivati: nel 2005 durante il 109° Congresso, l’American Horse Slaughter Prevention Act è stato introdotto alla Camera dei Rappresentanti e al Senato USA, dove, pensate un po’, l’allora senatore democratico Joe Biden era uno dei più attivi sostenitori di questo disegno di legge per vietare la macellazione di cavalli.
Sempre nello stesso anno, il senatore Biden ha votato, insieme a 69 dei suoi colleghi, un emendamento “taglia fondi” al disegno di legge annuale degli stanziamenti per l’agricoltura, che in precedenza era stato presentato per bloccare le ispezioni degli impianti di macellazione dei cavalli da parte dell’USDA (United States Department of Agriculture); detto emendamento ha di fatto determinato la chiusura degli impianti di macellazione dei cavalli per 15 anni (i democratici infatti, da allora, lo ripresenteranno annualmente).
Nel 2007, durante il 110° Congresso, il senatore Biden ha nuovamente co-sponsorizzato l’American Horse Slaughter Prevention Act, insieme all’ex presidente Barack Obama. Biden si era poi ritirato dal Senato degli Stati Uniti per servire il Paese come vicepresidente sotto la presidenza Obama (2009-2017).

L’allora vicepresidente USA Joe Biden riceve in dono un cavallo dal primo ministro mongolo Sukhbaatar Batbold durante una manifestazione culturale fuori Ulaanbataar, (Mongolia, il 22 agosto 2011). La tradizione mongola è quella di regalare uno yak, un cavallo o un cammello ai dignitari in visita. (Foto ufficiale della Casa Bianca © David Lienemann)
Il vicepresidente Biden e l’amministrazione Obama hanno sostenuto l’emendamento “defund”, arrivando ad includere la voce all’interno del budget annuale al Congresso. Sempre in qualità di vicepresidente, Biden ha continuato a dare il suo sostegno all’emendamento annuale intervenendo di persona presso i suoi ex colleghi del Senato, sollecitando l’approvazione dell’emendamento quando è stato esaminato in sede di commissione per gli stanziamenti.
Come noto, l’ex-presidente Donald Trump non ha avuto precedenti esperienze politiche alla sua elezione, quindi è impossibile rintracciare sforzi da parte sua pro equidi. Ad onor del vero, anche l’amministrazione Trump ha incluso la medesima voce nei bilanci presentati al Congresso. Sebbene non sia vincolante, includendola ha di fatto portato al Congresso il sostegno per continuare a mantenere questo importante sforzo annuale atto a scongiurare un business molto diffuso negli Stati Uniti.
Ma torniamo a Biden, per sottolineare come durante la sua campagna elettorale i cavalli abbiano fatto parecchie volte capolino: non sono mancati sia come iconografia (svariate magliette oltre allo slogan che invitava a votare per lui riportavano simbolicamente un cavallo in corsa), gruppi di supporters hanno organizzato vere e proprie “parades” a cavallo e non ultimo, sebbene non in senso buono, egli stesso è stato definito un “cavallo” (di Troia) della sinistra radicale negli Stati Uniti.
Adesso non ci aspettiamo che come l’Imperatore romano Gaio Giulio Cesare Augusto Germanico, meglio conosciuto come Caligola, nomini senatore un cavallo (anzi speriamo proprio non lo faccia) ma certamente c’è da attendersi qualcosa di buono per i nostri amati equidi e forse non solo per quelli americani, vista l’influenza che il neo eletto può esercitare con quella che non a torto (e per ruolo) viene da sempre definita la personalità politica più potente del Mondo.
© A.B. – riproduzione riservata; fonte principale: horsesinourhands.org; foto di copertina: il neo Presidente USA Joe Biden © The Dallas Morning News





















