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A proposito del controverso filetto Baucher

A proposito del discusso filetto Baucher, ma come lavora? quali i pro e i contro
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18 ottobre 2019 #focus

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Le imboccature / filetti Baucher (diverse pronunce: boo-SHAY, BOW-sher, BOW-cher) prendono il nome dal loro inventore, Francois Baucher (1796-1873), un maestro piuttosto controverso dell’Alta scuola di equitazione francese (del periodo di mezzo, quello neoclassico). Tra i Maestri è il più citato: teorizzò le flessioni (ganascia-nuca-incollatura) e, come descritto da un suo allievo (James Fillis, in appendice al suo libro “Principes de dressage e d’équitation”), (…) Baucher è sicuramente il più grande e il più abile Ecuyer che abbiamo avuto, considerando solo l’ equitazione di alta scuola (…). Senza dubbio non è Baucher che ha inventato l’alta scuola, che anzi è frutto del lavoro di numerose generazioni di cavalieri, ma ha saputo proporre un metodo nuovo e veramente sorprendente. Nessuno aveva prima di lui ottenuto dei risultati così meravigliosi.(…).

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Baucher è noto per una metodologia che enfatizzava la compressione del corpo del cavallo, al fine di raggiungere in obbedienza il sollevamento della parte anteriore e la propulsione del posteriore: il suo metodo, che in soldoni consiste nel chiudere prontamente e stabilmente il cavallo tra mani e gambe, è oggi per lo più considerato inadatto, soprattutto per i principianti, ma anche per i cavalieri più esperti che addestrano i loro primi cavalli, laddove non vi sia su di loro l’occhio vigile di un maestro. Non è quindi alla portata di tutti, e può essere impiegato senza inconvenienti soltanto da coloro che siano stati preparati da studi e da un lavoro in piano molto serio. Molti critici dipingono Baucher come un severo addestratore che ha usato anche mezzi non propriamente legittimi per raggiungere i suoi scopi. Quale che sia la verità, i prodotti dell’ultimo baucherismo – ovvero incomparabile leggerezza e reattività alla mano e alla gamba – enfatizzano la risposta del cavallo al più leggero possibile degli aiuti. Infatti, sebbene il suo lavoro sia ancora oggi molto dibattuto, le sue teorie sull’equilibrio equino e quelle già citate sulla leggerezza degli aiuti sono state da tutti ampiamente accettate. Suo è anche il celebre assioma circa il modo più corretto di dispensare gli aiuti da parte del cavaliere: “gambe senza mani e mani senza gambe “, ossia, l’invito preciso a ricercare in sella aiuti indipendenti gli uni dagli altri.

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Filetto Baucher, come funziona? 3

Filetto Baucher

Va inoltre evidenziata la costante e fervente preferenza di Francois Baucher per i filetti rispetto ai morsi. Per tale ragione probabilmente si spinse ad inventare un filetto nuovo, il Baucher appunto, che in linea generale può essere descritto come un’imboccatura che esercita un’azione di pressione maggiore rispetto ad un filetto normale, da molti cavalli accettata senza problemi. Il Baucher non usa la forza di leva e trasferisce semplicemente gli aiuti delle redini in modo diretto. Ovviamente, tutto dipende dalla finezza degli aiuti della mano del cavaliere; come già detto, i neofiti dovrebbero rivolgersi ad altre imboccature.

Filetto Baucher, come funziona? 2

La parte in rosso indica la zona del cannone delle diverse imboccature viste lateralmente / immagine credits bitbankaustralia

Il filetto Baucher si distingue dagli altri per la barra di metallo che si estende verso l’alto dall’anello del filetto per essere attaccata ai montanti della testiera. Le redini si collegano normalmente agli anelli connessi al cannone/boccale, come in un filetto normale. Nel Baucher, il cannone non può muoversi o ruotare in base al movimento delle redini sugli anelli, ed è quindi molto stabile nella bocca del cavallo. Inoltre, i filetti Baucher sono oggi disponibili con cannoni di diversi spessori, dritti o snodati in due o tre parti – con olivella centrale – e in un’ampia gamma di materiali (non solo in metallo, ma anche in gomma); da evidenziare che vanno regolati con un po’ più di comodità agli angoli della bocca rispetto ad un tradizionale filetto, dunque bisogna prestare molta attenzione alla lunghezza del cannone, che dev’essere il più possibile adatto alle dimensioni della bocca del cavallo che lo utilizzerà.

I cavalieri dovrebbero vedere il Baucher più come una via di mezzo tra un semplice filetto snodato e un filetto a barre, piuttosto che temerlo quasi fosse una specie di Kimblewick (morso spagnolo). Ci sono molti cavalli e pony che vanno particolarmente bene col Baucher, sono a loro agio, mantenendo un contatto sereno; un cavaliere non particolarmente navigato trarrà beneficio dall’immobilità che questo speciale filetto garantisce, specie se le sue mani non sono stabili al 100%.

L’azione meccanica del Baucher crea inoltre una leggerissima pressione sulla testa del cavallo (niente a che vedere con quella esercitata ad esempio da un filetto elevatore, che è molto, molto più forte e agisce al contrario staccando il cavallo che “pesa sul ferro”). È a causa di questa pressione che esso è stato etichettato da alcuni critici come troppo duro per l’uso in dressage o “ingannevole” per ciò che riguarda lo stabilirsi di un buon contatto e della giusta flessione. Tuttavia, quando si tratta di imboccature, il giudice finale circa la loro bontà o meno è davvero solo e sempre il cavallo. Ci sono inoltre alcune convincenti ragioni biomeccaniche che indicano perché, per alcuni soggetti, il Baucher risulti addirittura più gradevole di un filetto normale, e dunque forse valga la pena provarlo e prediligerlo rispetto ai vari morsi con annesse leve (Pehlam in testa).

Sembra infatti che questo atipico filetto possa essere abbastanza utile per cavalli particolarmente sensibili nella zona della lingua e delle barre. Nell’azione infatti il cannone si mantiene sospeso/sollevato in queste aree e, anche quando viene applicato un forte e deciso contatto, alcuni cavalli trovano chiaramente questa azione più comoda di quella del cannone di un filetto snodato, che, posizionato tradizionalmente, si muove e preme su lingua, palato e barre. Il Baucher pare funzionare bene anche per quei cavalli che “lavorano troppo” in bocca, muovendo di continuo l’imboccatura, proprio perché tende ad essere più stabile. Infine, la leggera pressione aggiuntiva sulla testa fornita dal Baucher può essere temporaneamente utile su cavalli con limitazioni fisiche che gli impediscono di flettersi con facilità, che tirano molto, o per quelli che hanno imparato a ritrarsi dalle mani del cavaliere, sfuggendo al contatto.

Il Baucher non dovrebbe essere usato per forzare l’incollatura, né dovrebbe essere impiegato se il cavallo chiaramente vi si oppone. Vale per il Baucher il principio generale che vale per qualsiasi imboccatura, che diviene dura o morbida, funzionale o meno, sempre e solo in relazione alla “sapienza” delle mani che la utilizzano. Tuttavia, decidere se questa imboccatura possa servire oppure no per il vostro cavallo non richiederà chissà quali valutazioni: alcuni cavalli lavorano immediatamente meglio con il Baucher, altri subito vi si oppongono violentemente, dicendoci senza mezzi termini che non fa per loro.

© B.S.; riproduzione riservata; fonti e foto: equisearch.com; bitbankaustralia; harmonycross.com; su Francois Baucher:  equitazionesentimentale;

 

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